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“Gli abbracci spezzati” di Pedro Almodovar questa sera al Cineporto

Stasera al Cineporto il film “GLi abbracci spezzati” di Pedro Almodovar. La proiezione avrà inizio alle ore 21.15 nella tradizionale sede Via Antonino di San Giuliano a pochi metri dal Piazzale di Ponte Milvio; costo dle biglietto 6,00 € (ridotto 4,00 € per studenti universitari del Lazio, possessori tessera Bibliocard, bambini di età inferiore a 12 anni).

GLI ABBRACCI SPEZZATI (Los abrazos rotos – Spagna, 2009) di Pedro Almodóvar. Con: Penelope Cruz, Lluís Homar, Blanca Portillo

L’ultimo capolavoro del regista di “Tutto sua mia madre” e “Volver”. Così Marilena Vinci lo ha recensito su IRISPRESS.IT – “Fatalità, gelosia, abuso di potere, tradimento e senso di colpa: sono questi gli ingredienti fondamentali dell’ultimo lavoro di Pedro Almòdovar ‘Gli abbracci spezzati’,  da oggi nelle sale italiane.

Protagonista del film è Mateo Blanco, un regista rimasto cieco 14 anni prima a causa di un incidente stradale in cui muore la donna della sua vita, Magdalena. Dopo il tragico evento l’uomo assume una nuova identità divenendo Harry Caine, ludico pseudonimo con il quale firma i suoi lavori letterari. Harry Caine vive grazie alle sceneggiature che scrive e all’aiuto della sua fedele direttrice di produzione di un tempo, Judit Garcia, e di Diego, il figlio di lei, segretario e guida per ciechi. Una notte Diego ha un incidente ed Harry si prende cura di lui. Da quell’evento scaturisce il racconto di quanto avvenuto anni prima e della storia d’amore vissuta con Magdalena.

Il filo conduttore del film è la doppiezza: lo è sul fattore temporale con una storia si svolge oggi, l’altra 14 anni prima; su quello della storia, da una parte la relazione d’amore tra i due protagonisti, dall’altra quella di un regista (che altro non è che la proiezione dello stesso Almodòvar) per il cinema; una duplicità che è persino identitaria: alcuni personaggi hanno un doppio nome, il reale e quello d’arte, altri una doppia vita/ruolo. ‘Gli abbracci spezzati’ è in effetti una “dichiarazione d’amore al cinema e a chi lo fa”, per usare le parole dello stesso cineasta spagnolo, che spazia dai toni del melodramma a quelli del noir creando a tratti anche un film nel film in cui la realtà si mescola alla finzione…

La pellicola racconta sì una storia d’amore, ma è anche una disperata riflessione sul cinema e sulle responsabilità di chi lo fa. Almòdovar cita sé stesso (con alcune scene tratte da ‘Donne sull’orlo di una crisi di nervi’), ma non manca di rendere omaggio al cinema trasformando Penélope Cruz nella copia di Audrey Hepburn e citando ‘Viaggio in Italia’ di Rossellini.

Altro tema fondamentale de ‘Gli abbracci spezzati’ è l’importanza del montaggio, che sta all’origine della narrazione, ed il suo rapporto diretto con l’autore. Almodòvar utilizza anche il making of per ottenere una narrazione parallela a quella originale (del film di cui è riflesso), indipendente e furtiva. Oltre al noir, già affrontato in ‘Carne tremula’ e ne ‘La mala educaciòn’, il regista spagnolo torna anche sul quasi onnipresente tema della sua filmografia: quello del rapporto tra genitori e figli.

Con ‘Gli abbracci spezzati’ “faccio per la prima volta una dichiarazione d’amore così esplicita al cinema, non con una sequenza ma con tutto il film. – dice Almodòvar – Amore al cinema, ai suoi materiali, alle persone che si fanno in quattro sulle luci, agli attori, i montatori, ai narratori, a quelli che scrivono, agli schermi dove si vedono le immagini che muovono intrighi ed emozioni. Qualcosa che sebbene dia da vivere, non è solo una professione, ma una passione irrazionale”.

↓seppe Guernica Reitano

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