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Cassia: lavori fermi da mesi nel parco dell’Inviolatella e nei giardini di Tomba di Nerone

lavori.jpgDue cantieri aperti da mesi sulla Via Cassia, entrambi su aree verdi di particolare importanza, ma i lavori sono fermi e non è dato sapere quando i cittadini potranno tornare ad usufruirne. Stiamo parlando dei giardini dell’Inviolatella e di quelli di Tomba di Nerone dove i lavori di sistemazione vanno avanti da molto tempo.

L’area dell’Inviolatella, dopo una lunga e tormentata vicenda iniziata durante la gestione del Sindaco Veltroni e dopo innumerevoli e contrastanti delibere, è tornata al Servizio Giardini e pertanto alla fruizione da parte dei cittadini. Grazie ad un accordo con un istituto privato l’area è stata bonificata ed è stata realizzata una bellissima area giochi per i bambini. Dopo l’inaugurazione avvenuta il 27 marzo (leggi qui) il parco dell’Inviolatella è stato subito chiuso la settimana successiva e sono iniziati i lavori per la realizzazione di alcuni vialetti, la pulizia del piccolo specchio d’acqua e la bonifica delle aree adiacenti (leggi qui).  A distanza di mesi dall’inizio dei lavori oggi però la situazione è ferma: non ci sono operai al lavoro, le macchine e le attrezzature sono parcheggiate in un angolo mentre la vegetazione e le erbacce hanno cominciato ad invadere i viali appena realizzati. Nonostante un impianto di irrigazione alcune piante stanno seccando.

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Sullo sgangherato cancello di accesso un cartello del Comune di Roma riporta tutti gli estremi delle autorizzazioni ma non la data di inizio e fine dei lavori.
I giardini dell’Inviolatella, oltre ad essere una bella realizzazione, rappresentano anche l’unica area verde attrezzata a disposizione dei residenti; forse la disponibilità di questo parco sarebbe stata una cosa utile e gradita a chi, soprattutto anziani, non si è potuto permettere una vacanza al mare o in montagna.

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E allora quali sono i problemi dell’Inviolatella? Sono terminati i fondi necessari per la conclusione dei lavori? Oppure le difficoltà incontrate dalla ditta appaltatrice sono risultate maggiori di quelle previste o infine, più semplicemente, gli operai se ne sono andati in ferie?

Stesso discorso per Tomba di Nerone ma qui i lavori dovevano terminare nel mese di gennaio 2010, dopo sessanta giorni dall’inizio; invece l’area continua ad essere recintata da una barriera di plastica arancione mentre di operai non c’è traccia. Anche qui si è fatto un buon lavoro: dopo aver provveduto ad una parziale sistemazione dei giardinetti, al bel restauro della tomba di Vibo Mariano e alla realizzazione di una ringhiera metallica, sono stati piantati alcuni giovani cipressi.

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Ma poi improvvisamente i lavori sono cessati e l’area oggi si presenta come un cantiere aperto: terra smossa, materiali abbandonati, erbacce. Ma la cosa più grave è che, nonostante un embrione di impianto di irrigazione, i giovani cipressi stanno tutti seccando.
Si tratta di piante pagate con i soldi del contribuente ovvero con i soldi nostri: vedere questi cipressi ingiallire ogni giorno di più è qualcosa che fa male.
Se non si era in grado di assicurarne la manutenzione meglio sarebbe stato non piantarli oppure incaricare qualcuno, secchio alla mano, di garantirne la sopravvivenza.

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Anche in questo caso sarebbe bene che le Istituzioni spiegassero ai cittadini (soprattutto quelli rimasti all’afa di Roma Nord) perché non c’è modo di concludere i lavori.

Francesco Gargaglia

© riproduzione riservata

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4 COMMENTI

  1. Altro cantiere aperto e abbandonato ormai da diversi mesi è quello del giardino sito in via Cortina d’Ampezzo (antistante l’Istituto Calasanzio). Al X° Dipartimento del Comune di Roma, nei primi due anni del suo mandato, Alemanno ha sostituito ben quattro Direttori … L’incompetenza NON è un optional !?! L’ultimo … il Dott. Profeta si è giustificato che i lavori purtroppo vanno a rilento poichè è sobissato da diversi incarichi e quindi non ha il tempo materiale per eseguirli … NO COMMENT !

  2. A quanto da voi descritto e documentato desidero puntualizzare che le transenne con la rete di plastica,a seguito del forte vento di sabato 14, sono state abbattute e giacciono coricate verso l’interno.
    Circa l’abbandono e il degrado dell’intera erea risulta evidente che la priorità è rappresentata non solo dalla rimozione del cantiere ma anche dalla bonifica di tutto il giardino circostante il monumento. Questo da molti anni risulta occupato da una comunità di alcolizzati senza fissa dimora che lo ha eletto a dormitorio e cloaca a cielo aperto per i propri bisogni( per le abluzioni e il bucato si servono della fontana posta sul lato apposto di via Cassia).
    Chiedo ai residenti della zona se, soprattutto in questi mesi estivi, abbiano avuto il coraggio di saggiare le esalazioni malefiche che ivi ristagnano.
    Sicuramente il presidente Giacomini, il comandante del XX^ gruppo di VV:UU.,il capo area dell’AMA, il responsabile del Servizio giardini e quello dell’ Ufficio addetto al Decoro Urbano non hanno goduto di tale inebriante sesazione………….!!!!!!!

    Lucio Maria

  3. Modestamente suggerisco di vagliare l’ipotesi di un impianto CCTV al fine di consentire alle forze dell’ordine di meglio controllare la presenza di soggetti non consoni a civili abitudini nei giardini suddetti.

    I cittadini di Via Gradoli sono disposti volentieri a rinunciare alle telecamere a vantaggio della collettività dei frequentatori del parco.

    Carlo Maria Mosco

  4. Al più se i “giovani cipressi” della tomba di Nerine si dovessero seccare, si abbattono! oppure si abbattono lo stesso come gli “ex” meravigliosi platani di Tor di Quinto

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