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Stasera al Cineporto il film “Il concerto” di Radu Mihaileaunu

Stasera al Cineporto il film “Il concerto” di Radu Mihaileaunu, ancora risate amare dopo “Train de Vie” e “Vai e vivrai”. La proiezione avrà inizio alle ore 21.15 nella tradizionale sede Via Antonino di San Giuliano a pochi metri dal Piazzale di Ponte Milvio; costo del biglietto 6,00 € (ridotto 4,00 € per studenti universitari del Lazio, possessori tessera Bibliocard, bambini di età inferiore a 12 anni).

IL CONCERTO (Le concert – Francia/Italia/Romania/Belgio, 2009) di Radu Mihaileanu.

Con: Aleksei Guskov, Dmitri Nazarov, Mélanie Laurent

La commedia straniera che ha conquistato e commosso il pubblico italiano. Così ne ha parlato Marilena Vinci su IRISPRESS.it  “Un viaggio dalla Russia alla Francia che non è solo geografico ma quasi “temporale”, alla ricerca del riscatto di ciò che avrebbe potuto essere ma non è stato a causa dell’odio e delle persecuzioni razziali. Si potrebbe riassumere così, molto brevemente,  il nuovo film di Radu Mihaileanu ‘Il concerto’.

La pellicola, presentata fuori concorso all’ultimo Festival internazionale del film di Roma, racconta infatti la storia di Filipov, grande direttore d’orchestra dell’Unione Sovietica che dirige la celebre Orchestra del Bolshoi, e che viene licenziato, all’apice della carriera, quando si rifiuta di separarsi dai suoi musicisti ebrei. Trent’anni dopo lavora ancora al Bolshoi, ma come uomo delle pulizie, finché una sera, trovato un fax indirizzato alla direzione del teatro, la sua vita non cambia. Filipov, infatti, decide di riunire i suoi vecchi amici musicisti, che come lui fanno lavori umili, e spacciarli per l’attuale orchestra del Bolshoi per portarli a suonare a Parigi.”

‘Il concerto’ è un film vitale, divertente e commovente allo stesso tempo, in cui i sentimenti fanno da partitura ad una storia originale che ha anche il merito di raccontare una realtà ancora poco conosciuta: la condizione esistenziale degli ebrei che vissero per quarant’anni nel totalitarismo sovietico. Al di là della tragedia, i protagonisti trovano la forza di portare avanti i loro sogni grazie all’ironia, ad una sorta di umorismo picaresco che infonde allegria ed energia. Nel film si affrontano, anche se in maniera giocosa, i temi dell’impostura, dell’immigrazione (tema che Mihaileanu aveva già toccato nell’acclamato ‘Train de vie’ con la con la finta “autodeportazione” degli ebrei per evitare quella reale dei nazisti) e del dialogo interculturale, visto come incontro e mai scontro di culture. Il concerto finale di Cajkovskij è metafora dei rapporti fondamentali tra il singolo e la collettività: tutti gli strumenti sono complementari e devono suonar bene e all’unisono per trovare armonia e benessere. Un richiamo alla collettività  in un’epoca dominata dall’individualismo. “

↓seppe Guernica Reitano

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