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Al Cineporto ‘la prima cosa bella’ di Paolo Virzì

Stasera al Cineporto il film “La prima cosa bella” di Paolo Virzì, l’unico, autentico erede dei maestri della commedia all’italiana. La proiezione avrà inizio alle ore 21.15 nella tradizionale sede Via Antonino di San Giuliano a pochi metri dal Piazzale di Ponte Milvio; costo del biglietto 6,00 € (ridotto 4,00 € per studenti universitari del Lazio, possessori tessera Bibliocard, bambini di età inferiore a 12 anni).

LA PRIMA COSA BELLA (Italia, 2010) di Paolo Virzì con: Valerio Mastandrea, Micaela Ramazzotti, Stefania Sandrelli, Claudia Pandolfi

Cosa vuol dire avere una mamma bellissima, vitale, frivola, imbarazzante? E’ il cruccio che ha accompagnato tutta la vita di Bruno, primogenito di Anna, fin da quando aveva otto anni. Tutto comincia nell’estate del 1971, quando assistendo alla tradizionale elezione delle Miss dello stabilimento balneare più popolare di Livorno, Anna viene inaspettatamente chiamata sul palco ed incoronata “la mamma più bella”. Da allora, nella famiglia Michelucci, arriva lo scompiglio e per Anna, per Bruno e per la sorella Valeria, inizia un’avventura che si concluderà solo ai giorni nostri, con un’inattesa struggente riconciliazione.

DAVID DI DONATELLO 2010 per: MIGLIOR SCENEGGIATURA, ATTRICE PROTAGONISTA (Micaela Ramazzotti, che ha idealmente condiviso la statuetta con Stefania Sandrelli, ATTORE PROTAGONISTA (Valerio Mastandrea). Era candidato anche per altri 15 David, tra cui miglior film, miglior regista e miglior attrice protagonista (S. Sandrelli) NASTRO D’ARGENTO 2010 per: REGISTA DEL MIGLIOR FILM, SCENEGGIATURA, ATTRICE PROTAGONISTA (Micaela Ramazzotti e Stefania Sandrelli) E COSTUMI (Gabriella Pescucci). Era in nomination per altri 7 Nastri.

L’UNITA’ – La prima cosa bella è una cosa davvero bellissima. Ci è sembrato un gran film, quello di Paolo Virzì. E non essendo coinvolti “autobiograficamente”, ci è sembrato soprattutto – attenzione ai paroloni! – una riflessione seria e ironica sulla morte, una sorta di “istruzione per l’uso” su come rielaborare i lutti e tenere i nostri cari accanto a noi, anche quando se ne vanno. Si ride e si piange, spesso contemporaneamente. Il copione è benissimo calibrato e gli attori sono tutti super.
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IL CORRIERE DELLA SERA – Un superbo Valerio Mastandrea. Virzì costruisce il suo film come la più tradizionale delle commedie all’italiana (adattate ai nostri giorni), alternando lacrime e sorrisi, ironia e malinconia, graffi e carezze, sfruttando la forza di un cast come sempre ottimo.
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LA STAMPA – Trepidanti Micaela Ramazzotti e Stefania Sandrelli (…). Mastandrea è perfetto per misura e malinconica ironia, ben calata nel ruolo di sorella Claudia Pandolfi, eccellente Marco Messeri. Il tutto è raccontato con sensibilità alla soffusa luce della memoria.
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LIBERAZIONE – ‘La prima cosa’ bella di Paolo Virzì si muove agli antipodi della forma-racconto, ma tocca le stesse radici. Ovvero, ci ricorda il meglio della nostra storia di Italiani e di autori cinematografici, crea personaggi (la madre. Quella di Sandrelli rimane nel suo curriculum come la stella più brillante, quella di Ramazzotti come una delle grandi figure femminili del cine-novecento) indelebili, fa correre la sua macchina da presa in perfetto tempo musicale.
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IL GIORNALE – Che c’è di struggente in questo film, che ha nel titolola celebre canzone di Nicola Di Bari, successo sanremese 1970? Praticamente tutto: gli interni di certe case livornesi povere, ma calde di memoria; lo zucchero filato, che Anna-Sandrelli, malata terminale, mangia di rapina, insieme al figlio, tossico occasionale, durante una fiera cittadina; la musica d’epoca, un matrimonio in articulo mortis, un figlio illegittimo, che spunta dal nulla e ama subito quella madre svitata, quei fratelli spaesati.
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TERRA – Perdutamente innamorato della moglie Micaela Ramazzotti e della propria città Livorno, il regista toscano mette a punto la sua opera più intima e insieme universale, La ‘prima cosa bella’ è la mamma, quella splendida ed esuberante che ha condizionato le vite dei due fratelli protagonisti. La briosa Valeria (Claudia Pandolfi) e l’infelicissimo Bruno (Valerio Mastandrea). Dal 1971 a oggi, passioni, turbamenti, gioie e dolori di una famiglia livornese, fino all’inevitabile e commovente riconciliazione.

↓seppe Guernica Reitano

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