Home AMBIENTE Ponte Milvio – in kayak sul Tevere

Ponte Milvio – in kayak sul Tevere

kayak.jpgIn base alla portata dell’acqua il grosso “rullo” che si forma a poche decine di metri a valle di Ponte Milvio diventa un passaggio di 2° o 3° grado: per affrontarlo ci vuole tecnica e fegato; passato il rullo la corrente è forte e le acque agitate a causa degli ostacoli sul fondo. Ma è proprio su questi passaggi che si sono formati ì canoisti dell’Atac. Sulla riva destra del Tevere, subito dopo Ponte Milvio, c’è un Circolo Sportivo: campi da tennis, un campo di calcetto e una sezione canoa guidata da Marcello.
Marcello è un ex-autista che lasciato il servizio si è dedicato con passione allo sport. Romano verace, allegro ed estroverso, ha cominciato la sua lunga carriera di canoista proprio al dopolavoro dell’ATAC. Innumerevoli sono i bagni che ha fatto nelle acque non sempre limpide e tranquille del Tevere fino a quando è diventato un Istruttore Federale.
Sotto la sua guida si sono formate intere generazioni di canoisti che hanno mosso i primi passi (forse sarebbe più giusto dire le prime pagaiate) dalle sponde fangose del fiume.

[GALLERY=940]

La canoa è uno sport bellissimo che può essere praticato ovunque ci sia un corso d’acqua o un lago, ma anche in mare è possibile trovare grandi soddisfazioni: ci sono canoe per tutti i gusti, tasche e capacità. Si va dalle lunghe canoe in vetroresina che consentono di affrontare con tranquillità acque calme, alle canoe canadesi a più posti, fino al Kayak.
Il Kayak, o K1, è una imbarcazione che deriva dagli scafi in pelle di foca utilizzati dagli eschimesi; oggi viene costruita in polipropilene o kevlar e le numerosissime forme che assume sono legate alla disciplina che si vuole praticare: discesa o slalom.
Le canoe, grazie all’utilizzo di “sacchi di punta” (delle camere d’aria che vengono inserite all’interno), sono inaffondabili: casco e giubbetto salvagente consentono di svolgere l’attività in piena sicurezza.

[GALLERY=941]

Non sono molti i canoisti che frequentano il Tevere e la ragione è legata al fatto che questo fiume è considerato sporco e pericoloso: nella realtà non è così. Certo le sue acque non sono limpide come quelle di un torrente di montagna ma la realizzazione di alcuni grandi depuratori ha migliorato molto il suo stato. La presenza di nutrie e numerose specie di uccelli acquatici è un indicatore di come il Tevere godi di ‘discreta’ salute. Chi ha iniziato a praticare l’attività proprio su questo fiume ed è finito in acqua innumerevoli volte lo ha fatto senza nessuna conseguenza (eccezion fatta per qualche raffreddore); certo a volte pagaiando capita di vedere qualche ratto aggirarsi tra la vegetazione delle sponde ma in fin dei conti si tratta di una presenza assai diffusa nella capitale.
Quanto al pericolo, se si affronta questo sport in modo corretto, i rischi sono pressoché azzerati. E’ bene rivolgersi ad un Centro Federale o ad un Circolo Canottieri e seguire alcune lezioni per apprendere i primi rudimenti e le norme di sicurezza. Se poi si vuole innalzare il livello tecnico lo si può fare, al seguito di un istruttore, su alcuni corsi d’acqua del Lazio e Umbria: Aniene, Velino, Corno o Nera. Su questi bei fiumi è possibile, con gradualità, affrontare anche livelli elevati di difficoltà.

[GALLERY=942]

Ma la notorietà del Dopolavoro ATAC è legata non solo all’attività di Marcello e dei suoi canoisti ma anche ad un evento che richiama appassionati da tutta Italia e da alcuni paesi europei.
Stiamo parlando della Discesa Internazionale del Tevere che ogni anno, nel mese di maggio, coinvolge un centinaio di canoe con relativi equipaggi.
La discesa, che dura una settimana, inizia da Città di Castello e si conclude proprio a Ponte Milvio con una allegra “cocomerata” sui prati del circolo. Da Città di Castello, per tappe giornaliere, si attraversa l’Umbria e il Lazio passando per luoghi di una bellezza stupefacente, come le Gole del Forello: un vero e proprio canyon che da Todi raggiunge il Lago di Corbara.
Il Tevere (le acque verdi e poco limpide sono legate alla sua natura e a quella dei sedimenti) è un fiume molto bello nonostante gli uomini lo abbiano spesso maltrattato; nel suo tortuoso corso dal Monte Fumaiolo fino alla foce attraversa paesaggi di grande bellezza e dà vita a laghi e oasi naturalistiche di rilevante importanza come quelle di Alviano o di Nazzano.

[GALLERY=943]

Anche nel suo corso attraverso la Città Eterna il fiume non perde il suo fascino: passeggiare la sera lungo le sue fresche sponde o viaggiare su uno dei battelli che lo percorrono è un gran piacere.
E allora coraggio!  Mettiamo da parte il timore di salmonelle e leptospirosi e tuffiamoci……a bordo di un kayak…nel nostro Tevere.

Francesco Gargaglia

© riproduzione riservata
Visita la nostra pagina di Facebook

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome