Home AMBIENTE Cassia – A Tomba di Nerone negato l’accesso all’Insugherata

Cassia – A Tomba di Nerone negato l’accesso all’Insugherata

“Detto e fatto. Il ‘supercondominio’ di Via Tomba di Nerone ha chiuso il cancello di accesso all’Insugherata impedendo ai residenti di poter entrare nella Riserva”  A denunciare il fatto è Robin Hood, comitato per la Tutela dell’Insugherata, nel segnalare che “la chiusura è stata artatamente giustificata dal gran numero di persone che scendono e parcheggiano lungo la strada privata (nella realtà chi va nella Riserva lo fa a piedi e non utilizza l’auto sapendo perfettamente che si tratta di una strada privata priva di uscite).”

La chiusura, secondo Robin Hood, “non ha alcuna valida giustificazione e va a colpire centinaia di famiglie che vengono così private della possibilità di accedere all’unico parco disponibile nella zona”.
Il Comitato rivolge pertanto un appello “a tutte le Istituzioni responsabili, dalla Regione Lazio al Comune di Roma, dal XX Municipio all’Ente RomaNatura, affinché venga accertata la regolarità di questa azione tenuto conto che priva i cittadini di un loro diritto.”

pp5290005.jpgIl Comitato chiede quindi a RomaNatura “di accertare se il terreno adiacente al supercondominio sia effettivamente di proprietà dei condomini o invece sia di proprietà di un Ente pubblico e se sullo stesso vi siano delle servitù di passaggio”. Chiede inoltre “di ripristinare il vecchi sentiero che dai giardini di Tomba di Nerone, senza entrare nella proprietà privata, porta alla Riserva.”
“La chiusura dell’unico ingresso disponibile lungo tutta la Via Cassia rappresenta un gravissimo danno per la popolazione – conclude Robin Hood –  in quanto priva i cittadini di un elementare diritto: quello di poter usufruire di un’area pubblica gestita con i soldi del contribuente”.

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4 COMMENTI

  1. l’area potrebbe essere una di quel gran numero di aree in cessione F1, oggetto di atti d’obbligo da parte dei proprietari per ottenere il rilascio delle licenze edilizie, non seguiti dall’assunzione al patrimonio comunale.
    Formalmente potrebbe risultare ancora privata mentre è destinata ad assicurare i 18 mq di verde e servizi per abitanti che il Comune sarebbe tenuto a mettere a disposizione dei cittadini. Non facile risalire all’atto d’obbligo. Me ne sono occupata in passato in via generale e di recente a proposito di un’analoga situazione a collina Fleming, senza ancora ottenere risultati per la complessità della situazione creata ad hoc per non contrastare interessi dei privati e per noncuranza delle istituzioni. > vastità del problema e gli effetti devastanti sul territorio dell’intera
    città di Roma (e ignoro se situazioni analoghe esistano anche in altre
    città), meriterebbero un’inchiesta di Report. Ma forse si potrebbe cominciare con Striscia la notizia o con il Blog di Beppe Grillo, magari con l’aiuto di VCB .

  2. Dovrebbero lasciare un varco ” di servitù” accessibile solo a piedi o con le biciclette, che consenta l’accesso al parco, come accade sui litorali marini attrezzati e che gli stabilimenti balneari in concessione devono garantire.
    Cosa peraltro che dovrebbe essere prevista legalmente!
    Forse un avvocato potrebbe essere utile per capire se legalmente si può procedere in tal senso.

  3. sono sempre gli stessi egoisti arroganti che vogliono godersi tutto loro; hanno paura che se passano sotto le loro case una dozzina di persone al giorno perdono la loro privacy. . PER GENTE COSì HA DA VENI’ BAFFONE.

  4. @Arnaldo, ma ha visto che mobilitazione – con tanto di intervento dell’assessore Perina – hanno tirato fuori i residenti di via cortina d’ampezzo per aver riaperto (solo in via sperimentale e per soli 30 giorni) via cassia antica ?

    Nessun vuole concedere niente, anche se una piccola rinuncia porterebbe grossi benefici all’intera collettività.

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