Home AMBIENTE Insugherata – In via Cortina d’Ampezzo il parcheggio della discordia

Insugherata – In via Cortina d’Ampezzo il parcheggio della discordia

parking.jpgLo scorso 8 aprile gli abitanti di via Cortina d’Ampezzo hanno assistito alla chiusura della vallata dietro l’Istituto San Giuseppe Calasanzio. Una copertura metallica di colore verde è stata posta tutt’intorno all’area. Immediata la reazione dei residenti, divisi tra curiosità e disappunto, che si chiedevano cosa stesse accadendo, perché venisse chiusa un’area della Riserva Naturale dell’Insugherata. Sulla vicenda ha indagato VignaClaraBlog.it: a distanza di circa un mese ecco qual è la situazione.

Se ne parlava da tempo e l’8 aprile sono effettivamente iniziati i lavori per la “riqualificazione della zona panoramica e realizzazione di un parcheggio multipiano interrato per n. 117 box auto all’interno del perimetro della Riserva Naturale dell’Insugherata”. Un progetto approvato nel 2006 da RomaNatura, l’Ente Regionale per la Gestione del Sistema delle Aree Naturali Protette nel Comune di Roma, ma non visto di buon occhio da molti residenti.
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Le voci che circolano tra gli abitanti della zona sembrano essere unanimi. Si teme che venga distrutta un’area di elevato valore panoramico, che vengano eliminate sughere secolari e che l’ennesima area verde finisca per essere deturpata in nome di interessi privati.
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Ma in cosa consiste il tanto discusso progetto? Innanzitutto i lavori, avviati ormai poco più di un mese fa, dovrebbero avere una durata di due anni; questo periodo di tempo servirà per costruire il parcheggio interrato sul quale verrà realizzato un grande parco pubblico. Secondo quanto previsto dal progetto, all’interno di questa area verde sorgeranno due aree cani, una per quelli di taglia grande e una per quelli di taglia piccola; poi un percorso ipovedenti, un parco per i bambini ed una terrazza belvedere con vista sulla vallata.
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Il tutto sarà arricchito da piante rigogliose e fiori colorati. La manutenzione del parco sarà affidata all’Istituto San Giuseppe Calasanzio, proprietario dell’area, che garantirà l’uso ai cittadini dall’alba al tramonto. Un progetto che sulla carta appare molto bello. La zona di Cortina d’Ampezzo è ricca di verde, ma povera di aree dove grandi e piccini possono trascorrere qualche ora all’aria aperta e dove gli animali possono correre e giocare, e la riqualificazione di quest’area potrebbe sopperire a tali mancanze. Ma un detto ci ricorda che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare; ci si domanda, quindi, se il risultato finale rispecchierà quanto previsto in dettaglio da questo progetto.
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L’assessore alla Cultura e allo Sport del XX Municipio, Marco Perina, anche lui residente a Cortina d’Ampezzo, da noi intervistato ha promesso a VignaClaraBlog.it che  vigilerà in prima persona sull’andamento dei lavori. Uno dei grandi timori dei residenti, ad esempio, è che la flora attualmente presente nell’area venga completamente distrutta. Marco Perina è intervenuto a tal proposito sulla società costruttrice facendosi assicurare che nessun danno verrà arrecato alla vegetazione e che la quercia secolare presente nella Riserva non verrà abbattuta, ma sarà prelevata, appositamente conservata e poi ripiantata a lavori ultimati.
Ma il disappunto e la perplessità dei cittadini rimangono. E’ stato chiesto di accertare se sia in atto una violazione delle leggi a tutela delle querce da sughero e, più in generale, dell’ambiente e del paesaggio mediante le attività edilizie in corso o programmate all’interno della Riserva Naturale dell’Insugherata. A tal proposito l’Ente Roma Natura ha voluto assicurare i residenti sul fatto che il progetto tutela il belvedere, le pendici sovrastanti il parcheggio e protegge le localizzazioni dei punti di vista accessibili con facilità. Roma Natura ha altresì sottolineato che il progetto prevede la realizzazione di un solo piano interrato, per un totale di 117 posti auto, e che la riqualificazione dell’area sovrastante il parcheggio avverrà attraverso la sistemazione, mediante l’utilizzo di materiali ecocompatibili, di aree di sosta per i cittadini, di aree gioco per i bambini, di aree cani, di percorsi e sistemazioni che garantiranno una fruizione più agevole agli abitanti della zona.
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L’Ente ha poi fatto sapere che non verrà compromessa la panoramicità sulla Riserva Naturale dell’Insugherata. Roma Natura ha, infine, voluto assicurare che seguirà in modo scrupoloso, per quanto di competenza, le fasi del cantiere affinché vengano rispettati tutti i criteri progettuali. Quel che si tenta di far capire ai cittadini dubbiosi è che questa parte di Riserva finora è stata considerata una zona “antropizzata e/o degradata” e che i lavori in corso non faranno altro che riqualificare l’area. Verrà sì costruito un parcheggio, ma questo sarà interrato e sopra vi nascerà un parco fruibile da tutti, dotato di servizi e ricco di piante. Insomma, sulla carta il verde non dovrebbe sparire, anzi. Ma, nonostante gli sforzi, i dubbi permangono. Ci si domanda, soprattutto, perché costruire un parcheggio. Non è ben chiaro, infatti, se i 117 posti auto saranno riservati ai residenti o ai clienti del centro commerciale che si trova di fronte. Nel primo caso, in particolar modo, qualche perplessità è lecita. Le case di via Cortina d’Ampezzo possiedono posti auto destinati a chi vi abita, è difficile immaginare che qualcuno decida di lasciare la propria auto nel nuovo parcheggio interrato piuttosto che nel garage sotto casa.
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E proprio quello dei parcheggi è un nodo che sta interessando diversi quartieri della città. Sabato 24 aprile si sono riuniti al Teatro Colosseo 12 comitati cittadini proprio per dibattere del PUP, ossia il piano parcheggi urbano del Comune di Roma. All’incontro “Attenti al PUP!”, che ha rappresentato la prima riunione del coordinamento dei comitati contro il piano urbano parcheggi, hanno partecipato il comitato di piazza Gentile da Fabriano, quello di via Giulia, quello di San Giovanni, Porta Asinaria e piazza Sabazio, quello di San Saturnino e viale Tito Labieno, quello di piazza Re di Roma, di via Volta 45,  di via di Santa Costanza e di via Lisbona. Anche Roma Nord era presente rappresentata dal Comitato in difesa di Piazza Jacini.
La manifestazione cittadina è stata l’occasione per unirsi nella lotta per la tutela del verde e presentare una documentazione con cui sono stati resi noti casi di crepe e cedimenti sospetti, tutti fattori che hanno portato i residenti a schierarsi per il “No al PUP”. I cittadini si chiedono se la realizzazione dei parcheggi interrati rappresenti davvero una soluzione efficace all’emergenza traffico. Sulla questione è intervenuto l’assessore alla Mobilità Sergio Marchi che, proprio in occasione della manifestazione dello scorso aprile, intervistato da Il Corriere della Sera ha detto: “Roma ha 96mila posti auto, fra strisce bianche e blu e due milioni di macchine. I parcheggi sotterranei sono l’unica soluzione possibile, ma i residenti stiano tranquilli. Abbiamo intenzione di ascoltarli, qualunque sia la loro richiesta, qualsiasi cosa abbiano da dire”.

A quanto pare le amministrazioni e gli Enti interessati desiderano sottolineare che al primo posto ci sono le esigenze dei cittadini e sembrano dare ascolto alle loro preoccupazioni impegnandosi a realizzare i progetti in completa armonia con il territorio, ma troppe volte i cittadini hanno visto progetti, che sulla carta apparivano meravigliosi, trasformarsi in qualcosa di completamente diverso. Ci auguriamo che questo non accada anche per la Riserva Naturale dell’Insugherata ed in particolare per l’area in argomento tanto amata dai residenti.
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Quel che i cittadini di via Cortina D’Ampezzo in definitiva chiedono alle amministrazioni è che la realizzazione del parcheggio interrato, sul quale si nutrono molteplici dubbi, non prenda il sopravvento sulla realizzazione del parco pubblico. Si spera, soprattutto, che le poche aree verdi rimaste non vengano lentamente mangiate dal cemento senza che vi sia una reale necessità. Staremo a vedere, pronti a dare voce ai cittadini e a sollecitare le Istituzioni affinché si impegnino a mantenere le promesse fatte e vigilino sulla corretta realizzazione di questo progetto che, ci si augura, venga rispettato e non stravolto come troppo spesso è accaduto nel passato.

Stefania Giudice

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7 COMMENTI

  1. Il problema del parcheggio di Via Cortina d’Ampezzo non è quello di cosa e come verrà fatto; un giardino con “percorsi per ipovedenti e aree per socializzare” sarà sempre meglio (per i residenti) di un pezzo di terreno brullo con qualche sughera. Il problema è che stiamo parlando di una RISERVA che per principio dovrebbe essere intoccabile. Già nel 2002 il Presidente di Italia Nostra chiedeva che tale area venisse trasformata da “zona D” in “zona B2” procedendo alla cancellazione del progetto in quanto “in totale contrasto con il valore paesaggistico e panoramico della zona interessata”. Non solo, si faceva anche presente che la realizzazione di una qualsivoglia opera avrebbe rappresentato un grave problema per la captazione delle acque.
    Il Consiglio Direttivo dell’Ente Regionale rispondeva di non poter accogliere la richiesta in quanto il progetto in realtà “tutelava il belvedere e le pendici soprastanti il parcheggio” (o forse non si voleva contrastare un potente istituto religioso?).
    Quindi invece di “rinaturalizzare un’area compromessa “ci si fa un parcheggio; è come se nel Parco dello Stelvio venisse fatto un supermercato in un punto dove i turisti sono soliti gettare a terra buste di plastica e cartacce!
    Ma oramai la frittata è fatta.
    Consiglio a tutti di fare con Google Map un bel giro panoramico della Riserva dell’Insugherata: vista dall’alto è un vero e proprio deserto dove a fatica sopravvivono lembi di macchia e bosco.
    Dalla sua periferia anno dopo anno vengono erosi pezzi di terreno: è come se ad un essere vivente venissero amputati, nel tempo, mani, braccia e gambe…….
    Nell’ anno della biodiversità un parcheggio interrato all’interno di una Riserva Naturale è proprio una figata!

  2. “… e che la quercia secolare presente nella Riserva non verrà abbattuta, ma sarà prelevata, appositamente conservata e poi ripiantata a lavori ultimati…”
    una OFFESA all’intelligenza……….

    che vergogna. La Riserva è destinata ad essere erosa . Ma piu’ di tutto fa arrabbiare essere presi per scemi…

  3. @ Giampaolo … presumo amico-parente del costruttore;

    “Offesa all’ INTELLIGENZA (!?!): E’ a mio modesto parere un offesa a chi ha analizzato meticolosamente il vergognoso scempio.”

    Le rispondo in merito. Deve SAPERE che anche fermarsi a ridosso del fusto della quercia secolare, le loro enormi radici ricadono pienamente nella zona dove ci saranno effettuati i lavori per la realizzazione dei parcheggi pubblici.; ritengo quindi che toccare le loro radici sarebbe letale figuriamoci prelevarla e ripiantarla.
    I tecnici di Legambiente e lo stesso Ente Parchi di Roma Natura ritengono questa operazione un inutile sperpero di denaro pubblico, inoltre non produrrebbe nessun effetto se non la morte dell’ esemplare in questione (Alberto TODINI, guardiaparco ROMA NATURA docet) : la NOSTRA quercia secolare sarebbe spacciata, il trapianto infatti la porterebbe al decesso.
    A mio modesto parere “erosa-o” non è la Riserva … ma qualcos’altro !
    Buona giornata di sOle !

  4. Il terreno adiacente il Calasanzio obiettivamente appariva un deserto anche mal tenuto e certamente non in condizione di poter essere goduto dai cittadini: è probabile dunque che la riqualificazione dello stesso possa anche consentire di affacciarsi sulla valle sottostante, per ammirarla. Certo le riserve “brulle” pur qualificate “parco” non corrispondono ad un concetto di fruibilità degli spazi naturali che se abbandonati possono anche essere pericolosi per i frequentatori.
    Mi chiedo piuttosto se qualcuno intende farsi carico della situazione del parcheggio e della viabilità antistante il centro commerciale (GS) che mi pare preoccupante e sarà certamente aggravata dalla presenza di un parco che richiamerà ulteriore traffico, macchine parcheggiate per visitatori, portatori di cani, ecc. Mi pare infatti difficile che si possa partire dalla fine della via per farsi a piedi 2 Km di salita per andare al parco: forse sarebbe utile, ma penso che pochi rinunceranno all’auto per raggiungere la nuova area verde!

  5. Dal tentativo di richiudere la Cassia Vecchia, all’insugherata, al parco del laghetto vicino Ponte NMilvio è sempre la solita storia , i “furbetti” della zona , l’avidità di chi ci guadagna , ( costruttori ? speculatori?memefreghisti di nascita ? putroppo avranno sempre la meglio in un paese di egoisti, e prepotenti che pensano solo non all’oggi, ma addirittura al ieri e mai al futuro , a quello che possono irrimedibilmente massacrare . Sono gli stessi in piccolo di quelli che poi si leggono sui giornali. Cambia solo la quantità di denaro e di potere .La rabbia monta ; e mi vengono in mente Marat, Danton ,Robespierre, o la
    scena della carrozzina che precipita sulla scalinata, e tanti e tanti altri fatti di persone che si sono ribellate al potere, ma dagli italiani di oggi, tra aspiranti veline o tronisti che vuoi sperare. Il nulla

    PS SE E’ TROPPO PESSIMISTA E NON LA PUBBLICATE NON ME LA PRENDO ,,,VI STIMO SEMPRE PER QUELLO CHE FATE . a:d:p:

  6. @ Paola
    Et voilà … no problem ! Puoi tranquillamente acquistare un box (80.000 euro) dalla Soc VIRESCIT di padre Angelo Celani dell’Istituto Calasanzio ! Per quanto riguarda la viabilità del centro commerciale hai perfettamente ragione cara Paola … un piccolo parcheggio antistante la GS sarebbe stato meglio della pura speculazione degli scolopi (117 box auto) con un cantiere aperto sicuramente per almeno altri 5 anni come il PUP di via della Mendola (altri 100 box auto) che hanno ultimato recentemente.

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