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Gli spray al peperoncino, da arma dei rapinatori a strumento di difesa per le donne

spray2.jpgAbbiamo preso spunto da un fatto di cronaca cittadina per indagare sull’uso sempre più diffuso dello spray urticante al peperoncino come arma di difesa ma anche di offesa. Prima di tutto il fatto. Nella serata di ieri, giovedì 2 aprile, un uomo, all’interno del negozio “Ricordi” alla stazione Termini, si è impossessato di video giochi per un valore di circa mille euro. Scoperto da un dipendente è fuggito ma gli agenti della Polfer lo hanno raggiunto e bloccato. A quel punto, nel tentativo di sottrarsi alla cattura, ha spruzzato sul volto dei due agenti uno spray urticante al peperoncino. L’uomo è stato comunque bloccato ed arrestato per furto ma per i due poliziotti è stato necessario l’intervento del Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I per tutte le cure necessarie: è stata infatti loro diagnosticata una causticazione corneo-congiuntivale.

Fin qui il fatto. Abbiamo voluto approfondire la notizia ed abbiamo verificato che da qualche tempo sugli scaffali delle farmacie tra medicamenti e farmaci sono apparsi anche gli spray al peperoncino: sono piccoli contenitori metallici in grado di “sparare” un liquido a base di peperoncino sufficiente per mettere ko chiunque. Le dimensioni ridotte, il prezzo più che accessibile (dai 20 ai 60 Euro) e la facilità d’uso ne fanno un sistema ideale per la difesa personale o, come nel caso di cui sopra, per l’offesa. Ma questo spray può essere acquistato e portato liberamente? Cosa dice la legge?

Gli spray inabilitanti nascono negli Stati Uniti per scopi di polizia: le sostanze utilizzate inizialmente sono derivati di prodotti chimici e sebbene siano in grado p3230026.JPGdi mettere fuori uso un malvivente la tossicità del prodotto è anche all’origine di alcuni gravi incidenti. Dall’uso dei gas CS e CN, dei veri e propri aggressivi chimici, si è passato allora all’impiego di OC (Oeoresin Capsicum) a base di principi attivi derivati da piante del genere Capsicum (le stesse del peperoncino nostrano): egualmente efficaci ma a bassissima tossicità.  L’effetto sulle mucose è immediato e prolungato (da 15 a 30-45 minuti) e provoca bruciore, lacrimazione e tosse; la capsaicina non è solubile nell’acqua pertanto anche prolungati lavaggi con acqua corrente non eliminano l’effetto (è necessario invece del sapone e ghiaccio per ridurre il bruciore).

Lo spray è in grado di lanciare un “getto balistico” di liquido da 2 a 4 metri mentre un contenitore consente da 20 a 40 getti; gli spray si presentano in forme diverse (bomboletta o penna) e in quasi tutti i modelli sono presenti delle “sicure” per evitare l’uso accidentale. Ma l’uso degli spray è consentito dalla legge?

In Italia le norme in materia di armi non sono del tutto chiare e lasciano spazio a diverse interpretazioni; a generare ulteriore confusione ci si è messo pure un emendamento al ddl Sicurezza emanato nel 2009. Leggiamo cosa dice il sito della Polizia di Stato: alla voce “spray per la difesa personale” apprendiamo che “la quasi totalità degli strumenti presenti sul mercato sono da annoverare come ‘armi comuni’ il cui porto al di fuori dell’abitazione è vietato”. Come dire: potete comprare tutti i prodotti in vendita ma non portarli al di fuori dell’abitazione perché in questo caso commettereste un reato. Il sito precisa però che “ad oggi sono solo 3 i prodotti spray di cui è consentita la libera vendita in quanto in ragione del modesto contenuto di sostanza attiva non possono considerarsi armi e pertanto ne è permessa la libera vendita e circolazione”. Seguono i nomi dei tre prodotti.

Insomma, eccezion fatta per quelli che la Commissione Consultiva per il Controllo delle Armi ha ritenuto “legali”, tutti gli altri sono fuori legge. O perlomeno non ne è consentito il “porto” in quanto le nostre leggi fanno distinzione tra detenzione, trasporto e porto (in questo ultimo caso si configura l’immediata disponibilità dello strumento: ad esempio se lo portiamo in tasca). La cosa curiosa è che sempre navigando in rete si scopre l’esistenza di alcune sentenze dove i magistrati hanno mandato assolto chi portava spray del genere proibito ritenendo che lo facesse per difendersi da cani aggressivi.

Da un rapido giro in alcuni esercizi commerciali di Roma Nord otteniamo alcune conferme: lo spray è in vendita in tutte le armerie e nei negozi di articoli militari ed in diverse farmacie, meno usuale trovarlo nei centri commerciali. Ma quasi tutti i prodotti sono del tipo diverso da quelli indicati dal Ministero dell’ Interno. Abbiamo chiesto se è un prodotto “che va” e chi sono gli acquirenti. Dalle risposte date a VignaClaraBlog.it  è evidente che gli spray non sono  ancora al primo posto delle richieste, per alcuni a causa delspray11.jpgl’indeterminatezza della legge, per altri perché ancora poco pubblicizzati. A comprarlo comunque sono soprattutto donne e in modo particolare mamme preoccupate per l’incolumità delle proprie figlie. Ed è comprensibile, se pensiamo che in occasione della presentazione dell’emendamento al ddl Sicurezza la Senatrice Cinzia Bonfrisco ha ipotizzato come il possesso di un simile aggeggio avrebbe forse salvato la vita alla povera Signora Reggiani, vittima di una atroce aggressione alla Stazione di Tor di Quinto.

Un suggerimento però lo vogliamo dare: prima di acquistare uno spray qualunque in commercio è bene informarsi sulle norme di legge che ne consentono l’impiego in situazioni di pericolo e sulle corrette modalità d’uso.
Chiedere un consiglio alla più vicina stazione di Carabinieri o ad un Commissariato di Polizia è la strada migliore prima di dotarsi di uno strumento in ogni caso offensivo, anche quando usato per la difesa personale.

Francesco Gargaglia

*** riproduzione riservata ***

 

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