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Il punteruolo rosso, flagello delle palme anche a Roma Nord

palmier-in-azione.jpgUn coleottero della dimensione di un pollice, originario dell’Asia, denominato “punteruolo rosso”, sta lentamente attaccando le palme della Capitale, anche i quartieri di Roma Nord non sono stati risparmiati. A Vigna Clara, ad esempio, se ne vedono parecchie in pessime condizioni, come documentato nelle nostre fotografie. Nel frattempo i palmiers cercano di scuotere l’opinione pubblica.

La palma è una pianta che impiega decenni per crescere, da un recente studio è emerso che l’età media di quest’ultime a Roma è di ottant’anni  Rappresentano quindi una specie botanica di valore storico e ambientale. Ma il punteruolo rosso le sta minando in silenzio.
Di recente, per attrarre l’attenzione su questo problema, è nato il “movimento per la difesa delle palme”. Si sono auto-definiti i “palmiers”, hanno scelto un immagine volutamente forte per catturare l’interesse dei cittadini: maschera bianca sul volto e abiti completamente neri. Un look decisamente funereo, per ricordare all’opinione pubblica che quella pianta che staziona lì da quasi un secolo ormai è tristemente destinata all’abbattimento. Si piazzano davanti l’enorme palma malata  ed in silenzio pongono una domanda “lo sai che questa piante è morta?”. L’obiettivo è suscitare consapevolezza affinchè vengano stanziati denari pubblici nel tentativo di salvare le piante malate.
Per curare una palma dai danni del punteruolo rosso il trattamento infatti è piuttosto oneroso, occorrono dai 500 ai 1000 euro. Ciò comporta che soltanto un esiguo numero di proprietari possa sobbarcarsi tale spesa, gli altri sono costretti a rimanere inerti di fronte al problema.

In Italia una delle regioni più attaccate dal punteruolo è la Sicilia, i dati parlano di 13.000 palme già abbattute, ma anche il litorale laziale è una zona assai colpita. A confermarlo è stato di recente Piergiorgio Benvenuti, responsabile del Movimento Ecologista Europeo- Fare Ambiente- che ha denunciato i gravi danni causati nella nostra regione dal coleottero killer. “La situazione si sta facendo sempre più allarmante – ha dichiarato – tanto che i tecnici del servizio fitosanitario del Lazio dicono che ai numeri ufficiali sfugge il sommerso di chi provvede in proprio ad abbattere le piante ormai compromesse”.

E a Vigna Clara, uno dei quartieri di Roma Nord, il problema non è da meno, come documentato in queste foto.

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Roma Nord o Roma Sud, il problema investe tutta la capitale. Anche Fabrizio Santori, presidente della commissione sicurezza del Comune di Roma, lo ha sollevato lo scorso novembre sottoponendo un’interrogazione al Sindaco Alemanno ed all’assessore all’ambiente, Fabio De Lillo, per sapere se la Giunta abbia cognizione delle reali dimensioni del fenomeno e quali provvedimenti avesse intenzione di prendere in merito.

Ma cosa accade in concreto alla pianta quando viene attaccata da questi parassiti? L’infestazione inizialmente è asintomatica,ma bisogna dire che il punteruolo trova vita facile su palme in precarie condizioni manutentive, perché ricche di pertugi dove depositare le larve e la pianta è più vulnerabile perché già indebolita..A questo punto i coleotteri depositano migliaia e migliaia di uova nelle foglie verdi(più tenere) e nel tronco,che rapidamente passeranno dallo stato larvale allo stato adulto divorando la pianta dall’interno.
Uno dei primi segnali dell’attacco è un anomalia della chioma che presenterà un aspetto divaricato ad “ombrello aperto”, nei casi più gravi si avrà una progressiva perdita delle foglie che darà come l’impressione di una palma “decapitata”. Nello stadio terminale della infestazione, si produce un vero e proprio “collasso” della palma; in questa fase le colonie di coleotteri abbandonano la pianta aggredita volando nel raggio di oltre un chilometro, in cerca di un nuovo esemplare da attaccare e divorare.
È importante sapere che se ci si accorge tempestivamente dell’attacco, la palma potrebbe essere ancora curabile. Per la disinfestazione ci sono diverse cure anche se ancora oggi non esiste un metodo che garantisca con certezza la guarigione. In ogni modo è bene rivolgersi al servizio Fitosanitario Regionale, dando informazione dell’avvenuto attacco alla propria pianta e poi contattare ditte specializzate che possano decidere quale sia il miglior trattamento da intraprendere nel caso specifico.
E nei malaugurati casi dove la pianta vada abbattuta, bisogna seguire un preciso iter di trasporto ed incenerimento delle potature in modo da non arrecare ulteriori danni all’ambiente a causa dello spargimento delle larve che una potatura non a regola d’arte causerebbe.

Giorgio Ciocca

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