Home ATTUALITÀ XX Municipio – L’e’ tutto da rifare, sempre piu’ lontana la trasparenza

XX Municipio – L’e’ tutto da rifare, sempre piu’ lontana la trasparenza

Non c’e’ due senza tre. Ieri, giovedi’ 4 Febbraio, nel Consiglio del XX Municipio per la terza volta era all’ordine del giorno l’istituzione dell’anagrafe degli eletti congiuntamente all’adozione di processi di trasparenza negli atti amministrativi e per la terza volta consecutiva e’ venuto meno il numero legale.

La storia, vale la pena raccontarla brevemente, prende le mosse a Novembre 2009, quando il Gruppo PD presenta una proposta di delibera (leggi qui) sulla falsariga di quella che verrà approvata un mese dopo dal Comune di Roma (delibera 157/2009): l’anagrafe degli eletti, un brogliaccio nel quale gli eletti rendono periodicamente conto agli elettori del loro operato e della loro situazione finanziaria derivante dall’attività per la quale hanno ricevuto il mandato dai cittadini, oltre che rendere pubblici una lunga serie di atti e provvedimenti.
Nulla di trascendentale, si chiama trasparenza. E da tempo è stata adottata, anche su impulso del ministro Brunetta, da enti centrali e locali, non ultimi Regione Lazio, Provincia e Comune di Roma. Nulla di nuovo sotto il sole del XX Municipio, perché un documento abbastanza analogo – martelliamo da anni su questo argomento – venne già votato nel 2004 cadendo subito dopo nel dimenticatoio (clicca qui).

18 Gennaio, la proposta di delibera è all’ordine del giorno ma all’appello oltre la metà dei consiglieri non si presenta e la seduta, per mancanza del numero legale, viene rinviata.
25 Gennaio, la proposta di delibera è di nuovo in discussione. Se ne parla, se ne discute in modo acceso, ne se dibatte finchè, a seguito di una votazione che boccia l’emendamento sulla volontarietà anzichè l’obbligatorietà dell’adesione all’anagrafe, i consiglieri di maggioranza a favore della prima abbandonano l’aula. Cade il numero legale, tutti gli emendamenti nel frattempo votati sono nulli e la seduta pure.
4 Febbraio. Arriviamo ad ieri, giovedì 4 febbraio. Nuova seduta con lo stesso ordine del giorno. Clima infuocato ed iroso, i battibecchi fanno da sfondo ad uno sterile dibattito che si snoda per circa due ore. Si va al voto e si votano di nuovo gli stessi emendamenti del 28 gennaio. Subito dopo questi viene messo al voto quello che prevede che gli eletti (assessori, presidente e consiglieri) debbano obbligatoriamente dichiarare la partecipazione, l’iscrizione od il possesso di quote di capitale in organismi giuridici che a qualunque titolo abbiano rapporti economici con il Municipio ovvero ne siano fornitori di beni o servizi a seguito di bando di gara o di affidamento diretto. Si va alla conta, ma nel frattempo alcuni consiglieri di maggioranza hanno abbandonato l’aula. E manca di nuovo il numero legale.
Per la terza volta la trasparenza ha bussato alle porte di via Flaminia 872 ma non le è stato aperto.

Parafrasando il compianto Gino Bartali “l’è tutto da rifare“.
Per la cronaca, una nuova seduta sullo stesso tema è stata già fissata per giovedì 11 febbraio alle 10.  (red.)

Chi abbia la curiosità di ripercorrere in dettaglio tutti i passaggi potrà farlo cliccando qui

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5 COMMENTI

  1. E’ una vergogna senza pari. Non capite che così facendo alimentate il sospetto che avete cose da nascondere ? Sospetto che diventa certezza a leggere bene l’emendamento sul quale avete fatto cadere il numero legale. Dimettetevi se non avete il coraggio di essere trasparenti verso i cittadini. Basta, è una vergogna, questo municipio non può funzionare così !

  2. Visto che la maggioranza quando sposta una foglia addobba di manifesti il territorio come se avesse fatto opere faraoniche, perchè l’opposizione non fà altrettanto su tutte le disfunzioni che fanno loro, perchè il la gran maggioranza dei cittadini non sanno quello che viene fatto in municipio, anzi sarebbe utile mettere i manifesti sui cartelloni specifici di ciò che avviene questa sarebbe migliorare la trasparenza.

  3. Una sola piccola domanda: perché non fare la “pulce” alle varie società o cooperative di servizi, principalmente in quelle operanti nel XX Municipio, e vedere chi sono i responsabili o gli addetti con incarichi anche amministrativi? Poi il discorso sulla trasparenza, forse, può emergere piano piano. E c’è da chiedersi anche sulla composizione dell’Ufficio di Presidenza del XX Municipio.

  4. Ma questo schifo avviene solo al xx o anche ad altri municipi.
    Il confortante è che questi soggetti un domani (speriamo mai) seguono la carriera ed arrivano in alto.
    Poveri noi!!!!!!

  5. stante l’incapacità del consiglio di funzionare, sarebbe oppurtuno come atto di responsabilità la proposizione di una mozione di sfiducia…ah ah stavo quasi per crederci…ma era solo un brutto sogno

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