Home ARTE E CULTURA Al Centro Commerciale Ponte Milvio Walter Veltroni presenta “Noi”

Al Centro Commerciale Ponte Milvio Walter Veltroni presenta “Noi”

NOI“Noi” è l’ultimo libro di Walter Veltroni, presentato oggi, lunedì 23 novembre alle 18, dallo stesso autore alla libreria Rinascita del Centro Commerciale di Ponte Milvio alla presenza di circa 200 persone. Dopo una piacevole introduzione di Francesco Scoppola un affollato, insolito parterre per questo centro commerciale ha ascoltato il racconto di una famiglia che ripercorre la storia d’Italia dal 1943 al 2025.

“NOI” è la storia di tutti Noi Italiani vista e raccontata da un bambino con un lapis, con una kodak instamatic, con un registratore a nastri. “Noi” è la storia di una famiglia che di cognome fa Noi. “In Italia esistono solo tre famiglie che si chiamano Noi” – dice Veltroni – “Ho voluto raccontare la condizione sociale di quelli che la storia l’hanno subita, più che fatta. Ogni capitolo è la rappresentazione di un’epoca con i suoi libri, le sue canzoni, i suoi quadri, i suoi simboli.” Il libro è un recupero di una missione civile, di una memoria collettiva e si divide in quattro capitoli, come le quattro stagioni, 1943, 1963, 1980 e 2025.

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Il primo capitolo racconta la storia di un bambino, Giovanni, figlio di un maggiordomo che era a servizio da un gerarca fascista nel quartiere Coppedé. Giovanni va in giro in bicicletta e andare in bicicletta dà un senso di libertà. Giovanni narra disegnando solo con un lapis, non ha le matite colorate. Ma con i grigi Giovanni fa tutti i colori del mondo. E’ il 19 luglio del 1943 e cadono le bombe a San Lorenzo. “1020 concittadini sono stati portati via” – spiega Veltroni – “Ne sono tornati solo 16 di quella mattanza che è stata la shoà. Milioni di italiani hanno creduto a quella follia e tutti devono ricordare che è successo”.

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Il secondo capitolo è il 1963 e Giovanni è diventato grande. Ci sono le lavatrici, gli autogrill, la Seicento con la portiera contro vento. “Potevamo scegliere l’automobile ed il suo colore, firmando dei fogli bianchi, le cambiali. C’era la sicurezza che potevamo pagarle, oggi quella sicurezza non c’è più.” – prosegue Veltroni.  Tornando nella casa del Ghetto dove abitava Giovanni nel ’43, padre e figlio si mettono a letto, spengono la luce e parlano. Il figlio Andrea fa domande sul fascismo, sulla guerra, su Dio e chiede al papà come sia stato possibile che Dio abbia permesso tutto quell’orrore. Giovanni risponde:”Le camere a gas non dimostrano che Dio non c’è, dimostrano che è stato sconfitto”.

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Il terzo capitolo è il 1980, è autunno e piove per tutto il capitolo. Piove su un Paese che ha perso l’innocenza. C’è la strage di Ustica, quella alla stazione di Bologna. Luca, il figlio di Andrea e Monica, ha 11 anni e racconta la storia con un registratore a nastri. Entrambi i genitori hanno vissuto il ’68, ma stanno prendendo strade diverse. La coppia comincia a sfarinarsi di fronte al cambiamento della storia.

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Il quarto capitolo è il 2025. L’Italia ha barattato la sicurezza con la libertà attraverso la virtù della persuasione, senza repressione. “Vivi ora e vivi per te” cantano i bambini andando a scuola, Dal Noi si passa all’Io. “La bellezza della vita è vivere più vite” – conclude Veltroni – “Si vuole confinare gli esseri umani in una profonda solitudine, valutati solo per il loro grado di successo. Bisogna restituire all’Italia la speranza. E’ una grande battaglia culturale e civile. Spero che il libro possa essere utile a questo”.
Federica Castrucci

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1 commento

  1. Come è bello il suo libro….avrei voluto che non finisse mai.
    Come sono raccontate bene le storie,i personaggi….
    La stimo come politico,la stimo come uomo e mi piace tanto quel che racconta e come lo racconta.
    Grazie davvero.Daniela

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