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Roma Shopping, torna il People Service a Roma Nord ma solo per Natale

minibus.jpgIn arrivo, per iniziativa del Municipio Roma I, un servizio navette “Roma shopping” che in occasione delle festività natalizie congiungerà il centro storico con i quartieri di VignaClara, Camilluccia, Flaminio, oltre che la Balduina, i Parioli ed il quartiere Salario. Lo ha anticipato il presidente dello stesso Municipio, Orlando Corsetti, in un servizio pubblicato nell’edizione odierna de La Repubblica nel quale ha spiegato che “per la fase sperimentale siamo pronti a farci carico delle spese, trovando le risorse nelle voci del bilancio municipale ma per fare proseguire il servizio anche durante il resto dell´anno si potrebbero utilizzare parte degli oneri concessori derivanti dal trasferimento della sede della Rinascente in via del Tritone oppure si potrebbero trovare forme di convenzione con le associazioni dei commercianti del centro storico”.  Le navette, stando al progetto, saranno dotate di televisori sui quali, durante il percorso, scorreranno le immagini delle promozioni dei singoli negozi del centro storico con relativo indirizzo ed orari di apertura.

L’iniziativa riporta alla memoria il defunto servizio “people service“. Gestito con una piccola flotta di minibus a chiamata sulla base di un percorso prestabilito, la sua funzione era appunto quella di risolvere nei quartieri di Vigna Clara, Fleming, Corso Francia e Ponte Milvio il disagio determinato dal non avere linee dirette con il centro della città. Il servizio, gestito per conto dell’ATAC da una compagnia privata, venne improvvisamente soppresso nel 2005 e solo molto più tardi si seppe che fu a causa del fallimento della società che lo aveva in gestione.

Consistente fu l’impegno dei politici locali per far riattivare il servizio, consistente e bipartisan. Ricordiamo ad esempio quello di Settembre 2007 di Ludovico Todini e Simone Ariola, ambedue PdL (leggi qui), quello di Novembre 2007 di Eugenio Patanè (PD) e di Dino Gasperini (allora UDC oggi PdL) che insieme proposero e fecero accettare al Consiglio Comunale un’apposita mozione per chiedere il ripristino del “People service” finendo con Giuseppe Molinari (allora capogruppo UDC nel XX Municipio dove oggi per il PdL è assessore all’Urbanistica) che a gennaio 2008 nello scrivere l’agenda delle priorità del territorio includeva anche la riattivazione del servizio (leggi qui).

Ma, coma al solito, fra il dire ed il fare a Roma c’è di mezzo sempre un grande mare. Ed è così che nonostante la mozione votata all’unanimità dal Consiglio Comunale in quel di Novembre 2007, a distanza di due anni del people service non se ne parli più. Nel mezzo è vero ci son state le elezioni amministrative, è cambiato il governo della città, sono cambiati gli indirizzi e le priorità ma, per fortuna, non tutti gli uomini che avevano sposato la tesi del people service.
A Dino Gasperini e Ludovico Todini che siedono in Campidoglio, a Giuseppe Molinari ed a Simone Ariola, esponenti della maggioranza del XX Municipio, chiediamo dunque di riattivarsi in tal senso con lo stesso impegno con cui lo fecero due anni fa.

E nel frattempo, anche se per il solo periodo natalizio, godiamoci le navette istituite dal I Municipio. Sono  pure gratuite. (red.)

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6 COMMENTI

  1. E’- ancora una volta – encomiabile il prezioso apporto del vostro blog per ricordare ai nostri politici ( a qualsiasi schieramento appartengano) le promesse fatte e puntualmente non mantenute in merito a questioni che riguardano – si badi bene – non un solo quartiere, ma una rilevante parte del territorio metropolitano. Bene avete fatto a ricostruire la travagliata vicenda del “defunto servizio people service”. Una delle poche iniziative concrete – attuate in attesa di interventi strutturali nel quadrante nord, come il prolungamento della Linea C della metro – accolte con grande favore da tutti i residenti. Una riprova viene dalle pressanti richieste di riattivazione, pervenute a seguito della soppressione del servizio, alle associazioni di quartiere, giornali e blog.
    Dall’articolo pubblicato su “Repubblica” emergono ora i seguenti punti:
    – il progetto sperimentale di collegamento tra centro storico e alcuni quartieri, patrocinato dal I Municipio, prevede un trasporto gratuito limitato al solo periodo natalizio;
    – sarebbe all’esame la possibilità di proseguire il servizio per il resto dell’anno (non si capisce se a pagamento o meno) e , a riguardo, si starebbe valutando la relativa copertura finanziaria.
    Per andare subito al merito della questione va ricordato – come da Voi rilevato – che il precedente servizio a pagamento, gestito per conto dell’ATAC da una compagnia privata, venne soppresso nel 2005 per il fallimento della medesima società. E già, a riguardo, verrebbe da chiedere: “ ma se si trattava di un servizio sostanzialmente di interesse pubblico – gestito con mandato, direttive e contribuzione di un Ente comunale – perché nessuno ha mai vigilato sui bilanci annuali della società per valutarne la redditività gestionale e prevenirne il fallimento ed , eventualmente, revocare la concessione in tempo utile per salvaguardare la funzione pubblica del servizio stesso?”. Mi sembra evidente che, prima ancora di inventarsi soluzioni di ingegneria finanziaria, questo sia un punto nodale per evitare un nuovo “flop” dell’iniziativa “people service” a pagamento. E viene da aggiungere: “ma perché non si studiano direttamente con l’ATAC soluzioni, da concordare con le associazioni di quartiere, destinate a valutare e razionalizzare molti degli elementi incongrui della passata gestione?”.
    L’altro aspetto è più strettamente politico e coinvolge non solo i singoli Municipi, ma l’intero Consiglio Comunale. A riguardo c’è da augurarsi effettivamente – nell’interesse di tutti i residenti, molti dei quali sono anziani e non utilizzano mezzi privati – che l’unanimismo bipartisan finora espresso si traduca da subito in fatti concreti.

  2. La verità è che quando comparve la seconda versione del People Service, si stabili che il biglietto, per andare in pareggio, doveva costare 4 Euro. Nessuno lo prese più.
    Allora fu abbassato a 2 Euro purchè in abbonamento. Nel frattempo la gente si era organizzata diversamente. Il servizio chiuse dopo 3 mesi di viaggi a vuoto. Io mi abbonai e non ho più avuto indietro i soldi dell’abbonamento ( s.e. 60 Euro) nonostante il call center ed il sito attivati per il rimborso.

    Stessa storia degli autobus inventati per il Giubileo che costavano il doppio dei normali ( 2 Euro ) e furono soppressi perche viaggiavano vuoti.
    Il Servizio di taxi collettivo, perchè tale era deve costare molto meno di un taxi e molto più del biglietto dell’autobus.

    Vuoi un servizio di qualità: lo devi pagare. Se vuoi il taxi o il multi taxi a prezzi popolari, qualcuno deve cacciare la differenza. Il Comune? La società di gestione?
    Scegliete voi. Se è il Comune paghiamo tutti noi, La società di gestione se non guadagna fallisce. E’ il capitalismo o le leggi del mercato, alle quali- mi sembra- siamo vincolati.
    Il problema si risolve solo se i cittadini di Roma, invece di spendere 500 Euro al mese tra parcheggi e benzina, ne spendono 250 per mezzi pubblici.Il resto è demagogia.
    Bisogna rendere impossibile o anti economico prendere il mezzo privato. Cosa, salvo errore conrtaria ai principi della vigente Amministrazione Comunale.

    Anna Chiara Andronico

  3. Mi pare che giovi ricordare più precisamente i fatti, perché, a quanto mi risulta, le cose non sono proprio andate così come ho letto sopra.
    Il servizio People Service nacque in via sperimentale con il contributo del Comune, su iniziativa della suddetta società gestita da privati. I taxibus coprivano 3 percorsi: Vigna Stelluti – P.zza Augusto Imperatore, p.zza Monteleone da Spoleto – P.zza Augusto Imperatore, Vigna Stelluti – P.zza Aldo Moro; successivamente se ne aggiunse un quarto: via Cortina d’Ampezzo – Vigna Stelluti. L’idea ebbe successo: era un servizio molto utilizzato e con un buon rapporto qualità-prezzo, suppliva alla carenza dell’Atac per il collegamento con la Sapienza e la stazione Termini e offriva una linea più veloce del bus 224 per raggiungere il centro.
    Dopo qualche anno la sperimentazione terminò e il Comune fece il bando di concorso, che vinse un’altra società, “Opere generali”. People service perse perché l’altra compagnia propose un progetto di 7-8 linee, mantenendo gli stessi prezzi, cosa che come sappiamo non fu.
    La nuova società entrò subito in difficoltà: i nuovi percorsi non furono molto usati (la stessa People Service ne aveva testati alcuni agli esordi, per poi scartarli, vista la loro inutilità); i prezzi furono aumentati fin da subito; i vecchi conducenti, pur mantenendo il loro posto di lavoro, vennero però dirottati sulle nuove linee; le vetture furono cambiate, in peggio, con meno posti a sedere e sedili più scomodi. Con queste premesse, non stupisce sia poi fallita.
    Nel frattempo la vecchia gestione aveva chiuso (rimborsando, a quanto ne so, gli abbonamenti rimasti in sospeso, a differenza della nuova) e noi poveri utenti siamo rimasti fregati.
    Alla luce di quanto accaduto, Opere Generali forse aveva i requisiti sulla carta per vincere il bando ma non ha poi dimostrato le stesse capacità gestionali di People Service.
    Questa piccola noiosa cronistoria per dire solo che:
    1. Il servizio funzionava eccome!
    2. Funzionava perchè evidentemente era gestito da qualcuno che di trasporti ci capiva.
    3. L’idea del taxi collettivo aveva preso piede.
    4. Da quando è stato soppresso, se ne sente veramente la mancanza. Soprattutto per il tratto che collegava direttamente Vigna Clara alla stazione.
    Speriamo che questa iniziativa di Roma Shopping faccia sul serio da volano al ripristino di un servizio davvero utile per i cittadini.

  4. Nel caso in cui dovesse fallire il tentativo di ripristino di questo preziosissimo servizio, io proporrei almeno un potenziamento della linea 224 dell’Atac, poichè è una linea estremamente utile che effettua solamente (sulla carta, perchè in realtà di meno) 54 corse giornaliere nei giorni feriali, passando certe volte ogni 40 minuti… Mentre l’autobus 32 che passa per il Fleming effettua ben 123 corse giornaliere nei giorni feriali, e passa frequentemente ogni 10 minuti circa.

  5. Forse, se il 224 facesse, dopo il semaforo di Tor di quinto il percorso una volta servito dal Taxibus, potrebbe essere più frequente e servire gli abitanti del XX municipio anzichè quelli di Prati che hanno tante linne e la metro a disposizione diretta.

  6. Io abito al Fleming e spesso usufruivo del People Service. La società che poi vinse il concorso è riuscita nell’intento di affossare il servizio. Perchè? Lo spiego subito: 1) Inizialmente ha aumentato il prezzo delle tariffe; 2) Ha modificato il percorso, allungando i tempi di percorrenza (per arrivare in centro ti facevano passare da piazzale Clodio … impiegando 30-35 minuti contro i 20 di prima!; 3) I veicoli erano meno comodi e trasportavano meno persone; 4) se non sbaglio, almeno dal Fleming partivano con minore frequenza.
    In poche parole hanno peggiorato il servizio, la gente è “fuggita” e loro sono falliti.
    Forse gli unici contenti di questo sono stati i tassisti …
    Comunque non capisco una cosa: se questa società è fallita, perchè non è stato bandito un nuovo concorso? Qualcuno me lo può spiegare?
    Era un servizio estremamente comodo, magari lo ripristinassero!
    Non ho capito se le nuove navette dello shopping natalizio coprirebbero anche il Fleming o solo Vigna Clara.
    Staremo a vedere. Certo che come Paese e come città facciamo veramente pena!

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