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Ostia – un fatto emblematico: il reato di stalking è ancora tutto da capire?

stalking.jpgIl fatto: I carabinieri di Ostia ieri hanno arrestato un pregiudicato di 37 anni protagonista di una serie di atti persecutori nei confronti della ex fidanzata 36enne che si trovava in vacanza ad Ostia. Le minacce e gli atti persecutori hanno avuto inizio la scorsa settimana, ma l’epilogo c’è stato quando l’ex fidanzato geloso dopo diverse minacce telefoniche si è presentato ad Ostia tentando di entrare all’interno dell’appartamento.
Il commento dell’avv.Giorgio Mori, difensore dell’indagato e consigliere del XX Municipio.

“Nella mattinata di ieri ,mercoledì 19 Agosto 2009, ho fornito assistenza legale ad una persona indagata per reato di stalking e resistenza a P.U. presso il Tribunale di Roma in sede di convalida di arresto avvenuto ieri d Ostia. Molte voci infondate erano state pubblicate nella mattinata sulle principali testate locali e nazionali e che avrebbero attribuito un numero elevato di precedenti penali a tale individuo, oltre ad un comportamento persecutorio prolungato verso una donna con cui aveva interrotto una relazione. In realtà tale relazione si era conclusa da pochissimi giorni e nessun elemento è emerso a carico dell’uomo in relazione ad alcuna violenza fisica nei confronti della donna. L’uomo, i cui precedenti penali, peraltro, sono molto risalenti nel tempo, aveva da tempo cambiato vita e si era anche fatto una famiglia. Non c’è nessun recedente specifico a suo carico e, anzi, la fine del suo precedente rapporto lo aveva lasciato come “normale” padre di un ragazzo di genitori non conviventi. Il giudice, nonostante fosse stata da me richiesta una misura più gradata come quella prevista dal codice di procedura penale per impedirgli la presenza nelle vicinanze della donna, ha preferito applicare gli arresti domiciliari.
In realtà è bene osservare come si sia generato un fenomeno mediatico pesante che vorrebbe attrarre nell’orbita del “penalmente rilevante” ogni situazione frutto della cessazione traumatica di un rapporto sentimentale. Spesso alcuni fatti, seppur deprecabili, vengono riallacciati all’interno di un disegno di terrore che è solo nella mente della “presunta vittima”. L’abilità del giudice deve essere quella di saper individuare la pericolosità sociale di una serie di eventi patologici ossessivi da eventi brevi e circostanziati relativi alla fine traumatica ed improvvisa di un rapporto sentimentale importante. Bisognerebbe rimanere distaccati all’onda emotiva che sembra coinvolgere la nostra società a tutti i livelli.
Per queste ragioni, per l’assenza di una reale esigenza cautelare legata ad un difficile pericolo di reiterazione del presunto reato e in presenza di un apparato indiziario molto debole, già nella mattina di oggi presenterò istanza di Riesame della misura cautelare degli arresti domiciliari presso il Tribunale della Libertà di Roma. L’apertura del dibattimento è invece prevista per il 24 Agosto alle ore 10.00 presso il Tribunale di Roma.”

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10 COMMENTI

  1. attendo con ansia che anche l’avvocato dell’altra persona coinvolta possa dire la sua altrimenti trovo scorretto che si pubblichi la difesa di un ex-pregiudicato che ha avuto gli arresti domiciliari perchè evidentemente ha pesantemente importunato la ex-compagna.Sono troppe le notizie su donne ammazzate perchè volevano terminare una relazione

  2. La giustizia nei paesi democratici purtroppo (per fortuna…) non funziona così cara signora.
    Tutto nasce da una serie di notizie incontrollate frutto quasi sempre di una soffiata che nasce in Procura o dagli uffici delle forze dell’ordine. Spesso ci sono i paparazzi che sono informati anche prima degli arresti.
    Tutto questo in barba ad ogni segreto istruttorio e ad ogni diritto di privacy.
    Ma tant’è, troviamo un articolo di mattina sul giornale che riproduce delle realtà spesso distorte di una notizia di reato, che comporta un arresto spesso ancora non convalidato. Questa è una cosa scorretta in un paese che dovrebbe essere centrato sullo “stato di diritto” e sul principio di “presunzione d’innocenza”.
    Come ricorda un maestro di avvocati, “Titta Mazzuca”, un grande retore d’altri tempi (ma ancora in udienza…), la civilissima normativa anglosassone vuole che i giudici conoscano i precedenti di un accusato solo dopo la sentenza. In Italia, quanto meno, la legge dice che i precedenti debbono essere utilizzati solo ai fini della quantificazione della pena.
    Invece tali precedenti, in modo asettico, girano sui giornali senza controllo, col rischio di indurre ragionamenti superficiali non solo sui giudici, ma pure sugli amici e parenti, rischiando di rovinare una vita. Non importa se sono precedenti specifici della stessa specie e quanto tempo sia passato dall’ultima condanna.
    Anche questo è un fatto molto scorretto.
    Bisogna poi ricordare che il processo penale in Italia è accusatorio. Non ci sono due persone coinvolte, ma un’accusa fondata su una notizia di reato che può venire da querela o d’ufficio. La persona c.d. offesa non necessita di un avvocato, se non eventualmente per costituirsi parte civile, vale a dire per far valere aspetti civilistici (danni risarcibili… etc.) Esiste il Pubblico Ministero che ha l’esercizio dell’azione penale, peraltro obbligatorio per verificare le accuse e chiedere le sanzioni. Pensare di aspettare un avvocato che non esiste è una cosa scorretta.
    Dire “trovo scorretto che si pubblichi la difesa di un ex-pregiudicato che ha avuto gli arresti domiciliari” è una cosa scorretta, perchè crea una strisciante diseguaglianza tra chi ha precedenti e chi no… (ex-pregiudicato è pure un termine sbagliato, o sei ex o sei pre-)
    Gli arresti domiciliari sono stati applicati perchè ritenute sussistenti le esigenze cautelari, nella fattispecie “il pericolo di reiterazione del reato” e non “perchè evidentemente ha pesantemente importunato la ex-compagna.”

    In tutto questo, Lei signora pensa che la sola cosa scorretta sia che un avvocato cerchi di restituire dignità ad una verità processuale che sarà scritta solo con sentenza passata in giudicato, precisando delle cose distorte scritte sui giornali, (mesi di persecuzione =>solo 2 giorni semmai, recidivo => ma per resistenza a P.U., precedenti=> quindici anni prima).
    Ebbene, alla luce di quanto sopra, mi permetto di consigliarLe di rivedere la propria idea di giustizia e correttezza.

    G.Mori

  3. diciamolo anche alle donne malmenate o alle famiglie di quelle ammazzate “che il disegno di terrore era solo frutto della loro mente.”il reato di stalking è ancora tutto da capire”?ma come,ti dico che la nostra storia è finita e tu (che tra l’altro sei anche un pregiudicato,e non “ex” come giustamente fa notare l’avvocato) non ti rassegni,mi segui fin nella casa al mare e tenti di introdurti in casa mia,ma come sempre dice giustamente l’avvocato non mi hai ancora picchiata e allora,che problema c ‘è,è giusto che per un pò io torni a casa guardandomi attorno per vedere se qualcuno prima o poi esce dall’ombra e prima mi tira qualche ceffone e poi chissà…ma se capitasse a lei di ricevere telefonate minacciose e poi trovasse la persona che la minaccia sotto casa e poi la stessa cercasse di introdursi nella sua abitazione non vorrebbe essere protetto?finalmente c’è una legge (guarda caso voluta da un ministro donna)che può contribuire a limitare i i reati contro le donne e vogliamo metterla in discussione?o

  4. Per la legge in materia, il comportamento minaccioso e violento di questo soggetto (un pregiudicato con fedina penale sporco) rientra pienamente nella definizione di stalking: ripetute telefonate, pedinamenti e tentativo di entrare in casa altrui con la forza nonostante che la vittima (la si può già definire così) ha comunicato all’uomo che la loro storia, per quanto la riguarda, è finita.

    Cosa aspettiamo: che il nome di lei si vada ad aggiungere all’elenco delle morte ammazzate di cui la cronaca ci dà triste resoconto giornaliero?

    Avvocato, sia corretto: non perori la causa del suo assistito fuori dalle aule preposte a tal scopo. E Vigna Clara Blog, siate corretti e non concedete spazio a chi vi vuole strumentalizzare per scopi scorretti.

  5. Invece di aggiungere un mio commento su una vicenda attuale, sulla quale è in corso un procedimento penale, voglio dare atto che il nuovo reato di stalking è stato introdotto da un Governo di destra, superando un distacco da temi in passato monopolio della sinistra , o meglio delle femministe, mentre chiunque dovrebbe farsene carico, a partire da chi in politica è molto attento ai temi della sicurezza
    Vorrei invitare VCB e l’avvocato Mori (che è anche consigliere del XX Municipio, nel quale presiede la Commissione Politiche sociali e sanità), a promuovere iniziative nel nostro territorio per far conoscere l’esistenza del numero verde 1522 , istituito dal Ministero alle Pari Opportunità per chi è soggetto o testimone di violenza, e magari far conoscere di più il reato di stalking, da tempo atteso e solo di recente introdotto, con la finalità di prevenire violenze e omicidi contro le donne purtroppo ancora quasi ogni giorno nelle cronache. E perchè non si ripetano casi come quello di Luca Delfino lasciato sulle strade a perseguitare Maria Antonietta Multari, finché non l’ha uccisa, mentre era fortemente indiziato per l’omicidio di Luciana Biggi, e Deborah Rizzato che aveva registrato le telefonate minacciose del suo “fidanzato”, Emiliano Santangelo, e le aveva fatte ascoltare alle Forze dell’Ordine, e nessuno ha fatto niente. E Deborah Rizzato è stata uccisa.
    Nel 2007 sono state 108 in Italia le donne uccise per mano di un uomo, spesso un familiare. Uno studio elenca puntualmente tutti i casi di uccisione di donne dagli undici anni in su per motivi misogini o sessisti, quindi con esclusione dei delitti con movente mafioso o a scopo di rapina, includendo invece quelli commessi dai partner o dagli ex, da parenti, amici, conoscenti, vicini di casa, e quelli in cui l’omicida era un cliente, nel caso di prostitute, ma anche di attività commerciali in cui l’omicidio è scaturito a seguito di una lite.
    Complessivamente i tre quarti delle donne sono uccise da un familiare (comprendendo in questa categoria anche fidanzati o conviventi). Il 25% ha ucciso in seguito a una lite, il 16% perché non accetta la separazione, l’8% per gelosia. Solo un femminicidio su otto in Italia, circa uno al mese, è commesso da sconosciuti.

  6. Ringrazio Rosanna (ma anche BetsyB e Marizampa) per gli interventi seri e ben circostanziati che sembrano gettare la giusta luce su vicende tanto drammatiche quanto sottovalutate.
    Anch’io mi sono trovato a disagio leggendo le argomentazioni dell’avvocato-consigliere Mori, ma non per questo credo sia giusto chiedere alla Redazione di censurarlo. Se con il suo post dovesse aver commesso qualcosa di illecito (anche solo dal punto di vista procedurale) potrà risponderne nelle sedi appropriate. Se invece il suo intervento (al di là dell’essere corretto tecnicamente o meno) fosse da considerarsi solo inopportuno e non dettato dal buon senso, i lettori/elettori potranno comunque darne un giudizio etico e farsi un’idea meglio definita e compiuta di una persona che si è proposta per amministrarci e che probabilmente tornerà a chiedere il nostro voto.
    Con la censura redazionale tutto ciò sarebbe inibito.

  7. Ma esiste un “Ostiablog”?perchè di queste discussioni la vittima dello stalking non ne sa nulla ed è per questo che non può dire la sua,per equità la direzione del “vignaclara blog”dovrebbe informarla.Lo farete? Grazie, attendo notizie

  8. Betsy, Lei dimostra di non conoscere i requisiti dello stalking.
    Le consiglio di studiarseli un po’meglio.
    Ma dimostra di non conoscere nemmeno la vicenda nel merito.
    Sulle considerazioni finali, penso che non meritino commento.

    Non ho capito bene le motivazioni di Paolo.
    Forse dovrebbe chiarire la sua idea di “buon senso”.
    Il suo disagio mi dispiace comunque.

    La signora Oliva è sempre un contraddittore leale ed esaustivo e mi stimola a risposte articolate.
    Cara signora, ha ragione quando dice che è stato un governo di destra a varare questa legge, ma io ho il diritto di ritenerla un prodotto di basso livello, in accordo con le parole del PM, espresse in aula. (magari lui non è di destra, ma… aveva ragione)
    Forse un intervento serviva, ma probabilmente è stato un cattivo parto.
    Io diffido di tutti quegli interventi estemporanei che servono a garantirsi un po’ di consenso veloce, sfruttando qualche vicenda di forte impatto pubblico.
    (una cosa è fare un ODG per il municipio, ben altro è fare una legge dello stato…)
    Diffido di una classe politica che sceglie di vietare il nucleare il giorno dopo l’eplosione di una centrale nucleare in un paese lontano.
    Diffido di un paese che, solo per fare un esempio ipotetico, vota un referendum sulla pena di morte, il giorno dopo di un omicidio effettuato da un pedofilo contro una bambina di tre anni.
    Ci vuole una certa serietà negli interventi legislativi e questo può avvenire solo a mente fredda, dopo aver metabolizzato un evento o una serie di dinamiche sociali che magari hanno generato un forte impatto nei confronti della popolazione.
    La legge sullo stalking si fonda su certi requisiti:

    Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, e’ punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumita’ propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.

    Se non ci sono dubbi per il giudice sul valutare la reiterazione delle condotte, ben diverso è il discorso sullo stato di ansia, paura, timore e sopratutto sull’alterazione delle proprie abitudini di vita.
    Il giudice qui è costretto ad effettuare un’indagine attenta per valutare il “nesso di causalità” tra condotta ed effetti, perchè quello che può essere il risultato di un comportamento su di un individuo, può ben avere conseguenze diverse su di un altro. E qui c’è il rischio di disegueglianza di trattamenti.
    Non solo. Questo strumento estende enormemente il potere sanzionatorio del giudice, fondandolo esclusivamente sul suo libero convincimento.
    E questo non fa bene ad uno stato democratico…

    La vera ragione di questa legge, diciamocelo, era portare il massimo della pena a 4 anni per consentire l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere.
    Ma con la libertà personale non si scherza. Quando si rompe l’equilibrio si rischia di generare un vulnus davvero inquietante per il futuro.
    (e che lo dica io di destra, Le dovrebbe anche segnalare la genuinità delle mie parole..)

    Andando alle questioni spicciole invece cosa resta?
    Resta che per tutta la città girano autobus con mega scritte che incitano a denunciare per Stalking chiunque si senta in pericolo, continui messaggi pubblicitari televisivi analoghi che bombardano la mente dei cittadini.
    Francesco Bruno che dice “Ostia è un luogo ideale per commettere reati come lo stalking”.
    Questi fatti, a mio modesto parere, possono generare anche un effetto psicosi.

    Per fare un esempio, se un ragazzo/a viene lasciato/a magari senza spiegazioni, e cerca di telefonare ripetutamente all’altra persona senza esito e poi va sotto casa perchè vuole parlargli/le, ebbene oggi rischia di andare in carcere…
    Ma cosa credete che si dicano due che si lasciano…. si offendono e certamente in tribunale sono pronti a dire qualsiasi cosa per fare del male all’altro.
    Questa è l’altra faccia della medaglia.

    Le sue considerazioni sui gravi fatti avvenuti sono certamente fondate e comportavano la necessità di una serie di interventi legislativi che però, a mio parere, avrebbero dovuto essere più graduati, magari attraverso il potenziamento di misure meno afflittive della libertà personale e più legate alla sicurezza della vittima.
    Qui c’è l’unico appunto che Le faccio quando dice:
    “con la finalità di prevenire violenze e omicidi contro le donne”
    Le leggi italiane debbono essere generali ed astratte e ogni intervento è relativo alla generalità delle persone. Certo, nella società italiana, la condizione della donna purtroppo è ancora limitata sostanzialmente a causa di una mentalità ancora troppo maschilista, ma questo non basta per giustificare delle leggi di basso livello.

    G.Mori

  9. Grazie per il commento a quanto ho scritto, non condivido che le norme sullo stalking possano essere definite di basso livello, ma evidentemente lei è libero di avere un’altra opinione. Non posso , invece accettare che si affermi con tanta sicurezza che il nostro ordinamento debba essere costituito da “leggi generali ed astratte e ogni intervento è relativo alla generalità delle persone”
    Mi scusi ma devo invitarla a rileggere la Costituzione italiana, o magari, se non ritiene, almeno gli articoli 3 (anche il secondo comma) e 51. Per non parlare di quanto incida a tale riguardo sul nostro ordinamento l’appartenenza alla Comunità europea. E per uscire dai discorsi giuridici: ha mai sentito parlare delle conseguenze del fare parti uguali tra diseguali? Grazie.
    Art. 3

    Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

    È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
    Art. 51.

    Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tal fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini.
    omissis

  10. non trovo giusto che in questo articolo venga esposta solo la difesa dell’uomo agli arresti domiciliari per un reato che ormai va via via espandendosi sempre più.
    io sono una vittima da tanti anni di un persecutore che si appostava sotto casa che veniva nei locali che frequentavo io che si faceva trovare a fari spenti nella notte per mettermi paura che mi telefonava e mandava messaggi indesiderati uno stalker che ho sempre rifiutato che non ho mai voluto che ha invaso la mia vita e quando mi sono rivolta alla polizia mi hanno detto che non potevano fare nulla finchè non mi avesse toccata adesso che da quasi un anno è stato introdotto questo reato la sua ossessione è continuata in un modo subdolo e io non ho più il materiale per denunciarlo ma dal 2006 vivo costantemente con la paura di ritrovarmelo ovunque

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