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Sale la febbre da gioco: non per il caldo ma per un jackpot da 131,5 milioni di euro

superenalotto131500.JPGContinua a macinare record il superenalotto, superando quota 131 milioni di euro e avvicinandosi ad essere il montepremi piu’ alto mai vinto al mondo (pari a 150 milioni di euro). Anche il concorso di ieri, il numero 96, non ha fatto uscire la sestina vincente, ma la crescita esponenziale del jackpot, arrivato a 131,5 milioni di euro continua a suscitare preoccupazione, soprattutto nel mondo cattolico.

Spiega infatti Rainews24.it che l’arcivescovo emerito di Lecce mons. Cosmo Francesco Ruppi, ha chiesto “una legge o almeno un decreto legge per fermare il superenalotto. La febbre del superenalotto, che per alcuni e’ divenuta una vera idolatria, va fermata senza alcuna remora e quanto prima possibile”. E Famiglia Cristiana ritorna sull’ipotesi gia’ avanzata dal mondo cattolico di destinare il jackpot agli sfollati dell’Abruzzo. Ma gli italiani non sembrano preoccuparsi piu’ di tanto e continuano a giocare, tanto che non sono mancate ieri le file nelle ricevitorie delle grandi citta’, svuotate dalla vigilia del Ferragosto. Le giocate sono in flessione rispetto a sabato scorso, ma in aumento (oltre 130 milioni di colonne in totale compreso il superstar) rispetto ad una settimana fa. Giocate in crescita tanto che il gioco di casa Sisal ha gia’ raggiunto nel 2009 una raccolta di un miliardo e 930 milioni superando con il concorso di questa sera l’intero “bilancio” 2007 (1,94 miliardi). E non appare lontano nemmeno l’exploit del 2008 – una delle migliori annate per il concorso di casa Sisal – 2 miliardi e 509 milioni. Ovviamente la raccolta nell’immediato futuro sara’ determinata dalla caduta del 6, ma il jackpot di Catania insegna che la febbre del superenalotto impiega qualche mese a attenuarsi. Oltretutto, l’attuale jackpot di ripartenza – che verra’ messo in palio non appena qualcuno indovinera’ il 6 – ha gia’ superato i 30 milioni di euro, non ci sara’ da stupirsi insomma se anche allora in molti continueranno a tentare la fortuna.

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