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A Largo Sperlonga un laboratorio interculturale per l’integrazione dei popoli

largosperlonga.jpgSi inaugura oggi alle 18.00 a Largo Sperlonga – zona Cassia Tomba di Nerone – precisamente nel fabbricato 1, il “laboratorio interculturale per l’integrazione dei popoli” frutto di un progetto realizzato da un gruppo di persone impegnate nel sociale e nell’integrazione interculturale, particolarmente attive nel XX Municipio ed in particolare presso la nota area degradata di Largo Sperlonga. Il Laboratorio si prefigge lo scopo di avvicinare i cittadini italiani del quartiere alla realta’ multiculturale oramai fortemente radicata nella zona ed il primo passo e’ l’avvio di un programma di sostegno scolastico in favore dei bambini provenienti da diversi paesi e di insegnamento della lingua italiana agli adulti, con particolare attenzione alle donne. Per info: 320.2163685 – 349.5883526  (Red.)

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14 COMMENTI

  1. Che ci sia una forte realta’ multiculturale nel quartiere è un fatto oramai assodato.
    Sul fatto che ci si debba avvicinare ora a l.go sperlonga , ho le mie perplessità.
    C’è sicuramente una percentuale marginale di bravissime persone extracomunitarie che sono da appoggiare e sostenere , essendo loro le prime ad aver “paura” di quello che circola là intorno.
    Informazioni queste, di vita vissuta.
    Maricones , viados e spacciatori.
    Magari qualche buon’anima dirà il contrario , ci vada all’imbrunire in quelle stradine , se ha voglia di verificare.
    Ormai al vicino supermercato sembra di stare al gay pride piuttosto che nella parte più “sconcia e pecoreccia” del carnevale di rio.
    Ma che permesso di lavoro o di soggiorno hanno quei pupazzi siliconati ?
    Sempre più spesso accompagnati da est-pappa.

    Perchè non li buttano fuori come “indesiderabili” quindi senza possibilità di rientro ?
    Rendendo così la zona pulita e vivibile ?
    Non credo che in questo caso ci si possa appellare ad asilo politico, persecuzione polica o religiosa od altro di simile.
    Non credo neanche che questo retro-lavoro dia diritto di asilo di alcun tipo.

    E perchè – piccola disgressione – se il corso di lingua italiana fatto in TEMPORANEE aule di scuola viene proposto dalla Gelmini è razzismo e discriminazione mentre se questa esigenza parte da qualche persona “impegnata nel sociale e nell’integrazione interculturale” invece è ( o sarebbe ) benemerito ?

  2. PARTITO DEMOCRATICO MUNICIPIO XX
    Largo Sperlonga vuole cambiare, la destra batta un colpo.
    In questi anni abbiamo fatto molto e c’è ancora molto da fare. Con queste parole il neo segretario del Partito Democratico del Municipio Roma XX Marco TOLLI inizia l’intervento all’inaugurazione del “laboratorio interculturale per l’integrazione dei popoli” a Largo Sperlonga. Uno spazio realizzato dall’Ass. Dacia con l’obiettivo di sviluppare un programma di sostegno scolastico in favore dei bambini provenienti da diversi paesi e di insegnamento della lingua italiana agli adulti, in una delle aree più degradate di Roma nord.
    Lo stimolo e l’attenzione del Comune di Roma hanno portato importanti risultati nell’area di Largo Sperlonga in termini di sicurezza e coesione sociale attraverso la sperimentazione di metodologie di gestione e mediazione dei conflitti facendo leva sulla cittadinanza e sull’associazionismo locale. Importante è stato inoltre l’avvio di programmi pubblici di riqualificazione tesi alla riduzione e al contrasto del degrado urbano.
    La nuova amministrazione ha ora il compito di sostenere e valorizzare l’esperienza della mediazione sociale e continuare il lavoro di recupero urbano impegnando risorse e stimolando i privati. Il centro sinistra alla guida della città ha avviato un percorso che ha
    coinvolto con nuovi modelli partecipativi molte energie locali che proprio ora non devono essere abbandonate. La mediazione ha favorito la creazione di associazioni locali secondo il principio dell’autodeterminazione e la nascita del laboratorio interculturale è l’esempio di come queste realtà iniziano a muovere i primi passi per l’auto recupero e la gestione dei propri spazi con finalità sociali.
    Largo Sperlonga è oggi un quartiere che vuole cambiare e inizia a farlo da solo, il Sindaco Alemanno e il Presidente Giacomini hanno la responsabilità di governare l’immigrazione regolare attraverso processi di inclusione garantendo su questi temi continuità amministrativa. Il lavoro di questi anni ha prodotto risultati importanti e un cambio di rotta sarebbe un danno.

  3. Non sono d’accordo con molte cose scritte da Aragorn, che mette comunque un rilievo un problema che nessuno può negare.

    1. Le realtà multiculturali sono un fatto. Nel mondo globalizzato le culture diverse devono tendere a comunicare ed integrarsi, in nome –quanto meno- di una stabilità che si proponga pacificamente alle nuove realtà sociali. Dalla multiculturalità all’interculturalità, dunque. Non una parola dice Aragorn su questo, criticando l’attività del Laboratorio interculturale. Cosa vuol dire questo? Che ad Aragorn non interessa, evidentemente, nemmeno “appoggiare e sostenere” quelle “bravissime persone extracomunitarie”. Non crede che il Laboratorio si fatto per loro?
    2. Devo supporre che Aragorn non sia razzista, ma avverto tuttavia odore di razzismo nelle sue parole e in tutto l’atteggiamento che informa la sua riflessione. Cos’è il razzismo? Avversare qualcuno per quello che è e non per i suoi comportamenti. Non ci sono “pupazzi” a largo Sperlonga ma esseri umani, i cui comportamenti vanno contenuti e colpiti in tutte le occasioni nelle quali siano in contrasto con le leggi. Una persona allora può essere multata, incarcerata, perfino espulsa; un pupazzo no. Le parole sono pietre e vengono dal cuore. Non ho bisogno di essere una “buon’anima” (per mia fortuna) e nemmeno un’anima buona per dire cose ovvie che ogni persona credo possa condividere.
    3. Quanto alla Gelmini, non so se sia una persona razzista. Sta di fatto che l’aspetto tecnico dell’insegnamento della lingua in un’aula separata dalla ordinaria attività scolastica, va esattamente nella direzione contraria all’integrazione. Chiunque sa, anche per l’esperienza di milioni di emigranti, che lo sforzo di studiare in proprio una lingua –specialmente a partire da modeste condizioni culturali- non garantisce successo come l’essere immersi nella realtà quotidiana di un mondo che la parla.

  4. Tolli , mi auguro che sia convinto di quello che afferma.
    Nel caso lo fosse , ne sarei comunque preoccupato.

    Ma di quali “importanti risultati nell’area di Largo Sperlonga in termini di sicurezza e coesione sociale” sta parlando ?
    Aumento dei trans ? Maggior numero di dosi spacciate ? Incremento di persone dedite a traffici non propri ?
    Allora sì , risultato raggiunto.

    “Attraverso la sperimentazione di metodologie di gestione e mediazione dei conflitti facendo leva sulla cittadinanza e sull’associazionismo locale” .
    Sarò pure poco “smart” ma che vuol dire ?
    Mi sembra un voluto confuso burocratese.

    Mi sembra che l’ultimo Comune di Rom ( la “a” manca volutamente ) con il concetto del principio dell’autodeterminazione abbia causato danni non indifferenti.

    Credo che sia il caso in quella zona ( che non è un quartiere , Tolli , è solo una zona e pure limitata ) di esercitare la normale legislazione.

    La lingua italiana ai bambini si insegna a scuola.
    Perchè lì debbono andare per istruirsi e socializzare.
    E non possiamo continuare a riempire gli spazi senza prima liberarli dagli ospiti non graditi ed indesiderati; e ce ne stanno parecchi.

    Francesco , le bravissime persone extracomunitarie , sono quelle che mandavano ( mandano ) a scuola i loro figli ,assieme ai miei.
    Sono quelle che per fare la festicciola alla loro figlia nell’appartamento di 30mq , ti pregano di accompagnare i figli fino alla porta e di riprenderli entro e non oltre una certa ora.
    Dopo quell’ora , sarebbe un minimo più “disagevole”.
    Del “laboratorio interculturale” , non sanno che farsene.
    Lavorano tranquillamente , producono e sono perfettamente integrati.
    Perchè è gente attiva e positiva.
    E del “laboratorio interculturale” non sanno che farsene neanche i pupazzi siliconati ( continuo a chiamarli così , perchè così sono o perlomeno sembrano ), gli spacciatori ed i perlustratori abusivi di appartamenti.
    E del “laboratorio interculturale” francamente non so che farmene neanche io.

    Mi sembra una di quelle strutture che fungono da moltiplicatore di disagi.
    Una calamita che serve da paravento per tutti quelli che vogliono venire in ogni modo , con ogni mezzo per fare quello che vogliono.

    Società multirazziale va bene , mi sembra tra l’altro ormai ineluttabile e soprattutto attuale.
    Però chi lo dice che si debba sopportare lo stato di degrado che la mancanza di lavoro , di case, di strutture comporta, in nome di un non meglio identificato senso di accoglienza a tutti i costi.
    Francamente sarei più portato a dare soldi ed assistenza per porre rimedio al fatto che ogni minuto un bambino ( specie in Africa ) diventa cieco.

    Invece debbo sostenere anche i pupazzi siliconati che sono entrati ( e rimangono qui ) in virtù , o meglio , a causa di questo smodato senso di accoglienza a tutti i costi.
    E come succede quasi sempre, quando si dovessero applicare le leggi di espulsione , che c’è qualcuno che in nome di carità e condivisione si mette di traverso.

    Ed il flusso continua.
    Ce ne sono 1.000.000 ( unmilione) accampati sulle coste libiche.
    Vogliamo aprire , che so’ , 50mila laboratori interculturali ?
    O cercare di non farli venire ?
    Perchè non c’è posto, non ci sono soldi, non ci sono strutture , non c’è lavoro.
    E diciamocelo , sta passando pure la voglia perchè si sta oltrepassando il sopportabile.
    Perlomeno in certe zone.

    Francesco , non mi preoccupo di essere tacciato di razzismo.
    Non arrossisco vergognoso, queste sono le mie opinioni.
    Ho giocato a calcio ed a football con i neri, il mio cliente più simpatico è ebreo, mi piace ( ogni tanto ) il ristorante cinese e relativo personale, non mi schifo a prendere un caffè al bar con un filippino accanto, trovo normale nei mezzi pubblici stare accanto ad una persona di colore ed in più lavoro per una struttura napoletana, tanto per chiudere.
    Oh , ieri a casa avevo ospite di mia figlia una ragazza indiana.
    Fatela finita con questa storia di tacciare di razzismo le persone che dissentono dal modo con cui è stato fin’ora condotta l’immigrazione in Italia.
    Anzi non c’è nessuna metodologia , forse è questo che disturba.
    Quanto alla Gelmini , non sono io che debbo difenderla ma certo è che la logica dice che è meglio che qualcuno si affretti piuttosto che molti siano costretti a rallentare.
    Saluti.

  5. Caro Aragorn,

    Se il tuo nom de plume si riferisce al personaggio del Signore degli Anelli forse non hai letto il libro.

    E’ raro incontrare tanti luoghi comuni elencati tutti assieme. Va bene che i luoghi comuni sono pratici e non richiedono molta riflessione ma un piccolo sforzo per pensare lo potrebbero fare tutti.

    Spero che la prossima volta che tu esprima un commento su un avvenimento ci fornirai un contributo più meditato.

    Grazie in anticipo.

  6. Anna Chiara, hai risposto nel solito modo con il quale rispondono quelli che si sentono pervasi dalla verità e dalla profondità delle cose.
    Di tutte le pillole di saggezza che hai profuso non una ha confutato una tesi.
    Per essere riflessivo, pensante e meditato , sicuro che debbo pensarla come te ?
    O pensi che chi non pensa come te non sia un essere pensante ?
    Un pessimo esercizio di presunzione.

  7. Aragorn, in un modo un po’ confuso, ma genuino, esprime quella che è la perplessità di molti coloro che abitano nelle zone circostanti a Largo Sperlonga.
    Di che risultati sta parlando la sinistra?
    Alcune persone che hanno visto per la prima volta quel territorio lo hanno definito Bronx !
    Certo il laboratorio mi è sembrato fin dall’inizio composto da persone che hanno il desiderio di iniziare un lavoro importante, ma mi pare che fin ad ora ci sia stato il deserto…
    In commissione commercio (congiunta alla sicurezza… su questo avrei da dire qualche cosa ma taccio…) giovedì alle 14.00 discuteremo anche del problema degli esercizi commerciali abusivi nella zona. E sono un fatto indiscutibile a sentire le denuncie da noi ricevute.
    C’è molto da fare ed io non ho nulla contro il fatto che lo possa fare un’associazione che ha un orientamento diverso dal mio, ma quando Marco Tolli ha auspicato un lavoro di continuità con la precedente amministrazione comunale nell’inaugurazione, ebbene io ho preferito tacere perchè non mi sembrava il caso di aprire una polemica sterile davanti a bambini e persone animate da progetti ambiziosi.
    Ma né io e neppure Calendino (che pure ha parlato dopo Tolli) abbiamo espresso il nostro vero auspicio che è “la più profonda discontinuità con la precedente amministrazione”.
    La mediazione sociale e culturale, come elaborata dalla sinistra è stata un profondo fallimento che in varie esperienze ha visto crescere il potere di pochi soggetti nelle comunità a scapito dei più deboli.
    Nei campi rom i meditori spesso sono divenuti informatori di polizia e in altri casi hanno lucrato della posizione acquisita grazie a rapporti privilegiati col vecchio Campidoglio.
    Condivido il riferimento a “confuso burocratese” di Aragorn che indica il profondo distacco tra la sinistra e la gente.
    La gente si è stancata di sentire le stesse parole e di osservare il degrado crescere e dilagare. Vuole fatti.
    Un esempio in analogia per questo tipo di inconcludenza della sinistra.
    C’è da risolvere il problema della sicurezza nelle strade provocato dalla prostituzione.
    La sinistra, in Consiglio, propone di aprire un tavolo di discussione sul problema che consenta di valutare quei problemi che comportano la violenza e l’abuso verso le donne nelle famiglie magari, prendo le parole di Tolli, attraverso la sperimentazione di metodologie di gestione e mediazione dei conflitti.
    Il Sindaco Alemanno invece fa un’ordinanza che aumenta fortemente le sanzioni verso coloro che contrattano per la strada prestazioni a carattere sessuale e il fenomeno si riduce subito al lumicino.
    Loro ci rispondono: avete spostato il problema nelle case…
    Ma le strade ora sono libere.
    Questo è il risultato che un’amministrazione si deve prefigurare, dal momento che il cittadino vuole dei fatti. Il resto, come rileva Aragorn, è sentito dal cittadino come “confuso burocratese”, insomma un vuoto parlare senza risolvere i problemi.
    Però Aragorn sbaglia quando dice che il laboratorio non serve a nulla (Mi sembra una di quelle strutture che fungono da moltiplicatore di disagi.) perchè, come ho osservato nell’inaugurazione, il modo migliore per integrare è conoscere e questo avviene anche e sopratutto attraverso la lingua.
    Potrebbe avvenire attraverso l’insegnamento della storia, del diritto, dei costumi e di molti altri aspetti tipici dell’identità di un popolo.
    Tatiana e Alessandra hanno espresso la volontà di valorizzare proprio questi aspetti e la cosa mi ha convinto. Io spero di vedere persone filippine, moldave, ucraine, rumene e di altre nazionalità conoscere la nostra lingua e questo servirà a fare i passi successivi. La scuola potrà aiutare, ma non risolverà tutti i problemi. Non tutti vanno a scuola e spesso il gap della lingua accresce i ritardi di integrazione anche scolastica.
    Noi valuteremo questo alla fine del percorso, non se chi lo ha svolto e predisposto è di destra o di sinistra, sia chiaro…
    Il limite del discorso di Aragorn però è qui: “Lavorano tranquillamente , producono e sono perfettamente integrati.”
    L’integrazione non è solo nella produzione, ma ne deve essere il presupposto.
    Cioè chi si integra ed è legalmente sul territorio necessariamente lavorerà e produrrà, ma non può essere tutto ridotto a produzione=integrazione.
    Un tunisino che lavora da infermiere e non vuole accettare gli ordini di una caposala donna non è un esempio di integrazione. Dunque l’integrazione sta nell’accettazione e nella conoscenza dei valori della società ospitante. (non come dice la sinistra, il diritto a portarsi il proprio bagaglio valoriale nel nostro territorio…)
    E l’uguaglianza tra uomo e donna è un valore indiscusso della nostra comunità occidentale.

    Domani dovremo votare alcune importanti delibere sul sociale e voglio proprio vedere se la sinistra saprà mettere in pratica quella sensibilità che, su questa materia, pretende di avere come “dono dello spirito santo”.

    G.Mori
    Cons. XX Municipio

    Ps: auguri sinceri al neo segretario del Partito Democratico del Municipio Roma XX Marco Tolli, una persona che stimo e rispetto.

  8. Non ho accusato di razzismo Aragorn ma ne ho criticato le idee; ma ora egli stesso se ne vanta (senza “arrossire vergognoso”), perché “queste sono le mie opinioni”. Devo a questo punto pubblicamente elogiarlo per la sua temerarietà: prende addirittura il caffé a fianco dei filippini e non si scosta da loro sull’autobus. “Tanto per chiudere”, visto che lavora (addirittura!) per una struttura napoletana, essendo io napoletano sento di doverlo pubblicamente ringraziare. Quanta generosità, invece della “carità che si mette di traverso”. Mi fa ricordare la vecchia battuta di chi diceva: non è che ne ho colpa io di essere razzista, è che loro sono napoletani….

  9. Caro Aragorn

    Confuterò tesi quando ce ne sarà una.

    Se per tesi intendi che mettere su una scuola faccia male al quartiere o alla sicurezza, non credo che essa meriti una confutazione.
    Anche in questa risposta sei tu che dai per scontato a priori dov’è la verità.

    La verità è una ricerca e dunque io non ne posseggo alcuna.

    Quanto all’elenco di nefandezze da te redatto, dai travestiti in poi, non vi è alcuna prova che una scuola aumenti i comportamenti negativi.

    La cultura di solito migliora le persone e non le peggiora. A meno che tu non pensi, come molti hanno fatto nel passato, che a scuola ci debbono andare solo i privilegiati, e non i “cafoni”.

    Con simpatia.

    Anna Chiara

  10. Non capisco l’indignazione di Aragorn per un’iniziativa di persone che cercano di trovare un modo per affrontare alcuni di quei problemi che lo stesso Aragorn mette in risalto.
    Il progetto mi sembra che abbia lo scopo di offrire ai bambini, costretti a vivere in abitazioni anguste e sovraffollate, uno spazio un po’ più confortevole e controllato per permettere loro di stare insieme e poter fare i compiti scolastici sotto la guida di persone preparate ed agli adulti la possibilità di poter migliorare la conoscenza della lingua italiana. Questo non può che essere un’opportunità ed un aiuto per quei numerosi lavoratori stranieri onesti e tranquilli che vivono in condizioni disagiate.
    Il Laboratorio vuole inoltre offrire occasioni di incontro e di scambio tra le varie comunità e culture per favorire un’integrazione basata sulla conoscenza reciproca.
    Vivendo da moltissimi anni in questa zona conosco bene i disagi ed i problemi che la massiccia presenza di immigrati determina in un quartiere non attrezzato a sostenerla, ma questo è un problema che non si risolve con il livore e l’intolleranza.
    Penso e spero che nessun rappresentante delle istituzioni e nessuna forza politica voglia soffiare sul fuoco di sentimenti di comprensibile fastidio ma che facilmente possono degenerare in esterofobia e razzismo.
    Ho avuto l’opportunità di essere presente per caso all’inaugurazione di questo Laboratorio ed è stata una emozionante occasione per incontrare persone di grande umanità, stranieri che si sono sentiti accolti e che dallo studio e dalla conoscenza della cultura italiana hanno imparato ad amare il nostro Paese che ora sentono anche loro.
    Anche i Consiglieri del Municipio presenti all’inaugurazione hanno sottolineato l’importanza di questo esperimento di integrazione e di reciproca conoscenza e, senza contrapposizioni di parte, ma con spirito di collaborazione, hanno assicurato il loro sostegno all’iniziativa. (Anche se purtroppo dagli ultimi interventi in questo blog mi sembra che il solito desiderio di sterili polemiche stia affievolendo i buoni propositi, speriamo invece che una sana competizione spinga ad un attivo impegno per risolvere al meglio i gravi problemi
    Per quanto riguarda la presenza di viados e travestiti è ancora più preoccupante constatare che esiste una forte richiesta da parte anche di insospettabili signori forse anche “italiani” .
    Saluti
    Paola

  11. Non conosco la realtà di Largo Sperlonga. Non so nemmeno dove sia esattamente. Non entro quindi nel merito del problema. Ciò detto e chiarito, permettetemi un piccolo sfogo. Sono veramente stanco, disgustato e nauseato dal fatto che chiunque esprima un’idea basata sulla logica, sul comune sentire, sulla richiesta di legalità (che tra parentesi, come insegnava Socrate, è un’esigenza che dovrebbe albergare in tutti gli animi), ma dissenta dal politically correct (che Dio maledica chi ha inventato questa idiozia) sia tacciato di razzismo dalle anime belle, radical chic ed eleganti del “not in my back yard” Gli stessi che parlano, parlano, parlano e sproloquiano, dellel maestrine che salgono sul pulpito e poi se ne fottono del problema, a condizione che il problema se ne fotta di loro. Di quelli che fanno i froci col culo degli altri. Di coloro che nostro signore chiamava sepolcri imbiancati. E’ evidente che costoro sono nostalgici di regimi che la storia per fortuna ha spazzato via, ma che non permettevano la libertà di pensiero e di parola. Il vero razzista è chi non permette agli altri di esprimere le proprie idee.
    Scusate lo sfogo.
    Ho finito.
    Grazie.

  12. Io , sono sinceramente contrito.

    E come il popolano , con il cappello tra le mani giunte ed il capo chino , mi presento di fronte a Voi per chiedere venia.
    Quasi come Bertoldo.

    Sig. Francesco , mi discolpi , pensavo che la frase “odore di razzismo” a me diretta volesse intendere che comunque potevo essere pervaso di questo orrido sentimento, pur frequentando per agio e per lavoro persone di razza a me diversa e financo meridionali.
    Mi sento colpevole pur non essendolo , ma se lo dice Vossignore , così sarà.
    Mi spiace che Lei non abbia capito il mio intendimento ma sicuramente non è colpa mia.

    Sig.ra Anna Chiara Andronico, che dire , non saprei.
    Del suo segaligno sdegno sono avvilito.
    Come Lei afferma , non leggo , sono zotico ed ignorante com’Ella mi ha descritto.
    Non una delle mie frasi che mai e poi mai definirei riflessioni o tantomeno ragionamenti sono degne di un suo commento.
    Ancor oggi alle 18,45 mi sono recato , quasi come espiazione, a L.go Sperlonga.
    Debbo dire che la granitica certezza che Ella mi aveva infuso con le sue parole ha traballato di fronte a 5-6 personaggi ahimè di colore ( ma se eramo a Corviale sarebbero stati bianchi ! ) che hanno squadrato tra un loro traffico e l’altro, me e la mia moto , seguendomi con lo sguardo e poi di fatto nel mio percorrere in salita lungo la stradina che si inerpica nel mezzo dei fabbricati.
    Stazionavano sul balconcino a sinistra , mentre altrettanti erano parcheggiati a destra nello spiazzo.
    Ella conoscerà i luoghi di cui parlo.
    Dopo di ciò , mi sono celermente allontanato certo del fatto che il Laboratorio Interculturale farà giustizia di tali presenze.
    Sicuramente.
    Ho già iniziato a leggere , sperando di capirli , dei dotti libri di letteratura in modo da esercitare quello sforzo al quale Lei mi spinge con le sue gentili parole.
    Un concetto da riferirLe , da subito mi è venuto alle labbra , ma per ora taccio, e medito come Lei mi ha saggiamente suggerito.
    Temo però che il passar del tempo non serva a mutare quel concetto che vorrei sinceramente esporLe.

    Mori , la ringrazio per aver capito – come la Gente di Città deve fare – , che il mio “modo un po’ confuso, ma genuino” è il tipico esprimersi della buona ed onesta gente di campagna , a digiuno di cultura e buonacreanza.
    Come avrà capito , noi gente di campagna siano lontani dai Signori/e e dalle Autorità e mi taglierei la lingua per aver apertamente espresso opinioni basate sui fatti che non dovrebbero mai e poi mai uscire dalle labbra di un bifolco.
    Fossi nato Andronico !
    Sarei stato allora sì , un Signore/a.

    Paola , mi spiace che il mio incerto scritto possa aver confuso il tuo pensiero.
    Mai ho parlato di indignazione , solo di inutilità della cosa se prima non si ripulisce il tutto.
    Noi contadini sappiamo che è fatica e sudore sprecati piantare i semi in mezzo alla gramiglia.
    Bisogna prima dissodare , duro da fare , non certo per adatto per i Signori/e, ma obbligatorio se si vuole il raccolto.
    Anche in campagna esistono i drogati ma non per questo lesiniamo colpi di vanga agli spacciatori.
    Esistono in città Signori/e e signori/e a cui piace darlo e prenderlo , ma non per questo debbo convivere con i maricones.
    Mi scusi il linguaggio.

    Detto questo , come Bertoldo mi ritraggo sempre con il cappello nelle mani giunte a capo chino.
    Arretro di fronte a Voi.
    Ma sempre come Bertoldo con le terga a Voi rivolte.
    Con simpatia .
    Aragorn

  13. Non credo si possa discutere di questi argomenti seri usando il linguaggio di Bertoldo, come piace ad Aragorn, anche se non si è un radical-chic. Ma sento di dovere, invece, una risposta al sig. Colica, che -senza entrare nel merito perché egli non conosce largo Sperlonga- è stanco di chi discute SENZA LOGICA, ed è perciò evidentemente interessato ai principi. Nonostante la mia età avanzata sono sempre sinceramente pronto ad imparare, e la logica mi ha sempre interessato e mi interessa (pensi un po’) anche professionalmente. Perciò, gentile sig. Colica, vorrà accettare una mia autodifesa, visto che sono forse io il radical-chic a cui egli si riferisce. Sono talmente poco chic che almeno non devo imparare i significati di “fottere”, “culo” e “frocio”, e sono perfino napoletano! Il fatto è che mi piace correre il rischio di pensare, di riflettere, di confrontarmi (come sto facendo), di argomentare; magari di sbagliare. Mi sforzerò dunque di essere logico.
    Ho richiamato, mi pare con assoluta chiarezza, la legalità. Mi sforzo di essere cristiano al punto perfino di essere formale: scrivo Nostro Signore con le maiuscole, e non mi piace mai chiamarLo in causa per condannare qualcuno, e mettermi così in atteggiamento di superiorità; come fanno i superbi e –appunto- i radical-chic. Non sono nostalgico di alcun regime, a cui io non ho mi aderito, ma non ne vorrei uno nuovo in cui intolleranza e disprezzo prendessero il posto di quelli -miserabili e violenti del passato- che impedivano la libertà di pensare.
    Allora, senza impedire a lei di pensare, come nessuno ha impedito al sig. Aragorn di “esprimere le proprie idee”, le chiedo: di fronte alla situazione di una zona nella quale visibilmente stazionano anche (con una maggioranza di gente perbene italiana e non) persone (non “pupazzi”) agghindate in un modo che anche a me dà fastidio, lei cosa proporrebbe di fare, oltre all’osservanza della legalità? “Pulizia estetica”, secondo i canoni di chi? Così ognuno di noi potrebbe avanzare le proprie proposte di pulizia…Condanna lei parimenti anche quelli (spessissimo “bravi padri di famiglia”) che usano certi “servizi” nelle zone indecorose della prostituzione? Il mercato, infatti, si regge su venditori e compratori. A proposito di principi, mi pare che qualcosa del contenzioso le sia sfuggito: le darebbe più fastidio essere ritenuto, a torto o a ragione, razzista o -piuttosto- radical-chic? Se tutti avessero dato ragione ad Aragorn lei non avrebbe protestato. Chi proibisce a chi di pensare e di esprimersi?
    Questo non è stato uno sfogo: sono abituato ad argomentare senza animosità.
    Ho finito anch’io.
    La ringrazio davvero.

  14. Caro Sig. Francesco, la ringrazio per le sue garbate considerazioni. Anche io – pensi un pò – sono napoletano. Sono stato perciò accomunato da aragorn a chi appartiene ad un “razza” (?) perseguitata. Forse un pò è anche vero. Non sono tuttavia un fervente cristiano come, evidentemente lo è lei, da quel che dice. Ma non ritengo di aver commesso colpe solo perché ho scritto nostro signore con la minuscola (le faccio tuttavia notare che Dio e Socrate li ho scritti con la maiuscola). Al di là delle battute, caro sig.Francesco è proprio questo il problema. E’ questo l’atteggiamento che io volevo denunciare. Quello cioè di chi non si scandalizza di chi “commette” un peccato, ma di chi scrive dio con la minuscola. A lei e tutti gli altri ferventi cristiani, io agnostico peccatore, ho voluto ricordare proprio come nostro signore (accidenti l’ho riscritto con la minuscola!) aveva condannato tale atteggiamento. E sarebbe questa la superbia?
    Lei mi chiede quale rimedio propongo ” oltre all’osservanza della legalità?”.
    Nessuno. Perché basterebbe ciò che lei sottovaluta e biasima, “l’osservanza della legalità” (roba da fascisti, ça va sans dir) a risolvere il problema. E scusi se è poco.
    Cordialmente la saluto, permettendomi di consigliarle, con tutta la modestia possibile e senza per questo assolutamente voler salire in cattedra (glie l’ho detto ohe odio i “maestrini”) la lettura del “Critone” e della “Apologia di Socrate”, oltre al Vangelo che sicuramente conosce molto, ma molto meglio di me.
    Cordialmente

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