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Roma – presentato il film ‘Fortapàsc’

risi-fortapasc.jpgSi e’ svolto stamane alla Casa del Cinema di Roma l’incontro “Sfortunato quel giornalismo che ha bisogno di eroi” organizzato dall’Associazione Stampa romana e dall’Associazione Napoletana della Stampa e dedicato al tema del rapporto fra informazione e grande criminalita’. L’occasione e’ stata la presentazione in anteprima nazionale del film “Fortapàsc” di Marco Risi, sulla storia di Giancarlo Siani, giovane giornalista de Il Mattino assassinato dalla camorra a soli 26 anni.

Il film, che ripercorre gli ultimi 4 mesi della vita di Siani, ricostruisce il lavoro di un semplice ragazzo di Napoli che spinto dalla passione per la verità, iniziò ad indagare sui traffici illegali della camorra di Torre Annunziata, in quegli anni regno del boss Valentino Gionta. Sebbene la vicenda raccontata sia accaduta 23 cover-fortapasc.jpganni fa, “Fortapàsc” appare subito come un film di grande attualità. Sottolinea infatti Paolo Butturini, segretario dell’Associazione stampa romana, “In un momento difficile per la categoria fare fronte comune per la difesa della legalita’ significa anche far crescere una cultura dell’informazione come elemento strutturale di una democrazia, dicendo no a qualsiasi bavaglio, ma chiedendo anche a direttori e colleghi di far valere la propria autonomia come servizio ai cittadini”. La proiezione è stata seguita da un dibattito al quale hanno partecipato, oltre al regista Risi, il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, il giornalista Andrea Purgatori (sceneggiatore del film), i giornalisti Francesco La Licata e Alberto Spampinato, il presidente della Fnsi, Roberto Natale e Paolo Siani, fratello di Giancarlo. “Mio fratello non si sentiva un eroe – commenta Paolo Siani – si sentiva semplicemente un ‘giornalista-giornalista’ che svolgeva il suo mestiere nell’unico modo che conosceva: andando sul posto e parlando con la gente”.
(testo di CaLet,  fonte IrisPress.it)

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3 COMMENTI

  1. Sarà una delle poche ma valide occasioni per le quali il mio quadrupede di emule rimarrà al palo.
    Sono certo che serva più andare “materialmente” a vedere e presenziare con la propria fisicità questi “eventi-film” che vederli in salotto.
    Serve presenziare anzi meglio, essere presenti , non presenziare.
    Sarà che ho appena finito – come molti , mi auguro – di assistere all’intervento televisivo di Saviano.
    Trovo la situazione commovente e piena di rabbia impotente.
    Sarà che in campania ci lavoro spesso , e sò e vedo.
    Quello che non vedo arguisco e capisco.
    Un po’ come quando andavo in Sicilia ai tempi di Capaci.
    Vedi e conosci.
    Quello che non vedi , lo arguisci.
    Sempre impotente.
    Non l’ho visto ancora – ovviamente – il film ma comunque sia ben vengano queste pellicole che tengono accesi i riflettori sui posti più oscuri dell’Italia.

    Albanese , stasera in trasmissione , poteva comunque risparmiarsi una frase tanto stronza quanto falsa , che non ha fatto onore alla conduzione del programma.
    Non ha fatto il comico , ha fatto il coglione di parte.
    Sinistra.

  2. il film si chiama così perché il sindaco di Torre Annunziata, nelle settimane antecendi la morte di Siani, andava proclamando che la sua cittadina non era in mano ai clan camorristi, no, non era come Forte Apache, erano solo i giornali a dipingerla così.
    Da allora ad oggi non solo la Campania caro Aragon ma mezza Italia se non tutta è diventata Forte Apache, in ogni senso.
    Buona giornata.

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