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Una nota di sicurezza: al Gran Teatro di Tor di Quinto il concerto organizzato dalla Polizia di Stato

imgp2459.jpgil concerto del 26 marzo al Gran Teatro di Roma in viale Tor di Quinto servira’ per parlare ai giovani con il linguaggio che preferiscono: quello della musica, attraverso personaggi che fanno parte del loro mondo. Ancora una volta la Polizia di Stato cerca di avvicinarsi al mondo degli adolescenti per metterli in guardia sui pericoli dell’abuso di alcol e l’uso di sostanze stupefacenti che mettono a rischio la loro salute psico-fisica. 

Saranno più di 3.000 i ragazzi, provenienti dalle scuole di tutta Italia, che parteciperanno alla 4^ edizione di “Una nota di sicurezza”, l’iniziativa che vede la partecipazione di numerosi personaggi del mondo della musica e dello spettacolo, accompagnati dalla banda musicale della Polizia di Stato e presentata, come da consuetudine, da Paola Saluzzi. Sono giovani compresi tra i 14 e i 18 anni quelli che partecipano al pomeriggio musicale che, a partire dalle 17, scatenerà la loro voglia di divertirsi.

“il messaggio che vogliamo lanciare” dice Maurizio Masciopinto direttore dell’Ufficio relazioni esterne della Polizia di Stato, è: “sballatevi di note musicali, non di alcol e droga”. Perché la maggioranza dei decessi tra i giovani è determinato dall’abuso di queste sostanze che è anche la causa di moltissimi incidenti stradali ha spiegato Masciopinto nel corso della conferenza stampa.

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Tra i nomi di rilievo che prendono parte alla manifestazione c’è l’attore Raoul Bova che partecipa con entusiasmo in quanto dice: “io da adolescente ho sofferto e cercavo dei punti di riferimento; anche i giovani di oggi ne hanno pochi, non sanno dove andare e mi piacerebbe che potessero vedere il poliziotto come una persona a cui poter chiedere aiuto”. Per questo stesso motivo l’attore ha girato un film, “Sbirri”, che andrà in onda tra qualche giorno e che è dedicato al mondo della droga e dello spaccio. Per girarlo Bova, nei panni di un giornalista, si è infiltrato nella malavita insieme ai poliziotti veri, vivendo “un’esperienza molto importante”. (fonte PoliziadiStato.it)

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