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XX Municipio: approvato l’OdG per un cimitero riservato ai bambini non nati

tombadibambino.jpgAnticipato da VignaClaraBlog del 7 Marzo, e’ stato approvato nel Consiglio di lunedi’ 9 l’Ordine del Giorno presentato dal consigliere Marco Petrelli (PdL) col quale si chiede al Campidoglio di riservare, nei cimiteri del XX Municipio, un’area ad hoc per la sepoltura dei bambini non nati, cioe’ degli embrioni o dei feti conseguenti ad interruzioni di gravidanza.  Il documento e’ stato approvato con il voto a favore di 11 consiglieri PdL mentre 3 PD hanno votato contro e 2 (PD e La Destra) si sono astenuti. Nello stesso si invita il Sindaco Alemanno a redigere un apposito regolamento per la sepoltura dei bambini non nati, di istituire presso i cimiteri presenti a Roma Nord aree apposite per ospitarli e di coinvolgere le associazioni di volontariato che possano farsi carico degli aspetti pratici e organizzativi.

Gia’ al momento dell’anticipazione sulle nostre pagine della proposta si era aperto un vivace dibattito fra i lettori e non erano mancate le polemiche da parte di esponenti politici locali.
 “Credo che il vero obiettivo dell’OdG sia soltanto quello di generare e ampliare il senso di colpa delle donne che per varie ragioni e con sofferenza scelgono di non avere un figlio. Un atto rozzo e offensivo che incontrera’ la nostra opposizione” aveva scritto, commentando il nostro articolo, Marco Tolli, consigliere PD del XX Municipio, al quale Giorgio Mori, consigliere PdL, cosi’ rispondeva : “Il problema e’ semplice. Esiste un diritto alla sepoltura? Ebbene la risposta, a mio parere, dovrebbe essere affermativa….a parte la volonta’ di creare un clima da barricate, qui non si puo’ semplificare dicendo  che il vero obiettivo e’ soltanto quello di generare e ampliare il senso di colpa delle donne…non stiamo parlando di aborto e neppure di diritto alla vita: ritengo solo si debba riconoscere quanto meno una dignita’ ad una piccola creatura“.

Polemiche reiterate oggi con le dichiarazioni di Alessandro Sterpa, capogruppo PD del XX Municipio. “La decisione della maggioranza e’ davvero preoccupante nei termini e modi nei quali e’ stata proposta. Non si puo’ colpevolizzare la donna che decide di interrompere o che e’ costretta ad interrompere la gravidanza nei modi e nei casi previsti dalla legge – ha detto Sterpa – Il XX Municipio continua a dare un triste e macabro spettacolo di non governo. Mentre Roma nord e’ stritolata dal taglio dei fondi per la manutenzione delle strade e per i servizi sociali operati da Alemanno, il centrodestra presenta ed approva atti di disgustosa propaganda su temi delicati che non competono alle istituzioni locali“.

Ma VignaClaraBlog è voluto andare alla fonte.
L’iniziativa di cui al discusso Ordine del Giorno e’ promossa dal CAV, Centro di Aiuto alla Vita di Roma, che quest’anno festeggia il suo decimo anniversario e che proprio nel XX Municipio ha tenuto a battesimo uno sportello di ascolto, a supporto delle donne in difficolta’ per una gravidanza indesiderata o problematica, attivo presso la sede municipale di Via Sabotino 4 dal martedi’ al giovedi’ dalle 10 alle 12. Sportello varato un anno fa dall’allora presidente del Municipio Massimiliano Fasoli, come documentato nel nostro articolo del 6.2.2008
Abbiamo quindi raggiunto Giorgio Gibertini, Presidente del CAV di Roma, chiedendogli come pensa possa essere messo in pratica quanto chiesto dall’Ordine del Giorno. “In caso di aborto, sia spontaneo che volontario, gli ospedali avranno l’obbligo di spiegare ai genitori che possono chiedere la sepoltura e celebrare il funerale. Se i genitori non lo vorranno, l’embrione sara’ comunque sepolto in aree dei cimiteri dedicate. Il trattamento cavdisumano riservato ai feti abortiti non puo’ essere tollerato dalla coscienza dei cristiani ne’ da chi abbia un minimo di sensibilita’ e di umana pieta’.Chiedo quindi al Sindaco – ha concluso – di intervenire per mettere in atto quanto approvato dal XX Municipio grazie all’impegno del consigliere Marco Petrelli“. Per Mario Masi, capo Ufficio Stampa del CAV “si tratterebbe di una norma storica per Roma, sacrosanta in nome del diritto naturale, nel momento che si chiedono i cimiteri anche per i cani. Questi bambini non nati sono ora considerati ‘rifiuti speciali’, vengono eliminati insieme ai rifiuti speciali ospedalieri. Sono molte le donne – ci informa Masi – che ci sostengono nella nostra iniziativa. Davanti alla morte tutti dovremmo trovarci uniti e dobbiamo dare la possibilita’ a chi vuole di portare a questi bambini un piccolo fiore!”

L’Ordine del Giorno, da qualunque punto di vista lo si guardi, ha fatto comunque scalpore e sembra che sara’ replicato in altri Municipi di Roma: le prime notizie dicono che un analogo documento e’ gia’ pronto nel XIX Municipio.  (Red.)

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7 COMMENTI

  1. Siamo di fronte all’ennesimo, e non sarà l’ultimo, ltentativo di lesione del diritto individuale di scelta:la normativa attuale, il Regolamento cimiteriale del 1990, consente, ma non impone, la sepoltura dei feti. Chi lo desiderava in passato e chi lo desidererà in futuro può comunque provvedere alla sepoltura, accompagnata o meno da riti religiosi. Quello che invece propone l’iniziativa, è di imporre la sepoltura anche contro la volontà della madre. E questo non solo non è accettabile, ma disumano, si dà priorità alle strumentalizzazioni e si dimostra di non comprendere le ragioni di una donna che sta soffrendo, (vogliamo dire che un cattolico dovrebbe avere un pò di carità cristiana?); e, badate, la questione riguarda anche gli aborti spontanei.

  2. Rosanna,
    queste affermazioni partono da un unico punto di partenza che Lei ritiene intoccabile.
    La vita del feto di 20 mesi non è vita e dunque non ha nessun diritto.
    Si tratterebbe solo di materiale biologico che ricade nella sfera soggettiva del diritto della donna.
    Questa visione non è quella dei proponenti.
    Ho letto un pezzo di articolo con dichiarazioni di Giovanna Tomassini (PD) in cui si ricorda che comunque esiste la possibilità di fare un funerale per il feto.
    Guardate che stiamo parlando di cose serie che debbono essere affrontate con serietà e valutandone tutti gli aspetti etici e di diritto.
    Io riconosco al feto di venti mesi il diritto alla sepoltura.
    Non metto in discussione (seppur a malincuore…) il diritto principale della donna su quello a venire in essere da parte del feto.
    Dopo l’aborto (spontaneo o no) non esiste un diritto di NESSUNO che possa sovrastare quello ad essere seppellito da parte del bimbo.

    Ora torniamo a occuparci delle buche per la strada, non vorremmo che pensaste che perdiamo troppo del nostro tempo in cose di poco valore…

    G.Mori
    Cons XX. Municipio (PDL)

  3. Ciao a tutti,
    abbiamo deciso di scrivere questa breve nota in merito ad alcuni articoli, inerenti l’ordine del giorno del XX Municipio sull’istituzione di un cimitero dei bambini non nati nel nostro territorio, apparsi sui quotidiani Il Messagero, Corriere della Sera, Repubblica, L’Unità ed Il Tempo nella giornata di ieri.

    Tale ordine del giorno, presentato dalla maggioranza di centrodestra, chiedeva al Sindaco di Roma di redigere un regolamento per la sepoltura dei bambini non nati, di istituire apposita area finalizzata a ciò presso i cimiteri del XX Municipio e di coinvolgere associazioni di volontariato nello svolgimento delle pratiche riguardanti la sepoltura.

    La votazione ha visto il PD votare in modo difforme: 3 contrari e 2 astenuti, Francesco Scoppola ed Alessandro Cozza.

    Le ragioni che ci hanno portato all’astensione sono state le seguenti:

    · il DPR n. 285 del 10 – 9- 1990 all’art 7 già prevede la possibilità che “Per la sepoltura dei prodotti abortivi di presunta età di gestazione dalle 20 alle 28 settimane complete e dei feti che abbiano presumibilmente compiuto 28 settimane di età intrauterina e che all’ufficiale di Stato Civile non siano stati dichiarati come nati morti, i permessi di trasporto e di seppellimento sono rilasciati dall’Unità Sanitaria Locale.
    A richiesta dei genitori, nel cimitero possono essere raccolti con la stessa procedura anche prodotti del concepimento di presunta età inferiore alle 20 settimane”

    · Tale odg chiedeva di redigere un regolamento per consentire, a chi avesse intenzione di seguire la disposizione normativa, di farlo in un quadro più chiaro e regolamentato

    · L’individuazione di aree apposite nei cimiteri era un gesto che voleva venire incontro a chi volesse fruire di questa facoltà e non potesse disporre di tombe di famiglia o altri propri spazi

    · Abbiamo presentato un emendamento per sopprimere la parte relativa al coinvolgimento di associazioni perché ritenevamo questo passaggio fortemente contraddittorio e volevamo che il tutto si svolgesse in un’ottica pubblica e non favorendo associazioni/movimenti fortemente connotati. L’emendamento è stato bocciato.

    La nostra idea era quella di garantire un quadro più chiaro alla normazione già esistente, nel rispetto di chi considera il feto una forma di vita e ad esso vuole dare adeguata sepoltura.

    L’astensione riguarda il carattere di forte strumentalità che riveste l’intera vicenda, lo sapevamo e abbiamo compreso quanto dietro questa vicenda non ci fosse uno spirito di propositività politica, ma solo voglia di apparire.

    Per questo ci siamo astenuti, cercando di valutare l’atto nella sua oggettività e nelle sue premesse ed evitando di colorarlo politicamente.

    Sperando di aver chiarito le nostre posizioni ed essendo disponibili per ulteriori chiarimenti vi salutiamo.

    FRANCESCO SCOPPOLA e ALESSANDRO COZZA

    Gruppo PD

  4. @ Francesco Scoppola
    Lei ha detto bene. Una legge già esiste. Qui si tratta di strumentalizzazione e di poco rispetto di chi vuole imporre la propria volontà a chi non la pensa come loro. E che a sentire in giro sono parecchi. Chi ha visuuto una esperienza così traumatica ha volglia di sceglire secondo propria coscienza e non di sentirsi imporre la volontà degli altri.

  5. Complimenti ai Consiglieri Scoppola e Cozza per aver chiarito con dovizia di particolari il loro comportamento in Aula. Non è da tutti… anche perché molti colleghi (a tutti i livelli) non hanno molto da dire ai cittadini… Se posso permettermi, non condivido però l’astensione. Nel senso che, una volta bocciato il vostro emendamento che tentava di eliminare un passaggio fortemente contraddittorio, e una volta chiarito che si trattava solo di strumentalizzazione, di sciacallaggio politico e voglia di apparire… perché astenersi? A quel punto l’atto quale oggettività poteva più avere? E perché evitare di colorarlo politicamente? Voi state facendo politica… e in uno schieramento che (credo) dovrebbe fare della libertà (scusate se la parola purtroppo è stata abusata, violentata da qualche anno…) la propria bandiera. E qui si tratta di libertà di scelta, su vicende molto serie come dice il Cons. Mori… che però forse involontariamente appare il meno serio di tutti gli intervenuti sul tema. Parla di feti di venti mesi (per ben due volte… è proprio convinto!), confonde feti con bimbi, accetta a malincuore (!) i diritti delle donne… ma come si fa? Consigliere, ma secondo lei questa è serietà? Su un tema così delicato! Se, come lei dice, voi proponenti avete una visione molto sacra e spirituale della vita per cui ai (vostri) feti intendete dare degna sepoltura, io credo che non ci sia nessuno al mondo che si possa e debba mettere di traverso per impedirvelo. E’ un vostro sacrosanto diritto e nessuno ve lo potrà mai negare. Cosa diversa è obbligare gli altri a fare altrettanto. Questo è inaccettabile! Come sono inaccettabili le parole, riportate nell’articolo, pronunciate da tale Giorgio Gibertini presidente di questo Cav di Roma “…gli ospedali avranno l’obbligo di spiegare ai genitori che possono chiedere la sepoltura e celebrare il funerale. Se i genitori non lo vorranno, l’embrione sara’ comunque sepolto …” Sono parole agghiaccianti, piene prevaricazione, arroganza e senza un briciolo di umanità. Questa sarebbe l’essenza del Cristianesimo secondo questo signore? E in quali sacre scritture sarebbe riportato tutto ciò? E se anche si trovasse un versetto dedicato alla sepoltura dei feti, che si lasci ai cristiani osservanti la possibilità di ottemperare ai loro obblighi religiosi! Costringere gli altri a fare ciò che non sono intenzionati a fare, è un atteggiamento da talebani integralisti. E questo signore non deve permettersi di parlare a nome di “chi abbia un minimo di sensibilita’ e di umana pietà”, perché nessuno gli ha consegnato un mandato e perché è lui il primo a dimostrare di non possedere quei requisiti.
    Io credo che su queste vicende noi uomini (nel senso di maschi) dovremmo fare un passo indietro. Partecipare e dire la nostra sì, ma la decisione dovrebbe essere lasciata nelle mani delle donne, anzi di ogni singola donna che è portata dalla vita a vivere questa sventura, questo dramma. Sono sfere troppo intime, troppo legate alla sensibilità e alla dignità dell’essere umano che le vive per poter essere definite in scelte obbligate, dettate dall’integralismo cieco e stolto del signor Gilbertini!
    Se dovesse mai capitarmi una triste vicenda di questo tipo, cercherei di stare vicino alla mia donna, condividendone per quanto possibile il dramma e supportandola nelle SUE scelte. Questo è comportarsi da uomini, Consigliere Mori. Obbligare a una scelta non condivisa è una roba da vigliacchi!
    Saluti

  6. Caro Paolo,
    Sulla storia dei venti mesi, lei è il secondo che la cita. Evidenziare un errore materiale palese supporta l’idea di assenza di argomenti concreti…
    Forse non lo avrà compreso bene, ma io non sono un proponente.
    Semplicemente, come faccio nelle vita solitamente, cerco di valutare con oggettività, vale a dire non cerco di farmi condizionare dall’identità del proponente, altrimenti, mi creda, avrei potuto comportarmi in modo molto diverso…
    Questo è l’unico appunto che faccio a Cozza e Scoppola quando affermano:
    “L’astensione riguarda il carattere di forte strumentalità che riveste l’intera vicenda, lo sapevamo e abbiamo compreso quanto dietro questa vicenda non ci fosse uno spirito di propositività politica, ma solo voglia di apparire.”
    La cosa migliore sarebbe votare per i contenuti, cercando di prescindere dall’identità proponente.
    Non è una critica verso i due esponenti del PD che stimo e di cui peraltro riconosco competenza e serietà.
    Preciso. Accetto a malincuore un diritto che comporta la negazione di una vita. Nella comparazione dei diritti, capita di dover scegliere quello che comporta il male minore. E la negazione di una vita è un male secondo me. Però riconosco il diritto all’aborto da parte della donna. Così forse sono stato più chiaro!
    Vado infine a dare l’ultima mia interpretazione su questa vicenda che non mi vede protagonista, ma solo interessato cittadino che però, a differenza di altri, ha potuto votare in aula liberamente senza preconcetti e seguendo i propri fondamenti etici e di diritto.
    Tralascerò le aride argomentazioni normative (cioè di legge e DPR) e cercherò di ragionare su base giuridica ed etica.
    Provo un’analogia.
    Viene rinvenuto un cadavere di un uomo. Magari un povero clandestino di un lontano paese che cercava in Italia un futuro migliore.
    Ha diritto ad essere seppellito anche se la sua identità dovesse rimanere sconosciuta per sempre? Lasciamo stare i riferimenti normativi, lo ripeto.
    La risposta, a mio parere, dovrebbe essere affermativa.
    Non penso che sarebbe opportuno gettarlo nel cassonetto…
    Gli si dovrebbe riconoscere una dignità umana che ne imporrebbe l’inumazione come per tutti i cittadini del nostro paese. Fin qui ci siamo?
    Il feto (di età inferiore alle venti SETTIMANE…) che alcuni di noi considerano, in modo bigotto e confessionale, come “una forma di vita”, dopo essere stato separato dal corpo della madre, assume forma identitaria seppur rimanendo privo di un nome.
    La scelta della donna sul futuro della creatura è finita qui. Il suo futuro non appartiene alla sfera della donna. Ha capito ora cosa sto dicendo?
    Non obbligo la donna ad una scelta, perchè per me non ce l’ha la scelta.
    Riconoscergliela per me è integralismo, questo si.
    La scelta ce l’avrebbe se io considerassi quel feto meramente come un materiale biologico, come forse fa Lei, ma io non lo faccio.
    Quel feto (potenziale bimbo, vita mancata o come lo vogliamo definire…) si trova nella stessa condizione giuridica del povero sconosciuto di cui prima parlavo.
    Parlare poi di cerimonia funebre indistintamente con la sepoltura significa non avere le idee chiare. Non c’entra nulla il Cristianesimo.
    La cerimonia implica un rito che necessita un carattere religioso.
    L’inumazione invece, seppur tipica di alcune culture, contrapponendosi all’incinerazione, rappresenta una forma di dignitoso reingresso nel circuito della natura che si differenzia dall’essere gettato nel cassonetto AMA. Mi pare…
    Io non so se mai ci confronteremo dialetticamente di persona, ma, mi creda, non è nel mio bagaglio politico e personale la “roba da vigliacchi”.
    G.Mori

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