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XX Municipio – all’Ordine del Giorno un cimitero per i bambini non nati

cav.jpgAll’Ordine del Giorno della seduta di Consiglio del XX Municipio di lunedi’ 9 marzo l’iniziativa promossa dal Centro di Aiuto alla Vita di Roma, che quest’anno festeggia il suo decimo anniversario, per costruire un cimitero ai bambini non nati. Con la proposta, presentata dal consigliere PdL Marco Petrelli, si intende chiedere al Sindaco di Roma di redigere un regolamento e di istituire presso i cimiteri del Municipio XX apposite aree per la sepoltura dei bambini non nati.
Secondo il dott. Giorgio Gibertini, neo Presidente del Centro Aiuto alla Vita di Roma “e’ un atto dovuto verso i concittadini romani che non hanno la possibilita’ di nascere o peggio ancora, come hanno gia’ insegnato i fatti dell’Umberto I, vengono abbandonati in stanza di ospedali come materiale didattico”.
Per il consigliere Marco Petrelli “oltre ad essere un atto dovuto, rappresenta un atto e un passo importante per ribadire il diritto alla vita fin dal concepimento” (Red.)

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9 COMMENTI

  1. Non sarebbe meglio spendere i soldi per i bambini invece nati e magari in stato di difficoltà ?
    Sono concettualmente contrario all’aborto ma questa mi sembra una proposta decisamente fuori luogo.

  2. Bella questa proposta.

    Un grazie al grande impegno e alla passione dle Centro di Aiuto alla Vita e auguri per il suo primo decennale.

    Angela

  3. Si, proprio bella ! Ed una volta fatto questo cimitero per bambini non nati, cosa scriveremo sulle lapidi ? serve un nome. E allora bisogna che il Comune istituisca l’anagrafe dei non nati, dove i genitori andrano a registrare la non nascita. E nello stato di famiglia cosa risulterà ? X capo famiglia, Y coniuge, Z figlio non nato il….
    Dal serio al faceto: una nobile iniziativa ma molto velleitaria.
    Se il Centro di Aiuto alla Vita spendesse le proprie energie ed il proprio denaro per aiutare i bambini nati che si trovano in stato di difficoltà farebbe una gran bella cosa, concreta e non fumosa.
    Gibertini, Petrelli, ci vogliamo ripensare ?

  4. Dove andremo a finire…
    Pensiamo ai vivi e bisognosi piuttosto.
    Non sarà mica la solita riproposizione dell’untosa genuflessione davanti al prelato di turno, tanto per raccattare quattro voti in più alle prossime elezioni?
    Idea macabra e ipocrita.
    E allora un monumento ai milioni di donne morte perché qualcuno non le ha fatte abortire? Non erano queste Vite che andavano Aiutate? O forse valevano meno della vita di un cromosoma Y?

  5. Credo che il vero obbiettivo sia soltato quello di generare e ampliare il senso di colpa delle donne che per varie ragioni e con sofferenza scelgono di non avere un figlio. Un atto rozzo e offensivo che incontrerà la nostra opposizione.

    Marco TOLLI

  6. Non a caso la proposta nasce ed è appoggiata da uomini.
    Solo le donne, tutte, anche quelle che nella vita non hanno vissuto direttamente o attraverso altre donne, il dramma dell’aborto spontaneo o procurato, possono capire cosa significhi rispondere alla domanda che viene fatta dopo un aborto sul destino di quei piccoli resti.
    Lasciamo che ciascuna sia libera di decidere a livello personale, senza colpevolizzare le donne che non desiderano una piccola tomba, e non creiamo altri luoghi dove persone frastornate porteranno fiori invece di bottiglie d’acqua e pane.

  7. Ieri non avevo avuto il tempo di analizzare questo testo.
    L’ho fatto stamattina, prima di votarlo, con qualche perplessità, in modo favorevole.
    Il problema è semplice.
    Esiste un diritto alla sepoltura?
    Ebbene la risposta, a mio parere, dovrebbe essere affermativa.
    Già la Regione Lombardia aveva stabilito che seppur “i feti al di sotto dei 5 mesi siano equiparati a rifiuti ospedalieri specili, in caso di interruzione della gravidanza entro le 20 settimane, questi hanno diritto alla sepoltura”.
    A parte la volontà di creare un clima da barricate, qui non si può semplificare dicendo “il vero obiettivo è soltanto quello di generare e ampliare il senso di colpa delle donne”.
    Non stiamo parlando di aborto. E neppure di “diritto alla vita”.
    Superato il problema del decesso (se mi consentite il termine…) ritengo si debba riconoscere quanto meno una dignità alla piccola creatura.
    Il diritto romano diceva “Nasciturus pro iam nato habetur… (D.1.5.7)” e questo valeva per i diritti economici, ma ci fa capire che i nostri padri avevano idee chiare sul problema dei “diritti del nascituro”.
    Pasquino, non è possibile pensare di riconoscere un diritto ad un essere solo se questo ha un nome. Sarebbe un pericoloso passaggio logico, questo.
    A coloro che si oppongono dicendo che questi soldi potrebbero essere investiti in altro modo, rispondo che ce ne sono tantissimi di modi, ma questo non può divenire l’alibi ogni volta per tentare di impedire un’iniziativa che ha comunque una certa fondatezza.
    Concordo invece sulla rozzezza dello strumento istituzionale. Doveva essere una risoluzione concordata, meglio analizzata e discussa insieme alle opposizioni.
    Ma nemmeno ci si può dire che il Municipio non ha il diritto di esprimersi in materia, dal momento che, come ho osservato in dichiarazione di voto, l’ODG era destinato a Regione, ASL e AMA per competenze in materia di Regolamenti di Polizia Mortuaria ex DPR 285/90.
    Prevengo qualche inutile discussione: io non sono credente.

    G.Mori
    Cons. XX Municipio – PDL –

  8. Cons.Mori, è ovvio che un diritto non può essere riconosciuto solo a chi ha nome, stavo solo disegnando uno scenario di possibili complicanze legate al fatto che per seppellire un essere un nome deve pur averlo. Ed i soldi che andrebero meglio spesi in questo caso sono quelli del Centro Aiuto alla Vita al quale vorrei chiedere: cosa fa in concreto per aiutare la vita dei bambini nati ?

  9. Caro Pasquino il Cnetro di aiuto alla vita fa parte del Movimento per la vita che per aiutare bambini e neomamme fa molto da decenni.
    Accenno alla creazione della “ruota” per i neonati al Policlinico Casilino dove le mamme possono lasciare in anonimato un figlio nato che non desiderano invece di abbandonarlo per strada o in cassonetto della spazzatura. ìOoppure il Progetto Gemma con cu iadotta una mamma incinta in italia durante la gravidneza e il bimbo per i primi mesi dopo la nascita sostenendone le spese:molte donne,sopratutto straniere, infatti, decidono di abortire per le difficoltà economiche in cu ivivono e grazie a questo aiuto tengono il figlio.

    Qui puoi trovare un bilancio, l’ultimo disponibile, del 2007 dei Centri per la Vita:

    http://www.mpv.org/mpv/allegati/445/Dossier%202007-Testo%20per%20sito%20MpV.pdf

    Io poi non sottovaluterei il dramma di una donna che, magari dopo tanti tentativi falliti di rimanere incinta, ci riesce ma perde il bambino dopo poco tempo dal concepimento. Penso sia meglio sapere che quel figlio morto è trattato come un essere umano con la dignità di una persona e non è gettatto via come una cosa.

    In un tempo,poi, in cui si rivendica la libertà assoluta di tutto, in particolare sui temi della vita e della morte, perchè non riconoscere alle mamme che lo desiderano anche questo diritto?

    Emanuela

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