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Comune di Roma – approvata la delibera, Vigili Urbani con la pistola

vigiliAl termine di una lunga seduta durata oltre nove ore questa notte il Consiglio del Comune di Roma ha approvato il “Regolamento dell’armamento degli appartenenti al Corpo di Polizia”. Con 29 voti a favore, 4 contrari e 9 astenuti i Vigili Urbani capitolini saranno di nuovo armati dopo che nel 1978 l’allora sindaco Giulio Carlo Argan ne dispose il disarmo.

Il Sindaco Alemanno, commentando l’evento, ha dichiarato che  “nell’utilizzo della Polizia municipale non cambia nulla. Le funzioni rimangono le stesse ma ora la nostra polizia sarà più in grado di difendersi, di essere rispettata e di essere autonoma rispetto agli altri corpi di polizia. Questo è importante perché sempre più spesso i nostri vigili intervengono in contesti molto difficili”. Subito dopo l’Assessore capitolino al Personale, Enrico Cavallari, ha spiegato che comunque l’armamento non sarà obbligatorio essendo previsto il caso di obiezione di coscienza.

Ma quali sono in sintesi le novità del Regolamento?
– Entro i due mesi successivi all’ufficializzazione del Regolamento, tutti i componenti del Corpo di Polizia Municipale dovranno accettare, o rifiutare, formalmente l’equipaggiamento.
– Coloro i quali non avranno esercitato il diritto all’obiezione di coscienza parteciperanno ad un apposito corso di teoria e pratica sull’uso delle armi al termine del quale chi l’avrà superato sarà eleggibile alla dotazione di una pistola semiautomatica, di spray urticante e di un manganello. L’arma sarà poi assegnata dopo la verifica di specifici requisiti psico-fisici da parte delle strutture mediche della Polizia di Stato
– L’arma non dovrà mai essere abbandonata ed al termine del turno dovrà essere custodita nel proprio domicilio, con le stesse regole di chi detiene un porto d’armi. Solo in caso di ferie o di prolungata assenza dal servizio essa potrà essere restituita al proprio Comando.

L’Assessore Cavallari ha inoltre precisato che, come previsto dalla delibera adottata questa notte, “l’armamento è atto e proporzionale alle esigenze di difesa personale, in relazione ai servizi prestati”, cioè  ogni vigile urbano dovrà decidere se e quando usare l’arma in funzione del servizio prestato e della situazione contingente.

Voci difformi negli ambienti sindacali.  L’ARVU (Associazione romana vigili urbani) ricorrerà al TAR contro la delibera adottata questa notte. Motivo?  “i vigili urbani potranno difendersi da atti criminosi ma non potranno difendere i cittadini in quanto l’arma viene data per la sola difesa personale”. L’RdB-CuB vvuu-logo.jpg(rappresentanza sindacale di base) proporrà  ai Vigili di rinunciare all’uso dell’arma come segnale di contrasto alle scelte politiche dell’amministrazione capitolina. “Armare i vigili riporta la nostra città indietro di trent’anni  – dichiara l’RdB – e significa mettere in piedi l’esercito personale del sindaco ignorando del tutto il ruolo e la funzione di collante sociale svolta fino ad ora dal vigile urbano. La storia di questa città insegna che Roma è una città aperta che necessita di essere vigilata e non armata”. il Sulpm si dice invece favorevole al provvedimento. Ricorda il segretario romano Marco Milani «questo provvedimento soddisfa almeno i quattro quinti del corpo della Polizia municipale».

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6 COMMENTI

  1. Beh , considera il fatto positivo :
    se in una mano impugnano il manganello e nell’altra la pistola , il blocco delle multe dove se lo mettono ?
    io una mezza idea l’avrei ma sarei più propenso a dire che lo dovrebbero tenere riposto .
    E mica è poco.

  2. Chi sa se faranno anche dei test prima di darli la pistola?
    Una cosa è certa, tutto questo avrà un costo notevole.
    In XX municipio già si dice che assumerrano altri vigili……….e via alle multe ….e tante, per rientrare delle spese.
    Ma queste persone che propongono sane idee, provano a guardarsi allo specchio???????????

  3. è una decisione molto importante. spero sia previsto il test psicologico, personalmente conosco uno di loro a cui non darei in mano nemmeno il gambo di un fiore.. non si danno le armi in modo così leggero.

  4. In tutti i paesi del mondo le polizie sono armate, anche quella inglese che tradizione voleva disarmata, ha equipaggiato i propri agenti con armi da fuoco e spray antiagressione. I Vigili Urbani, che non si limitano a dirigere il traffico e a fare multe, assolvono alle medesime funzioni di un agente di polizia. In materia di armi, in Italia, esistono leggi che sono tra le più restrittive al mondo. Non si capisce perchè solo nel nostro paese ci si scandalizza tanto per una decisione che appare del tutto corretta e che oltre a garantire la sicurezza individuale del vigile aumenta la sua capacità di intervento.
    Semmai è da giudicare infelice la decisione dell’ obiezione di coscienza: se un vigile dovesse essere presente mentre si commette un reato (mettiamo il caso di una rapina o uno stupro) come si dovrebbe comportare? Magari brandendo il gambo di un fiore!

  5. Beh, in realtà quando un vigile urbano assolve alle funzioni di un agente di polizia è già previsto che porti un’arma, anche senza licenza (v artt. 3 e 5 della Legge 7 marzo 1986, n. 65).
    Se poi è vero quanto afferma l’ARVU (come si legge nell’articolo), ossia che i vigili non possono intervenire con le armi a difesa dei cittadini, la portata di questo provvedimento si ridurrebbe a un mero aumento della sicurezza personale del singolo vigile.
    Ed è questo che andrebbe messo sul piatto della bilancia, in contrapposizione al fatto che le migliaia di persone che verrebbero dotate di un arma da fuoco, non sono state selezionate, né formate, in base a criteri specifici idonei, come invece avviene per le forze di Pubblica Sicurezza.

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