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XX Municipio – L’Italia dei Valori, dov’è ?

questionmark3.jpgContinua il nostro viaggio all’interno dello schieramento politico d’opposizione nel XX Municipio. Oggi incontriamo Giuliano Pandolfi, capogruppo dell’Italia dei Valori. 27 anni, impegnato nel volontariato, nel sociale e nell’associazionismo, è stato eletto ad Aprile 2008 con 3.145 voti (4%). Da sempre residente in questo territorio, è uno dei diversi giovani che, attratti dalla politica, si sono affacciati per la prima volta al Consiglio Municipale. Anche a Giuliano Pandolfi abbiamo rivolto sei domande un tantino provocatorie.

Pandolfi, cosa l’ha spinta a scendere in politica ? Come se la immaginava la vita di un consigliere municipale e come è veramente ? Sono uno di quei giovani cresciuti come dice la mia biografia, a pane,oratorio e volontariato sociale. Di fatto però, faccio attività politica dall’età di diciassette anni. A spingermi a candidarmi è stata la volontà di dare un contributo per il miglioramento del mio quartiere. Credo di poterlo fare portando i miei valori, quelli con i quali sono cresciuto cioè la lealtà, il rispetto per gli altri e la solidarietà per i più deboli.Penso di esserne portare sano…di valori mi riferisco..Per quanto riguarda la vita da Consigliere, devo dire che è entusiasmante e impegnativa allo stesso tempo: ti permette di conoscere tante realtà e tante problematiche. Più o meno è come me l’aspettavo.

L’arrivo dell’IDV nel XX Municipio lasciava presagire un’opposizione rumorosa e battagliera, alla Di Pietro. Lei invece ha scelto uno stile soft e distaccato, nei Consigli è silenzioso e riservato. Timidezza o strategia ? pandolfi1.jpgAntonio Di Pietro fa un’opposizione forte e rumorosa perché ovviamente si trova a che fare con problemi un po diversi da quelli del Municipio: le leggi ad personam, il Lodo Alfano, il conflitto d’interesse…Al contrario il Municipio è l’Ente di prossimità per eccellenza, l’avamposto dell’amministrazione capitolina dove i cittadini si rivolgono per qualsiasi problema. Qui   deve essere meno populista e più responsabile, concentrata ai problemi reali della gente e sempre, questo si, attenta a controllare l’azione della maggioranza.Il sottoscritto che non viene da nessuna delle vecchie famiglie politiche che hanno dominato la Prima Repubblica, preferisce un’opposizione che sia tale perché critica il merito e il metodo delle cose, ad un’opposizione ideologica. Insomma, l’opposizione di Giuliano Pandolfi ci “azzecca” poco con quella di Antonio Di Pietro. Non penso ci sia bisogno di sbraitare per ritagliarsi un momento di gloria, visto che alla fine del mandato gli elettori decideranno sulla base dei fatti. E poi scusi la franchezza, ma i comunicati stampa, i blog e i siti internet sono mezzi importanti ma di nicchia, che non arrivano per esempio nelle case degli anziani: a questi interessano di più l’illuminazione delle vie, le fogne, le strade pulite e un’amministrazione efficiente. Per questo possiamo fare molto.

3.145 voti non sono pochi. Su 17 liste presentate al XX Municipio, la sua è stata la quarta in termini di risultati. Cos’è che secondo lei, in un elettorato tradizionalmente di centro-destra, ha convinto 3.145 elettori a votare IdV e come pensa di mantenere gli impegni presi ?  Dalle persone incontrate in campagna elettorale, ho avuto modi di riscontrare che si riconoscano nella politica dell’Italia dei Valori diversi elettori delusi dal centro-destra: parallelamente, anche molti ex elettori della sinistra estrema  hanno optato per noi in questa tornata elettorale. Fa bene il Presidente Di Pietro a ricordare che l’Italia dei Valori non è un Partito che si fonda sull’ideologia o sulla tradizione politica, ma piuttosto sui valori. Inoltre alcuni elettori che nelle scorse elezioni votavano per l’Ulivo (ora PD), mi hanno confessato di preferire  il nostro Partito per la maggiore concretezza. E’ il momento di azioni politiche serie e decise, ci vogliono meno “ma anche” e più fatti. D’altronde se il centro sinistra ha perduto la città di Roma ed è stata travolta nel Municipio XX, i colpevoli avranno pure un nome e cognome. Lei non crede?

Il giorno in cui s’è dibattuto in Consiglio il Piano Regolatore Sociale, l’atto più importante della Consiliatura, lei era assente per un impegno di partito, così abbiamo letto nel suo blog. Non le pare che l’aver privilegiato il partito anziché i bisogni della comunità legittimi il titolo “nel XX Municipio l’Italia dei Valori dov’è” col quale pubblicheremo questa intervista ?  Intanto io credo nella libera informazione, perciò siete legittimati a pubblicare l’intervista dandogli il nome che meglio credete. Noi abbiamo avanzato alcune richieste a Giacomini che sono state accolte: reintroduzione dei fondi per i centri ricreativi estivi e aumento delle risorse per i centri anziani ad esempio. A questo punto il Piano regolatore sociale che è uscito dai vari colloqui, era secondo me un buon piano, così ho deciso di votarlo. Al contrario, l’opposizione al PRS da parte di altri, credo che sia stata fatta per dare una prova di forza alla maggioranza. Voglio ricordare comunque che ai bisogni della comunità si provvede incontrando i cittadini per la strada, nei bar, nei circoli etc e soprattutto partecipando seriamente ai lavori delle Commissioni consigliari.

pandolfi2.jpgLo strappo Veltroni-Di Pietro a livello nazionale comporterà uno strappo Sterpa-Pandolfi in consiglio municipale ? Uno strappo no  perché mi lega una grande stima per il Consigliere Sterpa, ma voglio ricordare che l’Italia dei Valori rappresenta un’opposizione distinta dal Partito Democratico non da oggi.

Nella carta dei valori del suo partito la trasparenza degli atti e dei comportamenti della pubblica amministrazione è nei primi posti. Cavalcherà anche lei questa tigre nel XX Municipio per far si che la Risoluzione 11 del 2004, mai attuata, diventi realtà ? Non mi piace il termine cavalcare perché lo vedo un sinonimo di “strumentalizzare”: comunque quando le parlavo di privilegiare le cose concrete alle azioni demagogiche e strumentali, mi riferivo proprio a questo.

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