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Foro Italico – parla il ragazzo accoltellato il 20 Settembre allo Stadio Olimpico

accoltellato.jpgProbabilmente non faro più trasferte“. Esordisce così, nell’intervista in esclusiva che ha concesso a RealSports.it  Claudio, il ragazzo ventiseienne accoltellato da un’ultras romanista, poi arrestato, sabato 20 settembre a Roma al Foro Italico, nei pressi dell’Olimpico, prima del mach tra Roma e Reggina.

Claudio da Reggio non era partito insieme agli ultras reggini, in quanto non fa parte di alcun gruppo. Lui è un comune tifoso amaranto che ha scelto di fare la trasferta romana con la propria automobile insieme agli amici, conciliando l’evento partita, con la spensieratezza di fare una passeggiata a Roma ed anche qualche acquisto. Una trasferta tranquilla, anche se, come ogni tifoso, anche Claudio ed i suoi amici erano ben coscienti che, in trasferta, sciarpe e segni di riconoscimento dell’appartenenza alla propria fede calcistica, vanno tenuti ben nascosti se non si vuole correre il rischio di avere qualche problema, ed infatti ci tiene a precisare: “Eravamo senza sciarpe o altro”. A “tradire” Claudio e la sua fede amaranto, probabilmente è stato soltanto il tuo accento reggino.

Chi eravate al momento dell’aggressione? “Eravamo in sei, tra cui c’era anche una ragazza, mia amica che è rimasta terrorizzata”.
Com’è avvenuta l’aggressione? “Ero con i miei amici, in via della Farnesina, erano circa le 20 e ci siamo fermati ad un chiosco di panini perché il mio amico voleva mangiare qualcosa prima di entrare allo stadio, eravamo fermi là che parlavamo, quando da dietro le spalle sono stato colpito alla nuca, probabilmente da un pugno, mi sono girato pensando ad un’ amico che voleva fare uno scherzo, ma appena mi sono voltato e mi è arrivato un’altro pugno in faccia e quasi immediatamente ho sentito la lama che entrava nella coscia”.
Cos’è successo dopo? “Loro, gli aggressori, erano in due e sono subito scappati verso il palazzo della Farnesina. Io sono stato subito soccorso dai miei amici e da un contingente di carabinieri che mi ha prestato i primi aiuti. Nel frattempo una delle persone che era con me è andata nella sala delle telecamere dove ha riconosciuto uno degli aggressori, intanto io sono stato portato al gemelli dove mi sono stati applicati. due punti di sutura per la ferita che ha una profondità di circa cinque centimetri”. E
sattamente dove ti ha colpito?
“Sulla coscia destra, proprio al centro. Il dolore lo si sente dopo un minuto, inizialmente ho pensato solo alla mia amica che è era terrorizzata. La paura è arrivata dopo, quando ho visto che il sangue che usciva dai pantaloni, ma i carabinieri mi hanno subito tranquillizzato, dicendomi che non era niente, e poi è arrivata la rabbia”.
Sei un tifoso accoltellato da un ultras, cosa pensi degli ultras?“Ho sempre pensato che è bellissimo sostenere la propria squadra, ed è ancora più bello farlo in curva dove esterni quello che senti, dove urli il tuo amore per quello che rappresenta la tua città. Questi sono gli ultras. Quello che sabato mi ha ultras-allolimpico.jpgaggredito non è un ultras, è un infame, un delinquente che va trattato come tale. Queste persone devono essere debellate dagli stadi, perché mortificano non soltanto gli ultras veri ma anche le città intere. Tra i momenti più belli della mia vita ci sono i momenti vissuti in curva, in mezzo agli ultras veri, è ingiusto legare gli stupidi alle curve intere. Purtroppo gli stupidi ed i delinquenti ci sono dappertutto non solo nelle curve, non solo nei gruppi ultras. Una cosa che mi dispiace: a Reggio anni fa del lancio dei seggiolini hanno dato un risvolto mediatico nazionale eccessivo, parlando di quel fatto per mesi,a discriminazione di tutta la città, mentre a Roma io sono stato il trentatreesimo accoltellato e se ne parla solo adesso perché l’aggressore è stato arrestato”.
Cosa ti rimane da questa esperienza? “Tanto, credo che un po’ mi abbia cambiato. Voglio ringraziare chi era con me, e soprattutto a chi si è preso la responsabilità di riconoscerlo mostrando un senso civico ormai estraneo a tutti. Poi mi resteranno – ci scherza un po’ su- i pantaloni con il taglio della lama e li farò avere ad un mio futuro figlio quando mi chiederà di andare in trasferta”.
(fonte RealSports.it)

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