Home ATTUALITÀ Roma Capitale: punto fermo del disegno di legge sul federalismo fiscale

Roma Capitale: punto fermo del disegno di legge sul federalismo fiscale

Primo sì del governo al progetto. Alemanno, intervenendo ad “Atreju 2008”: “una rivoluzione per costruire l’unità nazionale” (Di Emanuela Micucci)

federalismo-fiscale.jpg“Il federalismo sarà una grande rivoluzione italiana utile per ricostruire una grande unità nazionale”. Commenta così il sindaco di Roma Gianni Alemano il progetto di federalismo fiscale a cui oggi il consiglio dei ministri ha dato il via libera, dopo l’intesa trovata nella notte tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi. Intervenendo ad “Atreju 2008”, l’annuale manifestazione di Azione Giovani in corso fino a sabato al Celio, il sindaco si è confrontato con i colleghi Tosi (Lega) di Verona e Cofferati (Pd) di Bologna. “In passato – ha spiegato – abbiamo visto il federalismo come qualcosa che separa ciò che è unito da un’unità nazionale. Invece in Italia c’è una realtà da cento campanili in cui occorre trovare un’unità che parta dal basso, perché spesso la nostra unità nazionale è stata calata dall’alto”.

“La grande patria nazionale si costruisce su piccole patrie delle realtà locali – continua Alemanno – Il concetto importante è levare l’egualitarismo e il livellamento dai territori che ne frena e imbriglia le potenzialità. Una parte delle ricchezze prodotte deve rimanere nel territorio”.
Il disegno di legge delega su federalismo fiscale prevede un riconoscimento della specificità di Roma capitale. Ne deriva una crescita del finanziamento per Roma capitale poiché Le “si riconosce uno specifico ruolo”, ha sottolineato il ministro per la semplificazione legislativa Roberto Calderoni.
Ma Alemanno davanti alla platea dei giovani di An e Forza Italia ha insistito sul principio di responsabilità che gli amministratori locali sono tenuti a seguire. “E’ l’altra faccia della medaglia del federalismo – ha affermato – per garantire che non siano i cittadini a fare le spese delle scelte dell’amministrazione locale. Ci deve essere una correlazione tra entrate e uscite dell’amministrazione e si deve sostenere anche il principio di sanzione non solo per i Comuni ma anche per le Regione. Deve essere possibile intervenire su Comune o Regione quando la situazione è fuori controllo:questo è sussidiarietà ed è a tutela dei diritti dei cittadini”.

Incertezza sui tempi dell’entrata in vigore del federalismo.
Calderoni prevede un “periodo transitorio definitivo, dopo un paio di mesi di approccio e rodaggio del provvedimento. Oggi sarebbe prematuro”. Sul fronte della tassazione il ministro si dice convinto che “non ci siano nuove tasse”. “Il fondo perequativo sarà statale perché così vuole la Costituzione. Sarà alimentato dalle Regioni con maggiore capacità contributiva, e sarà a favore delle Regioni e anche di Comuni e Province. Ne faranno parte, in positivo e in negativo, anche le Regioni a statuto speciale”, ha spiegato Calderoli, aggiungendo che ci sarà anche “una maggiore autonomia impositiva per tutti i comuni capoluogo”.

Dall’incontro di Atreju il sindaco di Bologna Sergio Cofferati ha lanciato una proposta: “i comuni devono essere coinvolti nell’utilizzo dell’Irpef e dell’Iva perché sono le risorse che caratterizzano le condizioni di vita dei miei cittadini. Non voglio che si ristabilisca l’Ici”. Quindi, ha sottolineato che “il federalismo è una strumento di crescita dei territori e una strada che riavvicina i cittadini alla politica”.
Emanuela Micucci

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