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Il Parco di Veio punta sul museo lineare

Il presidente Petrivelli: una strategia integrata per rilanciare il turismo e valorizzare il territorio – di Emanuela Micucci 

parco-di-vejo.jpgChe sia un museo a cielo aperto è sotto gli occhi di tutti. Da oggi la via Flaminia con i suoi reperti archeologici e i suoi scrigni d’arte, le sue bellezze paesaggistiche e le sue memorie storiche diventa un museo lineare. La comunità del Parco di Veio ha, infatti, espresso martedì scorso parere favorevole sul Materplan “Terre di Veio, un museo lineare lungo la via Flaminia”. Un progetto per per rilanciare il turismo del territorio, oltre che per valorizzarne le risorse storiche e ambientali.

Ossatura portante del progetto il torrente del fiume Borraccia con il suo bacino imbrifero, la ferrovia Roma Nord dalle cui stazioni sarà possibile iniziare una visita in bicicletta nel Parco, la via Flaminia, i borghi medioevali di Riano, Castelnuovo di Porto e Morlupo, i terreni pubblici comunali e gli usi civici che si estendono in questo territorio.

Saranno proprio questi tre centri i comuni interessati al progetto. Infatti, la porzione nord occidentale del Parco di Veio era rimasta esclusa dalla programmazione integrata “Terre di Veio”. Con questa iniziativa invece diventa oggetto di “un’attività strategica di sviluppo e valorizzazione – sottolinea il presidente dell’ente Parco regionale di Veio, Fernardo Petrivelli – Una strategia che possa garantire un’offerta turistica di qualità, incentivando il sistema di fruizione attraverso l’avviamento di una serie di servizi ecocompatibili che possano da una parte tendere alla tutela e alla conservazione del territorio e dall’altra alla valorizzazione delle risorse storiche, archeologiche e ambientali”.
Si conclude così l’iter di approvazione di un intervento, parte del Por (Piano operativo regionale), per il quale sono stati stanziati un milione e 800mila euro.
“Questo progetto – spiega Petrivelli – si propone, partendo da un’analisi approfondita dei valori presenti sul territorio, di promuovere la formazione di una propria identità territoriale tramite la realizzazione di interventi coerenti con i valori identificati”. Obiettivo operativo primario: la realizzazione di circuiti e sistemi di fruizione del patrimonio di risorse e del piano di promozione e marketing territoriale. Tempi previsti: da uno a 3 anni.
Emanuela Micucci

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