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Porta Portese, com’era e come sarà

porta-portese.jpgCi diverte sempre andare al mercato di Porta Portese. Soprattutto nelle domeniche di pioggia, quando tutti se ne stanno rintanati in casa, quando pochi, come noi, si fanno prendere dalla frenesia di cercare qualcosa. Ma cosa ? A Porta Portese non ci andiamo per qualcosa di preciso, bisogna farsi prendere dall’ispirazione, perché Porta Portese è come un grande uovo di Pasqua con tante sorprese, forse anche troppe ed a volte sgradevoli.

E quindi dal  sito del Comune di Roma apprendiamo che da qualche mese sono state attivate diverse iniziative per mettere in sicurezza questo immenso mercato  con l’obiettivo di riportarlo alle caratteristiche e alle dimensioni d’origine.
Ed ecco i numeri forniti dalla Polizia Municipale: in 16 domeniche di controlli sono stati portati a termine 313 sequestri penali, 418 sequestri amministrativi, 137 fermi per identificazione, 9 arresti in flagranza di reato per ricettazione e contraffazione. Impiegati in media 150 agenti ogni domenica, con il mandato di concentrare l’impegno soprattutto nel contrasto alla vendita di merci contraffatte e di provenienza sospetta. E negli ultimi due mesi si è registrato un primo calo dei reati. Un dato la dice tutta: in circa quattro mesi i venditori, da duemila che erano, sono scesi a 1.050.
Nel frattempo è partito l’avviso per la ricognizione delle licenze, che fornirà in un paio di mesi la fotografia di chi ha titolo per operare nel mercato e di chi ne è privo. Obiettivo finale, una Porta Portese ricondotta alla sua vocazione prima, con i numeri adeguati: un mercato delle arti e delle tradizioni con non più di mille banchi.

Tutto questo lo leggiamo e lo riteniamo giusto. Ma non possiamo impedirci di tornare con la memoria alla Porta Portese dei primi anni ’70. Ve la ricordate ?

è domenica mattina, si è svegliato già il mercato, in licenza son tornato e sono qua, per comprarmi dei blue jeans al posto di questa divisa, e stasera poi le faccio una sorpresa…….

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1 commento

  1. Non esportiamo a Saxa Rubra il Suk di Porta Portese.
    C’è una propensione al degrado a Roma che si accompagna alle vendite ambulanti, dove spesso operano extracomunitari clandestini, dove si riciclano merci contraffatte o rubate, dove vengono scaricate ogni giorno immondizie straordinarie che si accumulano senza controllo.
    Nell’Europa civile, solo a Roma vengono permessi questi agglomerati di commercio più o meno ambulante, senza norme igieniche e rispetto per la salute dei lavoratori. E’ ora di dire basta! vogliamo una città più simile a Francoforte, Madrid e Parigi che a Tunisi, Cairo o Istambul. Basta perciò alle baraccopoli di ogni tipo, alle strade con l’asfalto tutto strappato, agli spazi verdi abbandonati, alla cicoria negli interstizi dei marciapiedi. Dalla “Destra” di governo vogliamo più legalità, ordine ed efficienza, non romanticherie indulgenti e nostalgiche.

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