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Ponte Milvio e la boxe: incontro alla pari

manifestoboxe.jpgLa boxe ha espugnato Ponte Milvio, proprio come fece Costantino nel 312 d.C. quando sconfisse il ribelle Massenzio in una cruenta battaglia. Per la prima volta nella sua storia in questo storico piazzale si è tenuta ieri sera una riunione di boxe il cui clou è stato l’incontro fra il pugile Muhammad Alì Ndiaye che ha difeso ai punti la sua corona di Campione Internazionale IBF dall’assalto di Sergey Kharchenko .

Che dire, la notizia di questo evento sportivo, del quale avevamo parlato per primi in assoluto nel nostro articolo del 22 giugno , ci aveva sconcertati. Non riuscivamo ad immaginare come potesse coniugarsi un evento sportivo particolare come un incontro di boxe con lo scenario notturno ed affascinante della Torretta Valadier e di Ponte Milvio. In questo eravamo pero’ stati tranquillizzati dalla notizia, proveniente da fonte ufficiale, che palco, parterre ed infrastrutture sarebbero stati installati sul giardino al centro della piazza in modo da non disturbare visivamente ed esteticamente l’immagine del Ponte.

pm-boxe1.jpgIn realtà, la sorpresa è stata amara nel vedere che tutto il caravanserraglio era stato invece posizionato sul piazzale pedonale antistante la Torretta con l’aggiunta di un gazebo di merchandising e mescita di birra e l’immancabile onnipresente camion per la rivendita di porchetta che non s’è perso l’occasione di invadere indebitamente ed una volta di più gli storici spazi (nonostante che un documento della Sovrintendenza ai Beni Culturali di Roma ne abbia denunciato l’illecito posizionamento).

Siamo però dubbiosi nel bocciare perentoriamente la serata. Pur rilevando che la stessa avrebbe potuto trovare una più naturale ospitalità a soli 500 metri di distanza, in viale Tor di Quinto 55, nei 30.000mq di Mondo Fitness dedicati allo sport, l’accoglienza che la piazza ha riservato all’evento ci ha piacevolmente sorpresi. La piazza, intesa come insieme di residenti, frequentatori e locali di intrattenimento è riuscita con naturalezza a metabolizzare la novità, ad inglobarla in sé stessa con l’indolenza che le è tipica in queste calde serate estive, aiutata in ciò dal modesto numero di spettatori che sono accorsi all’incontro di boxe.

pm-boxe2.jpgStando ai comunicati dell’organizzazione erano infatti attese dalle due alle tremila persone, roba da far tremare i polsi ai più esperti funzionari locali delle forze dell’ordine, ma in realtà, con una certa approssimazione, non saranno state più di cinque/seicento. Giovani e giovanissimi, più curiosi che patiti, si sono affollati intorno al ring con l’immancabile birra e l’immancabile battuta ad ogni uscita della ring-girl.

Insomma, nell’insieme una serata senza nè tante luci nè tante ombre pur non mancando qualche grossolana sbavatura. E’ vero che non si trattava di uno spettacolo di danza classica, ma le recinzioni erano sporche e malmesse, i posti a sedere limitatissimi, il gazebo con la mescita di birra era più da fiera paesana che da piazza storica romana, del camion della porchetta nemmeno ne parliamo, non era presente alcun contenitore per i rifiuti (al termine della serata le bottiglie a terra si contavano a centinaia) e soprattutto non c’era pm-boxe3.jpgalcuna protezione alle due statue del piazzale che sono state prese d’assalto rappresentando buoni punti d’osservazione. E’ mancata in pieno una regia attenta al decoro urbano ed alla valenza storico-architettonica del piazzale, quel tocco di classe che la Sovrintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma, se fosse stata coinvolta (perché non lo è stata, così dalla stessa ci è stato confermato e possiamo documentarlo), avrebbe sicuramente imposto per rilasciare il suo necessario nulla-osta. Insomma, una gestione organizzativa un po’ meno alla “volemose bene” avrebbe reso l’evento più accattivante da un punto di vista mediatico riducendone l’impatto sul contesto sociale ed urbano.

E questo ragionamento ci porta a proporre che future iniziative del genere, che presumibilmente incontrano il favore del pubblico, dovrebbero essere inquadrate e gestite all’interno di un piano organico nell’ambito del quale i soggetti privati che vogliano usufruire di importanti spazi pubblici, come Ponte Milvio, debbano farsi carico della manutenzione e della pulizia del sito (stamani l’AMA ripulirà la piazza a spese dei contribuenti); ma non basta, a nostro avviso dovrebbero addirittura contribuire allo sviluppo dell’area occupata finanziando o realizzando opere di arredo urbano a vantaggio della cittadinanza. Non riteniamo infatti corretto l’uso a titolo privato e gratuito di aree storiche ed artistiche di forte ed attuale richiamo come quella di Ponte Milvio e invitiamo quindi il XX Municipio a dotarsi di uno strumento che favorisca, disciplinandolo, il connubio fra privato e pubblico nella realizzazione di futuri grandi eventi mediatici e/o sportivi.

Per questa volta l’incontro Ponte Milvio con la boxe è finito alla pari. La prossima vorremmo che a vincere fosse Ponte Milvio.

Qui di seguito altre foto della serata.

Claudio Cafasso

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