Home ATTUALITÀ Foro Italico, attenti alle radici. Se le trovate

Foro Italico, attenti alle radici. Se le trovate

A sette mesi dalla nostra segnalazione, i cartelli sono ancora lì a indicare un pericolo che non c’è più. Le radici sono sparite da tempo, la segnaletica invece resiste. E nessuno sembra accorgersene

Galvanica Bruni

A febbraio avevamo raccontato un piccolo mistero del Foro Italico: le radici affioranti erano scomparse, l’asfalto era stato rifatto, ma i cartelli che ne segnalavano la presenza erano rimasti diligentemente al loro posto.

Sette mesi dopo possiamo dare un importante aggiornamento ai nostri lettori: non è cambiato nulla.

In viale Antonino di San Giuliano e nelle strade attigue continuano infatti a fare bella mostra di sé i segnali con il limite di velocità di 20 km/h accompagnati dall’avvertimento “radici affioranti”.

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Peccato che quelle radici, come raccontavamo su VignaClaraBlog.it lo scorso 16 febbraio, non affiorino più da parecchio tempo.

Una segnaletica con buona memoria

La storia parte da lontano. Quei cartelli avevano una loro sacrosanta ragione d’essere quando le radici dei pini avevano deformato il manto stradale, trasformando alcuni tratti della zona in un percorso decisamente poco amichevole soprattutto per moto e scooter.

Non era certo un problema immaginario: già anni fa le condizioni delle strade intorno allo Stadio Olimpico erano finite sotto i riflettori proprio per avvallamenti e deformazioni provocati dagli apparati radicali degli alberi.

Poi sono arrivati gli interventi. Tra la primavera e l’estate del 2024 diversi pini sono stati abbattuti e il manto stradale è stato rifatto. Le gobbe sono sparite, le radici pure, l’asfalto è tornato regolare.

I cartelli, invece, devono essersi affezionati al panorama.

A febbraio lo avevamo segnalato

Quando ce ne occupammo il 16 febbraio scorso, la situazione faceva già sorridere: una strada sistemata da tempo continuava ad essere accompagnata da una segnaletica riferita a un pericolo che non esisteva più.

Pensavamo che la segnalazione potesse essere sufficiente per far scattare una verifica e, magari, la rimozione dei cartelli ormai superati.

Eravamo ottimisti.Siamo a settembre e loro sono ancora lì. Inamovibili. Più che segnali stradali, ormai sembrano elementi di arredo urbano.

Le radici fantasma del Foro Italico

Naturalmente non è il limite dei 20 km/h in sé a cambiare la vita degli automobilisti romani. Il punto è un altro.

La segnaletica stradale dovrebbe indicare condizioni reali e attuali della strada. Se viene installato un cartello per segnalare un pericolo e quel pericolo viene successivamente eliminato, sarebbe abbastanza logico aggiornare anche ciò che viene comunicato agli automobilisti.

Altrimenti succede quello che accade al Foro Italico: si finisce per mettere in guardia chi passa da un’insidia ormai appartenente al passato.

Una sorta di archeologia stradale.

A questo punto non resta che aspettare. Magari prima o poi qualcuno passerà da viale Antonino di San Giuliano, guarderà l’asfalto, guarderà il cartello e si farà una domanda semplicissima:

“Ma quali radici?”

Noi quella domanda ce la siamo fatta a febbraio 2026. A settembre stiamo ancora aspettando la risposta.

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