
Venerdì 3 luglio apre a Cesano la nuova Casa della Comunità della ASL Roma 1, realizzata nei locali dell’ex Circolo dei Sottufficiali della Scuola di Fanteria, in via della Stazione di Cesano 423.
Ad annunciarlo è il presidente del Municipio XV, Daniele Torquati, con una nota diffusa giovedì 25 giugno dopo aver ricevuto dalla ASL Roma 1 e dal presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, l’invito alla cerimonia di inaugurazione.
Il taglio del nastro arriva a meno di un anno dalla posa della prima pietra, avvenuta il 9 luglio 2025. Un passaggio seguito fin dall’inizio da VignaClaraBlog.it, che aveva raccontato prima l’annuncio dell’apertura del cantiere e poi la cerimonia con la posa della prima pietra.
Un percorso iniziato dieci anni fa
Quella del 3 luglio non è soltanto l’inaugurazione di una nuova struttura sanitaria, è anche la conclusione di un percorso istituzionale iniziato circa dieci anni fa, quando in Municipio venne presentato e approvato il primo documento per chiedere che il vecchio Circolo dei Sottufficiali fosse recuperato e destinato ai servizi sanitari territoriali.
«Un traguardo storico per il territorio di Roma nord, con il primo passo mosso dieci anni fa», afferma Daniele Torquati.
Un lavoro proseguito, ricorda il presidente del Municipio XV, sia dai banchi della maggioranza sia da quelli dell’opposizione, con il contributo dell’attuale assessora municipale Agnese Rollo.
Negli anni si sono susseguiti incontri e interlocuzioni con il Ministero della Difesa, la Regione Lazio, la ASL Roma 1 e la Scuola di Fanteria di Cesano, proprietaria dell’immobile.
Il PNRR e l’accordo con la Difesa
Il passaggio decisivo è arrivato nel 2022, quando l’intervento è entrato nella programmazione regionale della Missione 6 Salute del PNRR, dedicata al rafforzamento dell’assistenza sanitaria territoriale.
Nell’agosto 2023 è stato quindi sottoscritto il protocollo d’intesa tra il Ministero della Difesa e la Regione Lazio, rappresentati rispettivamente dal ministro Guido Crosetto e dal presidente Francesco Rocca, per la valorizzazione e la riconversione dell’immobile militare.
La nuova Casa della Comunità occupa una superficie di circa 1.500 metri quadrati. L’investimento complessivo annunciato all’apertura del cantiere ammontava a 2,6 milioni di euro, dei quali circa 2,4 milioni finanziati con risorse del PNRR.
I lavori hanno riguardato la ristrutturazione completa del piano terra, la sistemazione degli spazi esterni e l’impermeabilizzazione del tetto.
Il 21 maggio scorso la Giunta regionale ha compiuto l’ultimo passaggio amministrativo necessario, approvando l’autorizzazione all’esercizio e l’accreditamento istituzionale della Casa della Comunità di Cesano come struttura spoke gestita dalla ASL Roma 1.
I servizi previsti
In base a quanto annunciato al momento della posa della prima pietra, la Casa della Comunità sarà operativa dodici ore al giorno e dovrà diventare uno dei principali punti di accesso alla sanità territoriale per Cesano e per la parte più settentrionale del Municipio XV.
Tra i servizi previsti figurano il Punto unico di accesso, integrato con i servizi sociali municipali, l’accoglienza e la valutazione delle necessità dei pazienti destinati all’assistenza domiciliare, la specialistica ambulatoriale e le cure primarie.
Sono inoltre programmati servizi infermieristici rivolti alle persone con patologie croniche, ai bisogni sanitari occasionali e alle attività di prevenzione e promozione della salute.
La Casa della Comunità non è un ospedale e non sostituisce il pronto soccorso. La sua funzione è quella di avvicinare ai cittadini medici, infermieri, specialisti, assistenti sociali e altri professionisti, facilitando la presa in carico delle persone e riducendo, quando possibile, il ricorso alle strutture ospedaliere.
Gli orari dei singoli servizi, le modalità di accesso e l’organizzazione delle attività saranno comunicati nel dettaglio dalla ASL Roma 1 in occasione dell’apertura.
Il ringraziamento alla ASL e alla Scuola di Fanteria
Nella sua nota Daniele Torquati ringrazia il direttore generale della ASL Roma 1, Giuseppe Quintavalle, e il comandante della Scuola di Fanteria di Cesano, generale Eugenio Dessì, per aver sostenuto il progetto e accompagnato il recupero dell’immobile.
Un presidio considerato particolarmente importante per un territorio esteso, nel quale numerosi quartieri e nuclei abitati si trovano distanti dagli ospedali e dalle strutture sanitarie più grandi e centrali.
La Casa della Comunità dovrà inserirsi in una rete di assistenza territoriale più capillare, capace di offrire ai residenti servizi sanitari e sociosanitari senza costringerli ogni volta a lunghi spostamenti.
Resta la partita del secondo piano
L’apertura del 3 luglio, tuttavia, non chiude definitivamente il progetto di recupero dell’ex Circolo dei Sottufficiali.
L’intervento finanziato ha interessato principalmente il piano terra e gli spazi esterni. Resta infatti da ristrutturare e rendere utilizzabile il secondo piano dell’edificio.
«Lo scorso anno abbiamo votato la mozione per richiedere alla Regione Lazio ulteriori fondi per la ristrutturazione del secondo piano», ricorda Daniele Torquati, spiegando che il nuovo finanziamento consentirebbe di ampliare gli spazi e, potenzialmente, il numero dei servizi offerti alla popolazione. Una richiesta che il Municipio XV intende quindi mantenere aperta anche dopo l’inaugurazione.
Il 3 luglio è comunque una data importante per Cesano. Dopo dieci anni di atti, accordi, incontri e lavori, il vecchio Circolo dei Sottufficiali inizia una nuova vita al servizio della comunità.
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Se si vogliono scaricare i pronto soccorso nella gestione delle cure più semplici questa è l’unica soluzione, con la possibilità di entrare in PS con priorità maggiore per i casi più complessi, inviati da un medico. In modo che i PS possano lavorare (si spera) solo sui casi davvero urgenti.
Non si capisce perché un medico ospedaliero debba lavorare su turni da 12 ore e un MMG 2 ore al giorno. Si dirà che il MMG convenzionato è di fatto un privato che si deve pagare per intero affitto, sostituto, … Bene, mettiamogli a disposizione presidi vicini alla popolazione e in cambio facciamoli lavorare almeno 6 ore al giorno. Ad es. l’oramai chiuso (perché?) poliambulatorio di Tor Di Quinto sarebbe perfetto allo scopo. La PA ha decine di spazi inutilizzati del genere.