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Tor di Quinto cambia pelle: K-pop il 16 maggio

Evento K-pop al Parco di Tor di Quinto: musica, danza e community per una giornata. Nessuna struttura stabile, dura solo un giorno

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Galvanica Bruni

Per un giorno il Parco di Tor di Quinto si prepara a cambiare volto. Niente jogging, niente passeggiate distratte tra il verde: sabato 16 maggio lo spazio lungo via delle Fornaci di Tor di Quinto diventerà il cuore di un evento K-pop, la musica pop sudcoreana diventata negli ultimi anni un fenomeno globale soprattutto tra i più giovani.

L’iniziativa si chiama “Roma Colora – K-pop Edition” e, almeno finora, è rimasta lontana dai radar delle grandi testate.

Nessun lancio istituzionale, nessuna promozione ufficiale. Eppure l’evento c’è, si muove sui social e ha già una sua platea.

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Un festival che nasce dal basso

Non è un concerto nel senso classico. È qualcosa di più fluido: una giornata costruita attorno alla partecipazione.

In programma esibizioni di gruppi K-pop, momenti di danza libera aperti a tutti, laboratori, attività creative e uno spettacolo finale con incontro con gli artisti. A organizzare e animare il tutto sono realtà come K-pop Roma e Dintorni, che negli anni hanno costruito una rete di appassionati sempre più ampia.

L’orario dovrebbe coprire l’intera giornata, dalla tarda mattinata fino alla sera, con un biglietto di ingresso accessibile, in linea con eventi simili.

Il parco, per un giorno soltanto

Il dato più interessante, però, non è solo l’evento in sé. È il luogo. Il Parco di Tor di Quinto, già finito al centro del dibattito negli ultimi mesi per la presenza di una discoteca  temporanea, si prepara ancora una volta a ospitare qualcosa di diverso dalla sua funzione quotidiana.

Con una differenza sostanziale: in questo caso si tratta di un’iniziativa limitata a una sola giornata, senza strutture permanenti né programmazioni prolungate.

Un evento diurno, partecipativo, lontano dal modello che aveva acceso polemiche nelle settimane passate. Per qualche ora, almeno, il parco cambierà pelle. Poi tornerà quello di sempre.

Quello di sabato 16 maggio non è detto che sarà un evento di massa. Ma è un segnale. Perché racconta di una Roma che cambia anche nei dettagli: nelle passioni, nei linguaggi, nei modi di vivere gli spazi pubblici. E racconta anche di iniziative che nascono fuori dai circuiti ufficiali, ma riescono comunque a prendersi uno spicchio della città per qualche ora.

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