Home CRONACA La Storta, molestie su una minorenne: parrucchiere condannato

La Storta, molestie su una minorenne: parrucchiere condannato

secondo i giudici molestie e pressioni sono avvenute anche fuori dall’ambiente di lavoro. La difesa pronta all’appello

la storta
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Arriva da La Storta una vicenda che scuote il territorio e riporta l’attenzione sulla tutela dei più giovani nei luoghi di lavoro.

Un uomo di 50 anni, titolare di un salone di parrucchiere della zona, è stato condannato dal tribunale di Roma a tre anni di reclusione al termine di un processo che ha ricostruito un quadro fatto di molestie e comportamenti persecutori nei confronti di una stagista, all’epoca dei fatti minorenne.

Secondo quanto emerso in aula, la ragazza aveva iniziato lo stage a 17 anni. Quella che doveva essere un’esperienza formativa si sarebbe trasformata, nel tempo, in una situazione sempre più difficile da gestire. I giudici hanno ritenuto che, per un lungo periodo – tra l’inizio del 2022 e l’estate del 2023 – la giovane abbia subito attenzioni non richieste e comportamenti invasivi da parte del titolare.

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Nel procedimento si fa riferimento a contatti fisici improvvisi e indesiderati, messi in atto in modo tale da cogliere la ragazza di sorpresa, senza possibilità di reagire. Una condotta che, secondo l’accusa, non si sarebbe fermata all’interno del negozio.

Anche fuori dall’orario di lavoro, infatti, l’uomo avrebbe cercato più volte di avvicinarla: appostamenti lungo il tragitto verso casa, tentativi di fermarla mentre era sola, richieste insistenti legate a messaggi e contatti rimasti senza risposta. In almeno un’occasione, in un locale pubblico, il confronto sarebbe degenerato con un ulteriore contatto fisico mentre la giovane cercava di allontanarsi.

Agli atti anche le conversazioni tra i due: una sequenza di messaggi, richieste personali e inviti che la ragazza non avrebbe mai accolto, contribuendo a delineare un quadro di pressione costante.

A un certo punto, la decisione di denunciare. Da lì l’indagine e il processo fino alla sentenza arrivata nelle aule di piazzale Clodio, con una condanna inferiore rispetto a quella richiesta dal pubblico ministero.

I difensori dell’uomo hanno già annunciato che, una volta depositate le motivazioni, valuteranno il ricorso in appello.

Una storia che lascia un segno e che riapre un tema tutt’altro che secondario: la sicurezza e il rispetto nei percorsi di formazione e lavoro, soprattutto quando coinvolgono ragazzi e ragazze ancora minorenni.

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