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Isola Farnese, riapre l’unico accesso al borgo

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immagine di repertorio
Galvanica Bruni

Come anticipato ieri, mercoledì 15 aprile, dal presidente del Municipio XV Daniele Torquati, nella giornata di oggi il sindaco Roberto Gualtieri ha firmato l’ordinanza che dispone la riapertura parziale di via dell’Isola Farnese.

Il provvedimento parla chiaro: “riapertura parziale, temporanea e condizionata” al transito veicolare e pedonale nel tratto compreso tra i civici 175 e 190, dopo mesi di chiusura dovuti al rischio crolli dal versante del Castello Farnese.

Una notizia attesa, che arriva dopo settimane difficili per il Borgo, rimasto di fatto isolato a seguito della frana di gennaio e dei successivi distacchi di materiale.

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La vita quotidiana appesa a una scala

Per capire cosa ha significato davvero questa chiusura, però, basta fermarsi un attimo prima delle norme e guardare a come si è vissuto in questi mesi.

Per settimane, l’unico collegamento con il borgo è stato una scala metallica provvisoria, montata in emergenza per consentire ai residenti di entrare e uscire a piedi. Una soluzione che sulla carta risolve, ma che nella realtà racconta molto altro.

Gradini in ferro, tratti scivolosi quando piove, passaggi stretti, un percorso tutt’altro che semplice. E soprattutto una barriera evidente per chi anziano lo è davvero, non sulla carta: nel borgo sono tanti e per molti di loro quella scala è stata, di fatto, un limite invalicabile.

E in questi ultimi giorni una di queste storie è finita anche sulle cronache nazionali: quella del regista Tinto Brass, rimasto di fatto “bloccato” nella sua abitazione insieme alla moglie, impossibilitato a muoversi proprio a causa delle condizioni di accesso al borgo.

Un caso che ha fatto rumore, ma che in realtà racconta una situazione condivisa da molti residenti, meno noti ma alle prese con le stesse difficoltà quotidiane.

La riapertura c’è ma è parziale, temporanea e condizionata

Il cuore dell’ordinanza sindacale è nel capitolo “Ordina”, dove viene stabilito che la strada può riaprire, ma solo a precise condizioni di sicurezza.

Il tratto tra i civici 175 e 190 sarà percorribile all’interno di un corridoio protetto largo circa 2,75 metri, realizzato sul lato valle della carreggiata. Tra la parete rocciosa e il passaggio verrà mantenuta una fascia di sicurezza di circa un metro e mezzo, mentre la protezione sarà affidata a barriere tipo new jersey sormontate da grigliato in acciaio.

La circolazione non sarà libera ma regolata a senso unico alternato, con segnaletica dedicata e pannelli informativi che indicheranno anche le condizioni che potranno far scattare una nuova chiusura del tratto.

L’ordinanza amplia anche la platea di chi potrà transitare. Non solo residenti, quindi, ma anche clienti e utenti delle attività commerciali, artigianali e ricettive presenti nel borgo. E non manca un passaggio significativo: sarà consentito l’accesso anche a chi deve raggiungere le abitazioni dei residenti per legami familiari o semplicemente per ospitalità.

Un dettaglio che va oltre la tecnica e racconta un intento preciso: restituire al borgo non solo accessibilità, ma anche una dimensione sociale normale.

Il transito sarà comunque limitato ai veicoli gommati con massa non superiore a 3,5 tonnellate, oltre ai mezzi di soccorso ed emergenza. Tradotto: la strada riapre, ma non torna a essere una viabilità ordinaria a tutti gli effetti.

Quando la strada tornerà chiusa

Ed è proprio qui che si capisce quanto questa riapertura sia ancora fragile. L’ordinanza stabilisce che il tratto verrà immediatamente chiuso — sia ai veicoli che ai pedoni — in caso di allerta meteo anche di livello giallo o se il sistema di monitoraggio della parete rocciosa rileverà anomalie.

In questi casi scatterà automaticamente il rosso ai semafori installati sul tratto, con divieto assoluto di accesso. Solo dopo le verifiche del caso, la Polizia Locale provvederà anche alla chiusura fisica della strada. Resta una sola eccezione: i mezzi di soccorso potranno comunque transitare in caso di necessità.

Quando invece la strada sarà chiusa, il collegamento con il borgo tornerà a passare da via Prato della Corte, con tutte le limitazioni già note.

La partita vera: la messa in sicurezza definitiva

Accanto alla riapertura, l’ordinanza mette nero su bianco anche un altro punto decisivo: la responsabilità della messa in sicurezza definitiva.

Ai proprietari delle aree da cui si è originato il dissesto viene imposto di nominare entro 15 giorni un tecnico incaricato di verificare le cause del cedimento e progettare gli interventi necessari. Entro 60 giorni dovranno poi essere eseguiti i lavori e certificata la cessazione del pericolo .

Se questo non avverrà, il Comune interverrà direttamente realizzando una galleria di protezione, recuperando poi le spese dai soggetti obbligati.

Un passaggio tutt’altro che secondario: il Campidoglio interviene per garantire sicurezza e accessibilità, ma chiarisce che la soluzione definitiva non può ricadere interamente sulle casse pubbliche.

I tempi: serve ancora un ultimo passaggio

C’è infine un dettaglio operativo importante. La riapertura effettiva della strada non è  immediata in senso pieno: entrerà in vigore solo con la determinazione di disciplina del traffico che dovrà essere adottata dalla Polizia Locale del XV Gruppo nei prossimi giorni.

Solo allora il provvedimento diventerà operativo anche sul piano della circolazione.

Un passo avanti, ma non è la fine

La firma dell’ordinanza segna senza dubbio un passo avanti importante per Isola Farnese.

Ma resta una riapertura parziale, controllata, reversibile. Basta un’allerta o un segnale anomalo per tornare al punto di partenza. E soprattutto resta aperta la questione più importante: la messa in sicurezza definitiva della parete.

La strada riapre, sì. Ma la normalità, per il borgo, è ancora un’altra cosa.
Qui sotto tutti i nostri precedenti articoli.

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