
Per anni lo hanno ripetuto comitati, residenti e pendolari. Ora lo dice apertamente anche l’assessore capitolino ai Trasporti: con un treno ogni due ore la stazione Vigna Clara non può rappresentare una vera alternativa all’auto privata.
A sostenerlo è stato Eugenio Patané, intervenendo mercoledì 1° aprile nel corso di una seduta della commissione capitolina Mobilità, dove ha indicato nel contratto di servizio fra Regione Lazio e Trenitalia il nodo da sciogliere per aumentare frequenze e utilità della linea.
Secondo Patané, il problema è chiaro: senza un contratto di servizio adeguato che aumenti treni e capacità della linea, le stazioni restano sottoutilizzate. “È quanto accaduto anche a Vigna Clara, dove oggi passa un treno ogni due ore” ha affermato, sostenendo che “Regione Lazio e Trenitalia devono tentare in tutti i modi di aumentare il contratto di servizio, non è una questione locale ma è regionale e nazionale”.
Quattro anni di segnalazioni inascoltate
A dir la verità, sono più di quattro anni che comitati e cittadini denunciano questa situazione.
Un treno ogni due ore è troppo poco per soddisfare le esigenze di chi vive tra Vigna Clara, Corso Francia, Collina Fleming e Flaminia.
Senza contare le migliaia di persone che ogni giorno lavorano nel quadrante, a partire dai circa tremila dipendenti della sede Tim di via Oriolo Romano, a poco più di due chilometri dalla stazione.
Un bacino reale, pronto a lasciare l’auto per il treno, ma ancora in attesa di un servizio all’altezza.
Tempi rapidi, orari inutili
I tempi di percorrenza, in realtà, sono competitivi, al punto da fare concorrenza anche allo scooter: da Vigna Clara si arriva in meno di 10 minuti a Valle Aurelia (metro A e linea FL3), in 13 a San Pietro, in 21 a Trastevere e in 25 a Ostiense.
È sull’orario, però, che il servizio perde completamente di utilità.
Al mattino, le uniche due partenze da Vigna Clara – alle 7.42 e alle 9.50 – sono troppo distanti tra loro per chi deve raggiungere il lavoro o l’università.
Lo stesso accade nel pomeriggio, con corse alle 16.50 e alle 19.05 che non intercettano gli orari di uscita più comuni.
Ancora meno comprensibili le corse di metà giornata: a chi serve un treno alle 13.50 o alle 14.50?
Situazione analoga per gli arrivi: al mattino i treni giungono a Vigna Clara alle 7.13, 9.25 e 10.36, orari poco funzionali per chi si sposta verso Roma Nord per lavoro.
Promesse, richieste e nessuna risposta
A riconoscere fin da subito la necessità di un potenziamento del servizio fu il sindaco Roberto Gualtieri che, il 13 giugno 2022, giorno dell’inaugurazione della stazione Vigna Clara, dichiarò: “Sappiamo che questo è un punto di partenza, sarà necessario incrementare il numero delle corse e soprattutto la frequenza”.
Nello stesso giorno gli fece eco Sabrina de Filippis, allora direttore business regionale di Trenitalia: “Questo assetto è solo un primo step. Potremo aumentare i treni in base alla richiesta, raccordandoci con la Regione Lazio dopo i primi mesi di utilizzo della ferrovia”.
Su queste basi, a fine 2022, sette tra comitati e associazioni locali lanciarono una petizione indirizzata a Regione Lazio, Trenitalia e RFI per chiedere più corse e una rimodulazione degli orari: almeno un treno ogni ora, con una frequenza ogni mezz’ora nelle fasce di punta tra le 7.30 e le 9.30 e tra le 17.30 e le 19.30.
Furono circa duemila le firme raccolte e presentate alla Regione Lazio, l’ente che finanzia il servizio ferroviario. Da allora, però, non è arrivata alcuna risposta.
Il nodo non è tecnico
In effetti, il problema non sembra essere tecnico. Non risultano ostacoli infrastrutturali né carenze di materiale rotabile che impediscano un potenziamento del servizio sulla tratta stazione Vigna Clara–stazione Ostiense.
Trenitalia si è più volte detta pronta ad aumentare i treni, fino a raggiungere una frequenza media di uno ogni ora. A una condizione: che la Regione Lazio lo richieda formalmente e finanzi il servizio. “Basta che ce lo chieda la Regione”, è il messaggio ribadito più volte nel tempo dall’azienda.
È lo stesso punto sollevato da Eugenio Patané, che ha invitato Regione Lazio e Trenitalia a “tentare in tutti i modi di aumentare il contratto di servizio”. Ed è esattamente ciò che i comitati chiedono da anni: “aprire i cordoni della borsa” per rendere davvero utile una linea oggi sottoutilizzata.
Ma quei cordoni restano chiusi. Così come restano senza risposta le richieste dei cittadini, mentre la linea di Vigna Clara continua a viaggiare ben al di sotto delle sue potenzialità e migliaia di auto restano in strada.
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Sarebbe utile portare tutti i treni fino a Ostiense.
E non dimentichiamoci che la Stazione di Vigna Clara non e’ nata come terminale di una linea ferroviaria bensì come tassello per arrivare quanto prima alla chiusura dell’#AnelloFerroviario di Roma. Salvini, sgancia i fondi !!!
Anche in occasione del seminario sulla cura del ferro svoltosi ieri pomeriggio presso il Metropolitano di viale Manzoni, Patanè ha ricordato proprio la linea di Vigna Clara come esempio di infrastruttura ferroviaria non valorizzata proprio dagli attori della mobilità di Roma: Trenitalia, RFI ma soprattutto la Regione Lazio che paga il servizio ma non vuole impegnare un centesimo in più per questa linea.
Infatti brillava per la sua assenza l’Assessore dei trasporti della Regione Lazio Ghera che, pur invitato non si è presentato, forse con la coscienza sporca.
RFI non ha neanche citato il raddoppio Pineto – Vigna Clara, che avrebbe dovuto cominciare a gennaio ma non sono neanche cominciate le attività relative.
La Regione Lazio, invece di pagare l’aumento delle corse del Vigna Clara, si è permessa di destinare dal proprio bilancio ben 400.00 euro per Roma Capitale per finanziare la progettazione del famigerato BRT (Bus Rapid Transit) da Battistini a Casalotti, che di per sè è un’opera impossibile.
Insomma … una marchetta elettorale in concorso con Azione.
L’Anello Ferroviario per tutto il convegno è stato sottolineato come asse portante di tutto il trasporto su ferro di Roma e come un tassello indispensabile per lo sviluppo dei trasporti della Capitale, senza del quale non si possa nenache parlare di mobilità.
Dobbiamo lottare per il completamento dell’anello ferroviario. Non si comprende perchè Roma debba essere l’unica grande città in Europa a non godere di una ringline e di una rete metropolitana adeguata.
Fra 10 anni sarà pronta (forse) la metro C Farnesina… Sul Quadrante nord ci metterei una pietra sopra per i prossimi 20 anni, a essere ottimisti…
e già……………. non un treno ogni due ore ma un treno per due ore…….parcheggiato bello bello nella stazione Vigna Clara proprio nelle ore in cui le persone hanno maggiore esigenza di spostarsi
ed intanto il Municipio perde l’opportunità di utilizzare una infrastruttura che avrebbe valenza di una Metro se solo se ne considerano le potenzialità :
10 minuti per raggiungere la Metro A
13 minuti per la Stazione San Pietro
25 per Piramide-Ostiense.
Che alla Regione Lazio Assessore alla Mobilità e Direzione Trasporti, tanto per non riconoscere le dirette responsabilità, vogliano continuare a dare un servizio solo per intenditori? Ma se ne intendono?
Qualche giorno fa ho fatto la prova del treno da Vigna Clara a S.Pietro. Avevo qualcosa da fare dalle parti di via delle Fornaci e ho preso il treno delle 9:50. Una meraviglia, in poco più di 15 minuti ero comodamente arrivato a destinazione. Peccato però che finito quello che dovevo sbrigare in zona non avessi possibilità di fare il percorso di ritorno: un treno verso Vigna Clara era partito 5 minuti dopo il mio arrivo e il successivo sarebbe partito dopo quasi 3 ore, improponibile.
Altre soluzioni: prendere il treno, frequente questo, per Balduina – Gemelli – Monte Mario e da una di queste stazioni scendere con un bus, 990, 911, 446 verso Vigna Clara. Oppure fermarmi a Valle Aurelia e scegliere tra Metro A verso Lepanto e poi 301 o ancora un qualche bus verso Piazzale Clodio e poi Vigna Clara. Certo tutto molto più lungo e molto meno comodo.
Alla fine ho preso un classico 62 o 64 e sul Lungotevere il 280 che risaliva a Roma Nord.
Risultato: 15-20 minuti per andare, un’ora circa per tornare.
Non sarebbe più efficiente e soprattutto più comodo per gli utenti avere treni cadenzati, diciamo uno ogni ora in partenza da Vigna Clara ed uno ogni ora, scalato di mezz’ora, che torna indietro da S.Pietro ? A chi occorre chiedere che ci facciano la grazia ?