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Foro Italico, le radici affioranti che non affiorano più

viale antonino san giuliano
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Un lettore ci scrive per segnalare un piccolo mistero stradale in viale Antonino di San Giuliano e strade attigue, al Foro Italico: il limite di velocità di 20 km/h accompagnato dal cartello “radici affioranti”.

Fin qui nulla di strano. Quel limite, infatti, era stato imposto anni fa proprio perché il manto stradale, sollevato dalle radici dei pini, era diventato una specie di pista a ostacoli. Accadeva nel maggio del 2016, quando in quel tratto si viaggiava più a slalom che a motore.

Poi però qualcosa è cambiato. Tra la primavera e l’estate del 2024 diversi pini sono stati abbattuti e la strada è stata completamente rifatta. A fine luglio l’asfalto era liscio come il piano di un biliardo.

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Ed è qui che nasce l’enigma. Perché se le radici non ci sono più, l’asfalto è nuovo e la strada è tornata regolare, il limite dei 20 all’ora con tanto di cartello “radici affioranti” è ancora lì, bello saldo al suo posto. Come se il tempo, per la segnaletica, si fosse fermato al 2016. E a conferma, il nostro lettore ci ha inviato una foto scattata la mattina del 16 febbraio 2026.

E così, al Foro Italico, si continua a viaggiare tra asfalto nuovo e segnaletica d’epoca.
Qualcuno potrà dirci “ma cosa v’importa? tanto se levano il limite a 20 lo mettono poi a 30, non cambia nulla”.

Per noi invece è una questione di principio, questo infatti è un perfetto esempio di quella specialità tutta romana per cui i lavori si fanno, ma solo fino a un certo punto. Poi il resto rimane com’era, tanto per non perdere le buone abitudini. In fondo, anche i cartelli hanno la loro memoria storica. Peccato che, a differenza dei pini, nessuno li poti mai.

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4 COMMENTI

  1. Considerando poi che se le radici affioranti non ci sono più, con molta probabilità sono state rimosse, compromettendo la stabilità dei pini (vedi via dei Fori Imperiali).

  2. Il cippo morto è ancora lì in attesa che qualcuno lo rimetta su o se lo porti a casa?

    https://maps.app.goo.gl/nFQcnmeEYbiUVqEB6

    Ricordo che fu oggetto di diversi articoli di questo sito.
    Se ci vogliono 10 anni per rimettere su un pezzo di marmo abbattuto da un’auto, altrettanti per togliere una rete arancione, figuriamoci un cartello stradale.

    Purtroppo non c’è un processo che preveda che qualcuno, armato di buon senso, giri per le strade della città o del Municipio e segnali punto per punto tutto quello che non va.
    Siamo nel 2026, bastano un tablet, un portalino che si sviluppa per due spicci, un database sottostante dove portare eventualmente anche le immagini e qualcuno che poi si occupi quotidianamente di analizzare le segnalazioni (ci sono anche strumenti AI che possono aiutare) e definire le priorità di intervento, anche in funzione del budget.
    Poi li ordini per priorità e budget e vedi cosa sei in grado di fare ora, cosa tra 1 mese, cosa tra 2 e così via.
    La maggior parte degli interventi che porterebbero benefici reali sono a costo zero o quasi.
    Ma forse è proprio questo il problema.

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