
Lunedì 20 gennaio, nella sala consiliare del Municipio XV, si è tenuto un incontro dedicato alla nuova mappatura dei quartieri di Roma, e quindi anche del XV. Un tema che da tempo solleva interrogativi e richieste di chiarimento da parte di comitati e associazioni del territorio.
All’incontro hanno partecipato l’assessore capitolino Andrea Catarci e il presidente del Municipio XV Daniele Torquati, che hanno risposto alle numerose domande emerse nel dibattito e assunto l’impegno a verificare e correggere alcune delle criticità segnalate.
È stato chiarito fin da subito che l’operazione non nasce con l’obiettivo di riscrivere la toponomastica cittadina, ma di avviare un percorso di ricognizione territoriale per «restituire dignità e identità a tutti i quartieri della città».
Un lavoro che riguarda in modo particolare le aree fuori dal GRA — circa 130 quartieri nei quali risiedono oggi circa 800 mila persone — e che dovrebbe consentire una lettura più puntuale dei fabbisogni e una programmazione dei servizi più mirata.
Nel corso del confronto è stato inoltre spiegato il ruolo delle cosiddette “zone funzionali”: porzioni di territorio non residenziali, ma strategiche per la pianificazione urbana, come aree agricole, parchi, università, impianti sportivi, poli fieristici, cimiteri monumentali e insediamenti produttivi. Ambiti che, pur non essendo quartieri in senso stretto, incidono in modo rilevante sulla distribuzione dei servizi e delle infrastrutture.
Da più parti è arrivata la richiesta di dare continuità al processo di verifica e di informazione, recuperando il coinvolgimento dei cittadini e portando il tema all’attenzione delle commissioni municipali, in modo da arrivare a una deliberazione più solida e condivisa.
Sul tavolo anche il delicato equilibrio tra esigenze di centralizzazione — che garantiscono economie di scala ed efficienza — e la necessità di un decentramento capace di intercettare meglio le specificità dei singoli quartieri.
È stato sottolineato come una eccessiva frammentazione territoriale, unita a bacini demografici troppo piccoli, rischi di ridurre il peso dei quartieri nelle programmazioni e nell’accesso ai servizi, spesso legati anche a indicatori quantitativi. Non meno rilevante il tema delle denominazioni: in diversi casi i nomi oggi attribuiti non rispecchiano la storia e l’identità percepita dai residenti, e sono state avanzate richieste di revisione.
Nel dibattito è emersa anche la necessità di evitare dinamiche di competizione tra quartieri, favorendo invece una logica di cooperazione e solidarietà, individuando vertenze comuni e affrontandole in modo coordinato. La partecipazione dei cittadini è stata indicata come un elemento centrale di questo percorso: non tanto per ridisegnare confini sulla carta, quanto per costruire politiche di medio-lungo periodo capaci di ridurre la distanza tra amministratori ed elettori.
Tra le criticità specifiche analizzate, alcune hanno suscitato particolare attenzione:
- la necessità di rivedere i confini dei nuovi quartieri soprattutto quando tracciati lungo strade urbane e non su elementi naturali;
- la proposta di accorpare Valle Muricana e Pietra Pertusa in un unico quartiere;
- la revisione delle delimitazioni e delle denominazioni di aree come Grottarossa e Quarto Peperino;
- il mantenimento dell’unitarietà dei circa 300 ettari del futuro Parco della Campagna dell’Inviolatella Borghese, oggi suddivisi nella nuova mappatura tra più quartieri;
- la verifica di alcune denominazioni e confini riferiti a zone come Giustiniana, Due Ponti, San Godenzo, oltre alle già citate.
I comitati e le associazioni presenti hanno infine assunto l’impegno di accompagnare il percorso di istruttoria informando la cittadinanza e lavorando insieme al Municipio e al Campidoglio per arrivare, dove possibile, a soluzioni condivise.
Resconto a cura di Vincenzo Pira.
Municipio XV, la nuova mappa: 27 quartieri 22 zone funzionali
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