Home CRONACA Morte di Camilla Sanvoisin a La Giustiniana: assolto il compagno

Morte di Camilla Sanvoisin a La Giustiniana: assolto il compagno

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Il tribunale monocratico di Roma ha assolto oggi, mercoledì 28 maggio, con la formula ‘perché il fatto non sussiste’, Giacomo Celluprica dall’accusa di “morte come conseguenza di altro reato” in relazione al decesso della sua compagna, Camilla Sanvoisin, avvenuto il 13 febbraio scorso.

Sulla morte della ragazza resta però aperta un’indagine della Procura.

La vicenda

Camilla Sanvoisin, 25 anni, è stata trovata priva di vita nell’appartamento che condivideva con Celluprica in via Foà, quartiere La Giustiniana, sulla Cassia. Secondo quanto riferito da Celluprica, la sera precedente entrambi avevano fatto uso di eroina, e al risveglio lui l’aveva trovata senza sensi, chiamando immediatamente i soccorsi.

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Le indagini iniziali avevano portato all’iscrizione di Celluprica nel registro degli indagati per il reato di “morte come conseguenza di altro reato”. Durante la perquisizione dell’appartamento, erano stati trovati flaconi di metadone in quantità superiore a quella prescritta, oltre a tracce di eroina.

L’autopsia, eseguita all’Istituto di medicina legale dell’Università Cattolica, aveva evidenziato che la causa del decesso era un arresto cardiocircolatorio, senza segni di violenza o traumi. I risultati degli esami tossicologici, giunti successivamente, avevano confermato la presenza di sostanze stupefacenti nel corpo della giovane.

Un elemento chiave nelle indagini è stata l’identificazione dello spacciatore che aveva fornito la droga alla coppia. Attraverso l’analisi dei tabulati telefonici e dei dispositivi sequestrati, gli investigatori sono riusciti a risalire a un pusher operante nella zona di Tor Bella Monaca, già noto alle forze dell’ordine.

La difesa di Celluprica

Durante il processo, la difesa di Celluprica ha sostenuto che l’uomo non aveva avuto intenzione di nuocere alla compagna e che aveva agito tempestivamente nel chiamare i soccorsi.

In una dichiarazione rilasciata alla stampa, Celluprica aveva affermato: “Non sono un mostro, amavo Camilla e infatti non è vero che sono stato arrestato. Sono libero e spiegherò quello che è successo”.

La reazione della famiglia

La madre di Camilla aveva espresso il suo dolore e la sua rabbia sui social media, difendendo la memoria della figlia e criticando la narrazione mediatica che l’aveva dipinta come una tossicodipendente.
In un post, aveva scritto: “Non eri una tossica, e se lo fossi stata lo direi tranquillamente. Non ci si vergogna dei propri figli, mai”.

Giorgio Bilachi

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