
Terminati nella sede Rai di Saxa Rubra i lavori per la realizzazione di un murale dedicato a Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, barbaramente uccisi in un agguato il 20 marzo 1994 a Mogadiscio. L’opera del collettivo Laika campeggerà sulla facciata della palazzina della redazione del Tg3 e verrà inaugurata venerdì 30 maggio.
Ilaria Alpi oggi avrebbe compiuto 64 anni, ne aveva solo 33 quando mani ancora ignote la fermarono mentre stava svolgendo il suo lavoro di giornalista alla ricerca della verità, pur consapevole del rischio elevato del contesto in cui operava.
Ilaria ha pagato con la vita il tentativo di squarciare il velo sui traffici illeciti di armi e rifiuti tossici, inchiesta che avrebbe visto, tra l’altro, la complicità dei servizi segreti e di alte istituzioni italiane.
A Vigna Clara, dove Ilaria è nata, cresciuta, ha studiato, dove ha maturato e realizzato il suo sogno di diventare giornalista, da dove è partita per affrontare il mondo iniziando un viaggio che l’avrebbe portata in poco tempo al ruolo di inviata del TG3 della Rai, il suo ricordo è ancora vivo fra gli amici di famiglia, i residenti, fra chi ancora alza lo sguardo verso le finestre dell’abitazione di via Napoleone Colajanni dove i suoi genitori hanno vissuto fino a pochi anni fa.
E mentre a Saxa Rubra si realizza un murale in suo ricordo, altrove si tace.
Con un editoriale di un mese fa abbiamo chiesto al Municipio XV – in questo periodo intento, tramite alcune commissioni, ad ampliare sul territorio municipale “lo spazio dedicato alle donne e alla memoria della loro grandezza” – di apporre una targa che ricordi Ilaria Alpi. Abbiamo chiesto di apporla in via Colajanni o nei pressi. Abbiamo chiesto di farlo, o quantomeno di avviarne l’iter, oggi, giorno del suo mancato sessantaquattresimo compleanno.
L’abbiamo chiesto perché Ilaria appartiene al novero di coloro che per garantire a tutti noi il diritto alla informazione e alla libertà hanno dato la vita.
L’abbiamo chiesto perché Ilaria è l’esempio più alto di come fare il giornalista sia una vocazione che non arretra di fronte al pericolo.
L’abbiamo chiesto un mese fa. Ma dopo un mese tutto tace.
Claudio Cafasso
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Abitavo di fronte al palazzo dove viveva la famiglia Alpi e Ilaria aveva frequentato la scuola elementare Mengotti dove qualche anno dopo hanno studiato i miei due figli. Visto che è purtroppo passata la data dell’anniversario, credo sia il caso di approfondire cosa chiedere per ricordarla nel quartiere, a partire dalla targa ma aggiungerei l’intitolazione almeno di un’aula della scuola Mengotti. Sono disponibile ad attivarmi come Associazione Aspettare stanca a sostegno della richiesta d VCB.
Sarebbe giusto e doveroso ricordare Ilaria nel nostro quartiere. Una targa è il minimo. Aderisco con convinzione all’iniziativa di VignaClaraBlog