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Falso trading online, arrestato truffatore

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Gli agenti del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia hanno arrestato a Roma un trentenne di nazionalità ucraina con l’accusa di truffa aggravata. L’uomo è stato identificato a seguito della denuncia sporta da un imprenditore romano convinto a investire online da un sedicente broker che lo aveva contattato attraverso un social.

In particolare, dopo averlo indotto ad investire una piccola somma di denaro, il truffatore era riuscito a fargli investire cifre sempre più consistenti, facendogli credere – attraverso una falsa piattaforma di trading online appositamente creata – che le somme depositate stessero rapidamente generando elevatissimi rendimenti.

Nel momento in cui l’imprenditore ha cercato di recuperare il denaro investito – circa 60 mila euro – trovandosi di fronte a obiezioni continue e pretestuose da parte dei suoi “consulenti finanziari”, si è reso conto di essere stato raggirato e, di fronte alle sue insistenze, gli veniva proposto un incontro di persona, in occasione del quale avrebbe dovuto versare ulteriori 20.000 euro necessari per “sbloccare” la sua pratica.

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All’appuntamento c’erano però gli operatori della Polizia Postale che hanno intercettato l’uomo incaricato di ritirare il denaro e l’hanno arrestato.

falso trading online, truffa sempre più frequente

Il falso trading online, la truffa informatica sulle attività di compravendita di azioni e titoli finanziari in rete, è un fenomeno criminale in espansione che produce un guadagno illecito di milioni di euro, rappresentando, nel panorama delle frodi online, la truffa che genera il profitto più cospicuo, alimentando peraltro l’interesse della criminalità organizzata.

Nel 2023 la Polizia Postale ha ricevuto oltre 3400 denunce di truffe legate alle false proposte di investimenti online, con un incremento del 12% rispetto all’anno precedente, per un valore complessivo dei fondi sottratti di oltre 111 milioni di euro.

Sul sito web della Polizia di Stato si spiega che i falsi investimenti finanziari vengono pubblicizzati con messaggi creati ad hoc, capaci di indurre gli utenti del web a fidarsi di proposte ingannevoli, grazie all’uso illecito di marchi e loghi di importanti aziende.

Le potenzialità offerte dall’intelligenza artificiale rappresentano un prezioso strumento nelle mani dei cybercriminali: l’utilizzo di semplici software consente loro di realizzare video promozionali che riproducono voce e aspetto di amministratori delegati, politici, personalità amate dal pubblico, a cui vengono attribuite parole mai dette al fine di promuovere l’offerta (Ndr: su facebook si incontrano ogni giorno finte pagine di veri giornali con finte notizie date da personaggi noti che enfatizzano la bontà dei loro investimenti finanziari).

La vittima dell’inganno viene “agganciata” al telefono, su social e siti d’incontri, indotta a comunicare i propri dati e infine persuasa a investire online, affidandosi ai consigli di un truffatore che si finge broker professionista con il versamento di una piccola somma iniziale.

In un secondo momento, viene convinta a investire altro denaro, perché crede che il suo rendimento stia crescendo velocemente. L’ultima fase della truffa consiste nella richiesta del versamento di presunti “costi di sblocco” per recuperare il capitale investito, ma in nessun caso il denaro versato tornerà nella disponibilità della vittima.

Proteggersi da questo pericolo è possibile, seguendo i consigli della Polizia di Stato:

  1. diffidare delle offerte di investimenti online che promettono guadagni immediati ed elevatissimi;
  2. non fidarsi delle pubblicità di investimenti che utilizzano loghi di istituzioni o aziende, o immagini di personaggi noti, che servono a rendere credibile il raggiro
  3. verificare sempre che chi propone un investimento sia autorizzato a farlo e, in particolare, che la società o l’intermediario finanziario siano registrati sul sito www.consob.it (Commissione nazionale per le società e la borsa), verificando eventuali “alert” presenti sul sito;
  4. preferire società che operano nell’Unione europea, considerato che a oggi nessuna società o piattaforma di trading risulta autorizzata a operare in Italia;
  5. prima di effettuare qualsiasi investimento o avviare rapporti di lavoro con qualunque società o piattaforma, assicurarsi che questa sia regolare, ovvero sia costituita da regolare partita IVA e da una sede legale esistente. A questo scopo a volte è necessaria una semplice ricerca tramite motori di ricerca per stabilirne la veridicità, anche attraverso eventuali recensioni;
  6. rivolgersi alle autorità competenti per chiedere supporto e scongiurare così rischi o danni maggiori, consultando a questo scopo anche le informazioni dedicate a questa fenomenologia di reato presenti sul portale della Polizia postale Commissariato di PS online, all’indirizzo web https://www.commissariatodips.it/.

Se la denuncia è tempestiva, ricorda ancora la PS, vengono immediatamente attivati i canali di cooperazione internazionale di polizia, con la richiesta del blocco urgente delle somme versate e lo svolgimento di accertamenti sui flussi finanziari, che normalmente sono destinati all’estero.

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