Home POLITICA Municipio XV, Torquati (PD): “Intitolare spazio pubblico a Gino Strada”

Municipio XV, Torquati (PD): “Intitolare spazio pubblico a Gino Strada”

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“Nell’ultimo consiglio utile convocato oggi per l’approvazione dei verbali di questa consiliatura, ci siamo sentiti di portare fuori sacco un documento che chiede alla Sindaca e al Presidente del Municipio XV di intitolare un luogo pubblico di Roma a Gino Strada, partendo dalla valutazione del Parco di Tor di Quinto”.

E’ quanto rende noto Daniele Torquati, capogruppo PD e candidato alla Presidenza del XV alle prossime elezioni del 3-4 ottobre, spiegando che la legge n. 1188/1927 che regola la materia, prevede che l’intitolazione di uno spazio pubblico si possa chiedere solo per persone decedute da oltre dieci anni, ma a norma dell’articolo 4 della stessa legge è prevista una deroga da parte del Ministero dell’Interno per persone decedute prima dei dieci anni ma che si sono distinte per particolari benemerenze.

“Speriamo che questo atto – continua Torquati – sia l’apripista per concedere questa deroga e permettere quindi ai Comuni e ai Municipi, come il nostro, di poter intitolare nei propri territori strade, piazze, parchi a Gino Strada, medico riconosciuto in ogni dove per aver fondato un’associazione umanitaria come Emergency che dal 1994 ad oggi ha curato 11 milioni di persone in stato di esclusione e bisogno in 18 Paesi del Mondo”.

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“Ringrazio la maggioranza che ha votato l’atto e anche chi, nel centrodestra, pur non votandolo ha permesso che potesse essere discusso. E’ un ottimo atto per concludere un’esperienza difficile, come quella di questi 5 anni, ma è soprattutto – conclude Torquati – un atto positivo per la prossima giunta capitolina e municipale, di qualunque colore essa sia.”

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9 COMMENTI

  1. Bella iniziativa e speriamo che si possa sfruttare questa legge abbreviando i tempi.
    P.S. Scusate ma che espressione è “portare fuori sacco”?

  2. Iniziativa assolutamente condivisibile, importante e da sostenere con tutte le voci possibili.
    Un ringraziamento a Daniele Torquati e a tutti coloro che l’hanno votata.
    Ritengo debba essere individuato un luogo pubblico di grande visibilità e frequentazione.
    L’esempio di Gino Strada deve essere ricordato affinché possa continuare a rappresentare un modello di umanità e di cultura per i giovani.
    Grazie.
    Paolo Salomia

  3. Anche se oggi le norme e le leggi non contano più nulla, per l’intitolazione di luoghi pubblici (strade, edifici) a personaggi, è richiesto l’intervallo di dieci anni dalla morte, e il parere della Deputazione di Storia Patria.

  4. A proposito delle norme e delle leggi da rispettare……
    Art. 4 della legge n. 1188/1927 – Toponomastica stradale e monumenti a personaggi contemporanei
    “Le disposizioni degli articoli 2 e 3, primo comma, non si applicano
    alle persone della Famiglia Reale, ne’ ai caduti in guerra o per la
    causa nazionale.
    E’ inoltre in facolta’ del Ministro per l’interno di consentire la
    deroga alle suindicate disposizioni in casi eccezionali, quando si
    tratti di persone che abbiano benemeritato della nazione. “

  5. @Salonia,
    iniziativa non condivisibile per atteggiamento tipico “umorale” antitetico proprio all’istituzione Consiglio Municipale oltre che a quanto disposto dalle normative sull’intitolazione delle strade o delle Vie.
    Con la salma di Gino Strada ancora calda nonostante effettivamente immenso nel Suo operato, difficile a tratti eroico, resta tutta da decifrare la ragione di conservare la Sua memoria intitolandone una strada o una Via o una piazza, ad eccezione ricorderete di Piazza Valter Rossi giovane militante di sinistra o estrema sinistra giustiziato senza alcuna giustificazione o motivazione dalla furia omicida e criminale missina e fascista, atto totalmente gratuito perché oramai slegato anche dagli “anni di piombo”. Fu nell’occasione dedicata la piazza e eretta una scultura come invito forte alla riflessione sul periodo, “Brigate Rosse” a parte, oramai concluso.
    Gino Strada ha effettivamente dedicato la Sua vita alle vittime della Guerra ma ha avuto dalla sua parte strumenti e sostegno di molte organizzazioni di Cooperazione nazionali ed internazionali che gli hanno fornito mezzi e spazi come nessuno prima.
    Ricordo che nella storia altri prima di Gino Strada hanno fatto altrettanto con molto meno e senza i cosiddetti canali umanitari messi a disposizione a seguito di trattative internazionali dai governi locali. Ci viene in mente la figura alta di Albert Schweitzer (1875) come riferimento per ristabilire posizioni e atteggiamenti che sanno di umorale o di eccessiva emotività.

  6. Il Sig. Strada forse non ispirava grande simpatia e attribuiva spesso le responsabilità della politica ai militari (infatti politici e media hanno enfatizzato più la fine della Carra’ che la sua) ma indubbiamente è stato uno straordinario personaggio. Se si vuole intitolare una via a Raffaella Carra’ mi sembra doveroso intitolarne una anche a Gino Strada…(che c’azzecca poi Schweitzer che manco era italiano vallo a capire……). Quanto alle farneticazioni su Walter Rossi chi scrive omette di dire che quelle morti (compresa quella dei fratelli Mattei, bruciati vivi!) furono volute non da missini e fascisti (e manco dal PCI o comunisti) ma da governi sciagurati in combutta con massoni, piduisti, CIA e servizi segreti deviati….Ancora oggi infatti il ‘segreto di stato” copre i nomi dei veri responsabili.

  7. @Kurtz,
    il commento è sull’iniziativa del consigliere Comunale D. Torquati per la proposta d’intitolazione di un luogo pubblico a Gino Strada, il giudizio su quei missini o sul MSI lo ha dato la storia infatti il MSI chiuse i battenti come fu per il FdG, FUAN, ON, FIGC, DP, AO, LC, PCI a seguire DC, PSI, PLI, PSDI, PRI, altri.
    Si vuole contribuire al dibattito da commentatori di VCB sul tema ricordando quello che la nostra generazione ricorda a proposito di intitolazioni o cambi d’intitolazioni di vie, piazze o luoghi pubblici, nello specifico caso la fine di Walter Rossi vittima innocente, un figlio del popolo, militante politico di sinistra o estrema sinistra, protagonista di una vicenda come accadeva per decine di migliaia, sempre solo e soltanto finite a calci e pugni, sconvolse l’opinione pubblica il mondo istituzionale e politico a tal punto da richiederne testimonianza per futura memoria con il cambio d’intitolazione di una piazza di medie dimensioni ma importante come snodo viario e relativa installazione di una scultura.
    Crediamo veramente che queste giovani generazioni siano in grado di capire, per questa ragione crediamo che l’iniziativa di Torquati su Gino Strada sia mal formulata.
    Vogliamo mettere in evidenza come Lei Kurt ricorda le molteplici richieste d’intitolazione di vie o piazze a personalità varie come la R. Carrà o anche ricorrente quella a riguardo Giorgio Almirante.
    Dunque potrebbe essere più opportuno chiedere al consiglio Municipale l’istituzione di un gruppo di lavoro per la valutazione della sussistenza di requisiti tali da giustificare l’esistenza come è per tutti di valori universali riconosciuti degni di memoria e onorabilità con l’intitolazione di vie, piazze o luoghi pubblici.

  8. Meglio sarebbe assegnare alle strade un numero, come negli USA, così si eviterebbe (a differenza del passato quando si intitolava agli Eroi della Patria) il ridicolo teatrino della politica che stabilisce chi è buono e merita e chi è cattivo e va dimenticato ( ma il numero 2 del COMINTERN era buono o cattivo?).
    Quanto a movimenti e partiti la storia-bugiarda non ha dato nessun giudizio e tanto meno sentenze dal momento che questi signori hanno solo cambiato casacca e nel peggiore dei casi bandiera.
    Che il Consiglio Municipale possa esprimere poi un gruppo di lavoro in grado di valutare la sussistenza di requisiti…..la vedo dura. Molto dura.

  9. Va precisato che Ordine Nuovo non “chiuse i battenti” ma fu sciolto dal Ministero dell’intero con le false prove costruite dal suo “ufficio affari riservati” e grazie all’azione di magistrati di sinistra; in seguito tutti i dirigenti messi in carcere o fuggiti all’estero furono assolti. L’assassino del giudice Occorsio non aveva mai militato in ON.
    E questo è tutto.

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