
Il prossimo 27 luglio Patti Smith tornerà a Roma per un concerto speciale al Circo Massimo. Un appuntamento che anticipa simbolicamente il suo ottantesimo compleanno, che cadrà a dicembre, e che riporterà nella Capitale una delle figure più influenti del rock internazionale.
L’evento è organizzato dal Teatro dell’Opera di Roma in collaborazione con Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci, produzione IMARTS – International Music and Arts. Sul palco, insieme a lei, ci sarà il Patti Smith Quartet con il tastierista e bassista Tony Shanahan, collaboratore storico dell’artista americana da oltre trent’anni, il chitarrista Jackson Smith, figlio di Patti, e Seb Rochford alla batteria.
In scaletta non mancheranno molti dei brani che hanno segnato la sua carriera e la storia del rock: da “Because the Night” a “People Have the Power”, passando per “Dancing Barefoot” e i pezzi di “Horses”, l’album del 1975 che cambiò per sempre il linguaggio del rock mescolando poesia, rabbia e sonorità essenziali.
Roma e Patti Smith hanno da tempo un rapporto speciale. L’artista americana è tornata più volte nella Capitale negli ultimi anni, trovando ogni volta un pubblico capace di entrare immediatamente in sintonia con il suo modo unico di stare sul palco: essenziale, intenso, mai costruito.
Un concerto di Patti Smith non è mai soltanto musica. Quando si abbassano le luci prende forma una sorta di rito collettivo in cui rock, poesia e libertà espressiva finiscono per fondersi in un’unica atmosfera. È questa la forza che continua a rendere i suoi live così particolari anche dopo decenni di carriera.
Nata a Chicago nel dicembre del 1946, poetessa, musicista e artista visiva, Patti Smith è diventata uno dei simboli della scena culturale newyorkese degli anni Settanta. Trasferitasi a New York nel 1967, frequentò gli ambienti artistici del Chelsea Hotel e legò il proprio nome a quello del fotografo Robert Mapplethorpe, compagno di vita e di ricerca artistica negli anni della formazione.
Il debutto discografico arrivò nel 1974 con il singolo “Hey Joe/Piss Factory”, ma fu soprattutto “Horses”, prodotto da John Cale dei Velvet Underground, a renderla una figura centrale del nascente movimento punk americano. La celebre copertina fotografata da Mapplethorpe, con Patti Smith in giacca bianca e sguardo androgino, è diventata una delle immagini più iconiche della storia del rock.
Negli anni successivi sono arrivati album fondamentali come “Easter”, contenente “Because the Night”, scritta insieme a Bruce Springsteen. Dopo un periodo lontano dalle scene negli anni Ottanta, Patti Smith è tornata alla musica a metà anni Novanta con lavori più intimi e spirituali, senza perdere la forza espressiva che l’ha sempre contraddistinta.
Oltre alla musica, Patti Smith ha continuato negli anni a dedicarsi alla poesia, alla fotografia e all’impegno civile, diventando un punto di riferimento per intere generazioni di artisti indipendenti.
A quasi ottant’anni continua a esibirsi in tutto il mondo con la stessa intensità di sempre. E il 27 luglio sarà ancora una volta Roma ad accoglierla.
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