
A oltre un anno dalla morte di Camilla Sanvoisin, avvenuta alla Giustiniana il 14 febbraio 2025, la Procura apre una nuova indagine sul rapporto con il compagno e la vicenda torna sotto i riflettori con un nuovo sviluppo investigativo.
La Procura ha infatti aperto un fascicolo ipotizzando il reato di maltrattamenti nei confronti del compagno della giovane, Giacomo Celluprica, 35 anni.
I due convivevano in un’abitazione in via Anna Foà, a La Giustiniana, abitazione nella quale la 25enne venne trovata senza vita il 14 febbraio 2025.
Il diario e i messaggi
Al centro del nuovo filone d’indagine ci sono i contenuti del diario personale di Camilla e i messaggi conservati sul suo smartphone. Dalle annotazioni e dalle conversazioni emergerebbe un rapporto segnato da episodi di umiliazione e da una relazione definita da più persone come “turbolenta”.
Elementi che, secondo gli inquirenti, meritano un approfondimento autonomo rispetto alla dinamica della morte.
La notte del 14 febbraio
La ricostruzione di quanto accaduto quella notte resta, al momento, invariata. La sera precedente al decesso i due avrebbero assunto eroina insieme. L’uomo ha riferito di essersi poi addormentato e di aver trovato la giovane priva di vita al risveglio, intorno alle 5.30.
Gli accertamenti tossicologici hanno indicato come causa del decesso un mix di eroina e farmaci, risultato fatale.
Il procedimento per il metadone
Nel corso dei primi accertamenti, nell’abitazione erano state trovate circa 70 dosi di metadone, in quantità superiore a quella prescritta. Per questo il 35enne era stato arrestato e processato per direttissima con l’accusa di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.
Lo scorso maggio è arrivata l’assoluzione, “perché il fatto non sussiste”. È stato inoltre chiarito che le sostanze assunte dalla giovane non sarebbero state cedute dall’uomo.
Lo stralcio dell’indagine
Proprio gli elementi emersi sul rapporto tra i due hanno portato i magistrati a uno stralcio del fascicolo originario. Da qui l’apertura di una nuova indagine, distinta, che si concentra esclusivamente sui comportamenti all’interno della relazione.
Nei diari della 25enne, infatti, sono stati trovati i racconti di come Celluprica avrebbe sottoposto la sua fidanzata a umiliazioni di vario tipo. Gli inquirenti hanno poi trovato riscontri nei messaggi scambiati tra i due ragazzi e acquisiti dal cellulare di Camilla, che era stato sequestrato dopo il suo decesso.
A rafforzare questo quadro ci sarebbero anche le testimonianze di amici e conoscenti, secondo cui Camilla, dopo l’inizio della relazione, si era progressivamente allontanata dalla sua vita sociale.
Una vicenda ancora aperta
Al momento non ci sono conclusioni definitive. La nuova indagine non riguarda le cause della morte, già accertate sotto il profilo medico-legale, ma punta a chiarire il contesto in cui la giovane viveva nei mesi precedenti.
Un passaggio che potrebbe contribuire a delineare con maggiore precisione l’intero quadro della vicenda, vicenda che è stata seguita sin dall’inizio da VignaClaraBlog.it, con diversi articoli dedicati agli sviluppi dell’inchiesta. Per ripercorrere la storia cliccare qui
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