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Domenica 29 marzo ultima domenica ecologica

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Galvanica Bruni

Domenica 29 marzo torna a Roma l’ultima “domenica ecologica” della stagione 2025-2026. Un appuntamento ormai noto, che prevede lo stop alla circolazione dei veicoli più inquinanti all’interno della Fascia Verde.

Si tratta del quinto e ultimo blocco previsto dal calendario stabilito dal Campidoglio per contenere i livelli di smog durante i mesi invernali. Un provvedimento che, puntuale, riporta al centro il tema della qualità dell’aria in città.

Gli orari dello stop

Anche questa volta il blocco sarà articolato in due fasce. La prima al mattino, dalle 7.30 alle 12.30, la seconda nel pomeriggio, dalle 16.30 alle 20.30. Nelle ore centrali della giornata, invece, la circolazione sarà regolarmente consentita.

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Il divieto riguarda l’intero perimetro della ZTL Fascia Verde, una porzione molto ampia della città che comprende gran parte dei quartieri interni e semicentrali.

Chi si ferma e chi può circolare

Lo stop riguarda, come ormai consuetudine, i veicoli più inquinanti. Parliamo in particolare delle auto a benzina fino a Euro 2 e dei diesel fino a Euro 3, oltre ai motoveicoli più datati.

Restano invece autorizzati a circolare i mezzi meno impattanti, come le auto elettriche e ibride, i veicoli a GPL e metano di categoria più recente, quelle a benzina Euro 6, oltre ai mezzi in sharing e a quelli al servizio delle persone con disabilità.

Una città diversa, ma solo per qualche ora

Accanto allo stop al traffico, il cuore delle iniziative di questa domenica ecologica sarà al Semenzaio di San Sisto, dove il Comune ha organizzato una giornata aperta al pubblico dedicata alla mobilità lenta e alla scoperta del verde urbano.

Qui, per tutta la giornata, saranno presenti mercati contadini con produttori locali, affiancati da installazioni artistiche, laboratori per bambini sul tema della sostenibilità ambientale e momenti di show cooking dedicati al recupero e alla lotta allo spreco alimentare.

Non mancheranno le visite guidate all’interno dell’area: dal percorso lungo il Clivo di Villa Celimontana fino alla scoperta delle serre storiche e del vigneto urbano, con appuntamenti distribuiti tra la mattina e il pomeriggio.

A queste iniziative si aggiungono anche attività di trekking urbano, con percorsi a piedi che attraversano i quartieri dell’Esquilino e del Celio per arrivare proprio al Semenzaio, trasformando la giornata in un invito concreto a muoversi senza auto.

È qui, più che altrove, che per qualche ora Roma prova davvero a cambiare passo. Più lenta, più vivibile, più a misura di chi la attraversa senza motore.

Una misura simbolica o qualcosa di più?

Quella del 29 marzo sarà l’ultima domenica ecologica prevista per questa stagione. Salvo interventi straordinari legati a picchi di inquinamento, il calendario si chiude qui, in attesa del prossimo ciclo autunnale.

Resta però una domanda, inevitabile, che molti cittadini continuano a porsi.

Cinque domeniche all’anno, qualche ora di stop al traffico e poi, per tutti gli altri giorni, tutto torna esattamente come prima. Auto, smog, congestionamento. È davvero questa la strada per incidere sulla qualità dell’aria?

Le domeniche ecologiche hanno senza dubbio un valore educativo e simbolico, offrono l’occasione per vivere la città in modo diverso e, per qualche ora, più leggero. Ma la sensazione diffusa è che si tratti più di un segnale che di una soluzione.

Perché se l’obiettivo è ridurre davvero l’inquinamento, allora la partita si gioca altrove: nel trasporto pubblico che funziona, nelle alternative concrete all’auto privata, in scelte strutturali che accompagnino i cittadini ogni giorno. Altrimenti il rischio è sempre lo stesso: spegnere i motori per qualche ora, per poi riaccenderli come prima.

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1 commento

  1. “Una misura simbolica o qualcosa di più?”
    Beh, visti i precedenti sicuramente la prima.
    Primo perché per la partita di campionato che smuove decine di migliaia di auto tutte assieme la domenica ecologica viene sospesa (assieme al codice della strada e alla legalità, come da voi messo in luce più e più volte). Il cittadino che non ha una auto “nuova” si sente, a mio parere giustamente, preso un po’ per i fondelli. Lui fermo. Per i tifosi invece tana libera tutti.
    Secondo perché lo strombazzato potenziamento dei mezzi, come da voi evidenziato con la famosa lettera dalla lettrice, in realtà è una diminuzione rispetto ai giorni feriali. Verrebbe da dire oltre il danno la beffa.
    Il tutto si riduce all’ennesima misura di stampo puramente luddista, laddove “l’ecologia” è solo una scusa, come dimostrato dal caso delle auto elettriche. Prima le incentiviamo perché “ecologiche” e poi agiamo sul fronte della tassazione per scoraggiarle quando diventano “troppe”. Per propagandare il mito del buon selvaggio. Si ma solo per gli altri, ovviamente. Come scrisse uno (molto) più bravo di me “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali degli altri”.

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