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Referendum Giustizia: incontro pubblico sulla Cassia

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Galvanica Bruni

Il referendum del 22 e 23 marzo 2026 sulla cosiddetta “Riforma della Giustizia” entra nel vivo anche a Roma Nord.

Giovedì 12 marzo, alle ore 17.00, nell’Oratorio della Parrocchia di San Giuliano, al civico 1036 di via Cassia, si terrà un incontro pubblico dedicato all’approfondimento dei contenuti del quesito referendario e delle sue possibili implicazioni.

L’appuntamento nasce con l’obiettivo di offrire ai cittadini un momento di riflessione e confronto su un tema che incide sull’assetto istituzionale del Paese e sul funzionamento della giustizia.

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Le relatrici

A intervenire saranno tre professioniste con esperienza diretta nel sistema giudiziario:

Maria Monteleone, già Procuratrice presso la Procura della Repubblica di Roma;
Francesca Giglio, Avvocata del Foro di Roma;
Marilena Panariello, Giudice del Tribunale di Roma.

Tre prospettive diverse — requirente, difesa e giudicante — che consentiranno di analizzare le modifiche proposte nel quesito referendario e le ricadute che esse comportano, con l’intento dichiarato di fornire strumenti utili per una scelta consapevole.

Sono invitati cittadini, comitati e associazioni interessati ad approfondire il tema e a porre domande.


Cosa prevede il quesito referendario

Il referendum del 22-23 marzo 2026 interviene sull’assetto ordinamentale della magistratura, con particolare riferimento alla distinzione tra magistrati requirenti (pubblici ministeri) e magistrati giudicanti.

Il cuore della proposta riguarda:

– la separazione più netta dei percorsi professionali tra chi esercita l’azione penale e chi giudica;
– la ridefinizione dell’organizzazione interna e degli organi di autogoverno della magistratura;
– modifiche che incidono sull’equilibrio tra accusa e giudizio nel sistema processuale.

Il quesito non interviene invece direttamente su aspetti organizzativi come organici, risorse amministrative, digitalizzazione, gestione delle cancellerie o durata dei procedimenti.

Il voto chiede ai cittadini di esprimersi su questo assetto istituzionale.

Promesse e contenuto: una riflessione

Nel dibattito pubblico, tra le ragioni del “Sì”, ricorrono argomentazioni come “processi più veloci” e “maggiore certezza della pena” (leggi qui). Sono obiettivi che intercettano un’esigenza reale del Paese: la giustizia italiana soffre da anni di lentezze strutturali che incidono sulla vita dei cittadini e sulla credibilità delle istituzioni.

Tuttavia, il testo del quesito referendario non contiene misure operative direttamente rivolte alla riduzione dei tempi dei processi. Non interviene su organici, non introduce strumenti di accelerazione procedurale, non modifica la gestione concreta delle strutture giudiziarie.

Il referendum riguarda l’assetto delle carriere e l’organizzazione costituzionale della magistratura. È un tema importante, ma diverso da quello dell’efficienza materiale del sistema.

Distinguere tra obiettivi dichiarati in campagna e contenuto effettivo della norma è un esercizio di chiarezza che aiuta a votare con maggiore consapevolezza.

Il voto è sempre una scelta personale. Ma una scelta informata è sempre una scelta più forte.

Claudio Cafasso

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