Home CRONACA Dieci rintocchi, il Silenzio: Tomba di Nerone ricorda Nikolajewka

Dieci rintocchi, il Silenzio: Tomba di Nerone ricorda Nikolajewka

commemorazione battaglia nikolajevka
ArsMedica

Medaglieri, labari, il Picchetto d’Onore dei Lancieri di Montebello, agenti della Polizia Locale e Carabinieri in grand’uniforme. E poi l’Alzabandiera, la campana Martinella che suona i dieci rintocchi rituali, l’apposizione delle Corone, il Silenzio, la Messa officiata da Mons. Giacomino Feminò.

Così a Tomba di Nerone, domenica 25 gennaio, nel giardino intitolato ai Caduti sul Fronte Russo si è tenuta la commemorazione della storica Battaglia di Nikolajewka, combattuta ottantatré anni fa in Russia.

Un appuntamento che nel tempo è diventato molto più di una cerimonia ufficiale: un momento identitario per il quartiere, un luogo della memoria che i residenti sentono come proprio.

Promuovi la tua attività commerciale a Roma Nord

Numerose le presenze istituzionali: dall’onorevole Fabio Rampelli alla senatrice Lavinia Mennuni, dal presidente del Municipio XV Daniele Torquati agli alti ufficiali in rappresentanza dell’Esercito, della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare.

Presenti anche i rappresentanti dei reduci e del Comitato organizzatore composto da Sandro Bari, Achille Jacovelli e Sabrina Leonardi, figlia dell’Artigliere da Montagna Silvano Leonardi, storico alpino molto conosciuto e benvoluto a Tomba di Nerone, scomparso nel dicembre del 2017. Fu proprio lui, per anni, a battersi affinché questo giardino diventasse un punto di riferimento stabile per il ricordo di chi non fece ritorno dalla campagna di Russia.

In questo spicchio di verde, che per il quartiere ha un valore che va oltre la memoria formale, questa mattina cittadini e istituzioni si sono ritrovati davanti al monumento costituito da una colonna di granito poggiata su un basamento che custodisce quattro formelle in bronzo con incise le dieci divisioni e venti formelle in marmo, tante quante sono le Regioni d’Italia. Un’opera semplice ma densa di significato, diventata negli anni il fulcro di una commemorazione che parla non solo di storia, ma anche di identità e responsabilità collettiva.

I numeri della Battaglia di Nikolajewka restano impressi come una ferita aperta: Il 16 gennaio 1943, giorno di inizio della ritirata, il Corpo d’Armata Alpino contava 61.155 uomini. Dopo la battaglia si contarono 13.420 uomini usciti dalla sacca, più altri 7.500 feriti o congelati. Circa 40.000 uomini rimasero indietro, morti nella neve, dispersi o catturati, in uno dei fronti più duri del Novecento.

«Quella di oggi – ha dichiarato il presidente del Municipio XV Daniele Torquati – è stata una cerimonia di raccoglimento anche in memoria dei caduti di tutte le guerre passate, di quelle purtroppo ancora in corso e nelle missioni di pace. Una giornata in cui l’intera comunità si deve riconoscere, nel ricordo dei tanti combattenti uccisi ma anche nel messaggio di pace che questa cerimonia deve trasmettere e rappresentare».

© RIPRODUZIONE VIETATA
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome