Home CRONACA La rete arancione, monumento all’incuria (questa volta in via Giochi Istmici)

La rete arancione, monumento all’incuria (questa volta in via Giochi Istmici)

rete arancione via dei giochi istmici
Galvanica Bruni

La rete arancione. È grazie a questa straordinaria invenzione che Roma riesce a sopravvivere, perché viene usata per fare fronte a tutto: buche, voragini, tombini sprofondati, allagamenti, alberi caduti. Ve l’immaginate Roma senza la rete arancione? Impossibile.

Nella capitale non si potrebbe vivere senza questo indispensabile “salva-tutto”: lo trovi ovunque — nei giardini, lungo le strade, agli incroci, attorno agli edifici o ai cantieri. Finanche a nascondere un piccolo tratto di marciapiede rotto. Già, perché è ovviamente più facile nascondere che riparare.

Questa volta è il turno di via dei Giochi Istmici, a Vigna Clara, proprio di fronte all’ingresso del liceo Farnesina.

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Da oltre un mese, mezzo metro di marciapiede, con la soglia di marmo spaccata e rialzata, presenta un gradino irregolare con il bordo puntato verso l’alto: una trappola nella quale chiunque potrebbe inciamparvi e farsi seriamente male, anche considerando la vicinanza della carreggiata.

Mezzo metro di questo piccolo capolavoro di incuria, dicevamo, è stato circoscritto con quattro tondini in ferro — sì, quelli appuntiti ad altezza uomo, pericolosissimi — e con l’immancabile rete arancione.

E dopo un mese? È ancora tutto lì. Con l’aggravante che mani ignote hanno divelto i tondini, nascondendoli sotto la rete arrotolata che, insieme al marciapiede spaccato, forma ora un insieme ancora più insidioso.

Un insiem che resta lì, a ricordarci che a Roma non si ripara: si recinta, si copre, si rinvia. Finché qualcuno non si farà male davvero. E allora, come sempre, sarà “imprevedibile”.

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