Home AMBIENTE Rifiuti ingombranti, nel Municipio XV 34mila residenti penalizzati

Rifiuti ingombranti, nel Municipio XV 34mila residenti penalizzati

Nel 2025 zero raccolte gratuite a Ponte Milvio, Vigna Clara e Fleming

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Raccolta gratuita di rifiuti ingombranti organizzata da AMA in un quartiere del Municipio XV.
Galvanica Bruni

Nel 2025, nel Municipio XV, la raccolta gratuita dei rifiuti ingombranti non è stata un servizio distribuito in modo equo. I dati, contati uno a uno, restituiscono una fotografia chiara, difficile da archiviare come frutto del caso.

Nel corso dell’anno Labaro e La Storta hanno ospitato otto raccolte ciascuna, Grottarossa ne ha avute sei, La Giustiniana quattro, Cesano tre, mentre a Osteria Nuova e Valle Muricana ci sono stati due appuntamenti.

Dall’altra parte della mappa, invece, Ponte Milvio, Vigna Clara e Collina Fleming: zero raccolte in dodici mesi. Nessuna eccezione, nessuna data recuperata, nessuna sperimentazione.

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Il rapporto proporzionale

Lo squilibrio diventa ancora più evidente se si guarda al rapporto tra numero di raccolte e popolazione residente.

Grottarossa, con circa 4.000 abitanti, arriva a una frequenza che equivale a 15 raccolte ogni 10.000 residenti. Labaro e La Storta, entrambe intorno ai 20–22 mila abitanti, si attestano su circa 4 raccolte ogni 10.000 residenti, stesso rapporto per Cesano e Osteria Nuova considerati insieme, e ancora stesso rapporto (4 ogni 10mila) per La Giustiniana.

Poi ci sono i quartieri dimenticati: Ponte Milvio e Vigna Clara, circa 20.000 residenti, e Collina Fleming, altri 14.000, nel 2025 non hanno avuto accesso a una sola raccolta gratuita. Qui il rapporto proporzionale non è basso: è pari a zero.

Non parliamo di zone marginali o con minori necessità. Al contrario, si tratta di quartieri densamente abitati, con edifici spesso datati, ristrutturazioni frequenti, cambi di arredi e un fabbisogno di smaltimento del tutto analogo a quello del resto del Municipio. Il bisogno c’è, ma nel 2025 il servizio non è arrivato.

Eppure l’area ci sarebbe…

La giustificazione che circola più spesso è quella della cosiddetta “comodità operativa”: le raccolte si fanno dove è più semplice organizzarle, dove ci sono spazi ampi e meno criticità.

Un argomento che però, guardando il territorio, regge solo fino a un certo punto. In viale Tor di Quinto, subito dopo il ponte dell’Olimpica in direzione fuori Roma, esiste un ampio parcheggio, facilmente accessibile, quasi sempre semivuoto, che potrebbe ospitare senza difficoltà una raccolta straordinaria di rifiuti ingombranti.

A quanto abbiamo appreso, però, quell’area è gestita da un ufficio del Comune di Roma che si sarebbe mostrato nel tempo poco disponibile a concederla in uso ad AMA, senza che le ragioni di questa rigidità siano mai state chiarite pubblicamente. Il risultato è il solito paradosso romano: lo spazio c’è, ma non si può usare. E così, per motivi mai spiegati, in un intero quadrante del Municipio XV le raccolte gratuite diventano impraticabili.

La conseguenza ricade direttamente sui cittadini. I residenti di Ponte Milvio, Vigna Clara e Fleming, quando devono liberarsi di un frigorifero, di un materasso o anche solo di una vecchia televisione, guardano al centro di raccolta AMA di Acqua Acetosa, sull’Olimpica, storicamente il più vicino.
Un centro che però è chiuso dal 2024 per lavori di cui non si conoscono né lo stato né una data certa di riapertura, più volte rinviata di stagione in stagione.

È vero che AMA garantisce anche un servizio di ritiro a domicilio, gratuito fino a 2 metri cubi e a pagamento oltre quella soglia. Ma è altrettanto vero che, per piccoli conferimenti, far muovere un mezzo AMA casa per casa ha un costo per la collettività superiore a quello che avrebbe un conferimento diretto del cittadino in un punto di raccolta di prossimità. Se quel punto esistesse.

Smaltire sì, ma inquinando

Nel 2025, per quei residenti, le alternative sono state soltanto due: il centro AMA di via Mattia Battistini, a circa 9 chilometri da Ponte Milvio, oppure quello di via della Bufalotta 592, che dista circa 14 chilometri.

Tragitti da affrontare obbligatoriamente in auto, con tempi di percorrenza lunghi, consumo di carburante e aumento di traffico e inquinamento. Alla faccia dell’ambiente e della sostenibilità, tanto invocate nei documenti quanto disattese nella pratica quotidiana.

E allora chiediamo

A questo punto la questione non è più tecnica, ma politica e amministrativa. La domanda la rivolgiamo ad AMA, ma soprattutto al Campidoglio: perché nel 2025 alcuni quartieri del Municipio XV hanno avuto fino a otto raccolte gratuite di rifiuti ingombranti e altri, pur contando decine di migliaia di residenti, sono stati completamente esclusi?

Chi decide che uno spazio pubblico non possa essere utilizzato e in base a quali criteri? E soprattutto: quanto ancora dovranno pagare i cittadini, in termini di disagi, costi e inquinamento, l’assenza di una programmazione equa e trasparente?

aggiornamento del 23 dicembre, ore 15

il centro AMA sull’Olimpica riaperto in queste ore, leggi qui

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3 COMMENTI

  1. Bisognerebbe insistere per far riaprire il centro raccolta AMA dell’acqua acetosa che era molto efficiente fino a qualche anno fa e facile da raggiungere.

  2. E’ dal 2018 che l’isola ecologica dell’Olgiata e’ stata chiusa per essere “ristrutturata” e a tutt’oggi e’ stata riaperta ma può ricevere solo gli sfalci.
    Dal XV Municipio era stato comunicato che si era conclusa la conferenza dei servizi e che entro il 2025 sarebbe stata indetta la gara per un’isola ecologica a Roma Nord. Non si hanno notizie al riguardo.
    E’ bene anche far presente che, grazie agli sforzi dell’AMA e alle domeniche ecologiche, la situazione e’ migliorata, ma la priorità di un’isola ecologica a Roma Nord rimane.

  3. In passato, ma molto tempo fa, proprio quell’area a Tor di Quinto veniva utiizzata dall’Ama come centro di raccolta domenicale e ci sono stata molte volte a portare batterie, pile e anche computer ormai inutilizzati ed era molto comoda anche per chi abitava o in via Orti della Farnesina, oppure anche a via Oriolo Romano. In certi periodi, non veniva usata più, soprattutto durante le feste di Natale, quando invece vi sostava il Circo. Un ripristino, ogni tanto, non sarebbe affatto una cattiva idea.

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