Home AMBIENTE Dai monopattini ai rifiuti, sotto Ponte Milvio c’è di tutto  

Dai monopattini ai rifiuti, sotto Ponte Milvio c’è di tutto  

Galvanica Bruni

Dopo l’inaugurazione avvenuta lo scorso 19 giugno, a Ponte Milvio continuano i lavori per completare il Parco di affaccio Foro Italico posto fra Ponte Milvio e Ponte Duca d’Aosta: attualmente è in corso la pavimentazione con sanpietrini della rampa che dalla pista ciclabile dà accesso al greto del fiume.

Nonostante i tanti lavori che hanno interessato questa area, continuano però a sopravvivere delle vere e proprie isole di degrado che ancora non si riesce a eliminare. Così come non si riesce a eliminare i tanti monopattini abbandonati tra la sporcizia o nel fango del greto.

E neanche Ponte Milvio si salva; nonostante alcuni mesi fa si sia proceduto alla pulizia delle sponde partendo proprio dal ponte, l’ultimo arco, quello lato piazzale Cardinal Consalvi che di solito rimane all’asciutto e che da anni viene usato come ricovero da senza tetto, oggi appare come una discarica.

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In questo periodo non è abitato, ma ci sono comunque i resti della frequentazione decennale che ne hanno fatto un luogo sporco e pieno di rifiuti e detriti.

Stessa situazione sotto l’arco della riva opposta, lato piazzale Ponte Milvio, che, qualora ripulito e mantenuto in buone condizioni, consentirebbe un “affaccio” sul fiume particolarmente suggestivo. Da questo luogo si può godere di una vista straordinaria del Tevere e di Ponte Milvio dal momento che si trova a poche decine di centimetri dal livello delle acque.

Non solo: da questo punto, grazie ad una piccola rientranza, si può accedere al fiume con canoe e kayak e navigare in direzione di Ponte Flaminio su uno dei tratti più tranquilli e belli del Tevere. Oggi per farlo bisogna invece affrontare un sentiero sporco e scosceso e poi attraversare una discarica.

Dal momento che i due Parchi di affaccio zona Ponte Milvio sono costati circa 2,5 milioni di euro (fondi PNNR) non dovrebbe essere difficile per l’amministrazione reperire quanto basta per la bonifica, la pulizia e la realizzazione di un accesso al fiume, degno di questo nome, per consentire agli amanti di canoe e kayak di navigare sul fiume di Roma e goderne tutte le bellezze.

Francesco Gargaglia

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2 COMMENTI

  1. Ma soprattutto sarebbe opportuno avviare la manutenzione periodica dell’area. Già qualche panchina è stata spostata (divelta?) da qualche buontempone, e le piante messe a dimora sembrano alquanto abbandonate.

  2. Spero di sbagliarmi, ma, finiti i soldi del PNRR e Giubilari, avremo seri problemi relativi alla manutenzione ordinaria di queste aree, ovvero ritorneremo al Gualtieri prima maniera, quello non “dopato” da questi fondi straordinari.
    Pronto a ricredermi…

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