
Nel territorio che si estende da Ponte Milvio fino a Cesano, da Tor di Quinto a Prima Porta e ancora oltre fino a Malborghetto, cioè l’area del Municipio XV pari a circa 187 chilometri quadrati, la nostra ricognizione ha contato poco meno di una quarantina di distributori di carburanti tradizionali (benzina e gasolio), ma solo sei che offrono anche GPL.
Un numero sorprendentemente basso se si considera la vastità del territorio e la presenza di migliaia di automobilisti che ogni giorno percorrono Cassia, Flaminia e le strade interne del Municipio XV.
Pochi punti GPL tra Cassia e Flaminia
I sei distributori con GPL sono sparsi come isole in mezzo al traffico.
Li elenchiamo: IP di Tor di Quinto (Viale Tor di Quinto 198); Esso di Grottarossa (Via di Grottarossa 202–216); Eni sulla Cassia km 20+750 (La Storta); ICM in Via della Storta 428; Esso di Prima Porta (Via Flaminia s.n.c.); Cesano – Via di Baccanello 125
Sei in tutto, contro decine di pompe tradizionali. Sei, e pure distanti l’uno dall’altro. Se salti – o se è chiuso – quello abituale, devi fare diversi chilometri per trovare il successivo.Eppure, il GPL, a livello economico e ambientale, rimane attualissimo.
Perché il GPL resta una scelta intelligente
Il GPL (Gas di Petrolio Liquefatto) continua a essere tra i carburanti più convenienti sul mercato: il prezzo medio alla pompa oscilla da 0,65 a 0,79 euro/litro, contro oltre 1,80 euro per la benzina.
A livello ambientale, i motori a GPL emettono fino al 10-15% in meno di CO₂ e quasi zero particolato rispetto a benzina e diesel, permettendo di circolare anche durante molte limitazioni anti-smog.
Nonostante ciò, la rete dei distributori non cresce e in alcune aree, come Roma Nord, rischia persino di ridursi.
Il paradosso del mercato: domanda sì, offerta no
Secondo i dati UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) 2024, il GPL rappresenta ancora quasi il 10% delle immatricolazioni in Italia e oltre 6,5% del parco auto circolante, numeri che testimoniano un interesse stabile.
Sempre i dati UNRAE dicono che tra gennaio–settembre 2025 il GPL pesa circa il 9,4% del mercato auto nuovo in Italia. Nel solo settembre 2025 la quota è 9,1%, più della quota diesel (8,8%) dello stesso mese.
Le alimentazioni “a gas” restano quindi una fetta significativa a testimonianza di un’utenza che continua a scegliere soluzioni a basso costo d’uso.
Ma se la domanda resiste, l’offerta sembra arretrare: molte case costruttrici hanno progressivamente ridotto – o addirittura eliminato – i modelli a doppia alimentazione benzina-GPL, puntando su mild-hybrid ed elettriche.
Una tendenza che lascia interdetti: in un contesto urbano come Roma e come quello di un’altra qualsiasi grande città dove l’autonomia, i costi di ricarica e la disponibilità di colonnine sono ancora un problema, il GPL rappresenta una soluzione economica, pulita e immediatamente disponibile.
Domanda aperta
Come mai, dunque, un carburante attuale, efficiente e accessibile continua a essere snobbato dai costruttori e marginalizzato nella rete di distribuzione?
È una scelta di mercato, una spinta politica verso l’elettrico, o il segno di una transizione mal gestita che rischia di lasciare scoperte intere zone di città come Roma?
Il paradosso è evidente: domanda e convenienza ci sono, ma l’offerta si assottiglia.
Forse la risposta è in una strategia industriale che premia la novità più che l’efficienza, dimenticando che la transizione ecologica non è fatta solo di batterie, ma anche di soluzioni praticabili, subito.
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