Home TEMPO LIBERO Malborghetto, due mesi di eventi per spiegarne la storia ai bambini

Malborghetto, due mesi di eventi per spiegarne la storia ai bambini

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ArsMedica

Da Sabato 11 ottobre a domenica 14 dicembre, un ricco calendario di eventi a ingresso gratuito interesserà l’Area Archeologica di Malborghetto: pensate per famiglie, bambine e bambini in visita, le giornate faranno dell’area archeologica il luogo ideale per approfondire storia e archeologia a pochi chilometri da Roma Nord, sulla Via Flaminia.

Ne dà informazione il sito web di Explora, il noto Museo dei Bambini di via Flaminia, nei pressi di piazzale Flaminio, sottolineando che grazie ad attività e laboratori dedicati a celebrare l’area restituita al territorio in una veste più accessibile e coinvolgente anche per le più giovani età, le giornate sono parte del progetto “Malborghetto: Storia, Trasformazione, Scoperta”, nato dal lavoro sinergico della Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, che gestisce l’area archeologica di Malborghetto, e lo stesso Museo Explora.

Il progetto di valorizzazione dell’area di Malborghetto ha generato un percorso con installazioni interattive, attività didattiche e laboratori esperienziali rivolti a bambine, bambini e famiglie, con l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni alla storia e al patrimonio culturale del territorio, integrando anche strumenti digitali, materiali tattili e supporti inclusivi (Braille, LIS), per rendere la visita un’esperienza educativa, coinvolgente e aperta a tutti.

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Le attività

Due i laboratori, condotti dal personale di Explora, che coinvolgeranno bambine e bambini dai 6 anni e i loro accompagnatori. Per partecipare basterà recarsi sul posto all’orario di inizio, in uno dei seguenti giorni.

Date degli incontri: sabato 11 ottobre, domenica 12 ottobre (FaMu), domenica 26 ottobre, martedì 28 ottobre, sabato 8 novembre, sabato 22 novembre, sabato 13 dicembre e domenica 14 dicembre.

La Via Flaminia: laboratorio che propone un viaggio pratico e immersivo alla scoperta della storia e dell’ingegneria di una delle più importanti strade consolari. Un’attività pratica e collaborativa che grazie all’uso di un kit hands-on offre l’opportunità di scoprire la stratigrafia della via Flaminia, conoscere da vicino la figura del pellegrino e realizzare una speciale conchiglia, simbolo dei viaggiatori dell’epoca.
Orario di inizio: ore 10:00, 12:00, 14:00, 16:00 – dai 6 anni + adulto accompagnatore.
Orario di domenica 12 ottobre 10:30, 12:30, 14:30 – dai 6 anni + adulto accompagnatore

L’arco di Costantino: laboratorio che offre un’esperienza coinvolgente e creativa per scoprire la storia della Battaglia di Ponte Milvio e dell’Arco di Malborghetto. Grazie ai nuovi kit didattici, bambine e bambini possono costruire un arco a tutto sesto, esplorare l’arco quadrifronte e creare un elmo da indossare.
Orario di inizio: ore 11:00, 13:00, 15:00, 17:00 – dai 6 anni + adulto accompagnatore.
Orario di domenica 12 ottobre: ore 11:30, 13:30, 15:30 – dai 6 anni + adulto accompagnatore

Arco di Malborghetto, dov’è e perché è noto

Uscendo da Roma, oltrepassato il cimitero Flaminio, la Flaminia inizia a essere costeggiata sul lato destro dalla ferrovia Roma-Civitacastellana-Viterbo, che in alcuni punti s’interrompe con dei piccoli passaggi per permettere il transito alle automobili dirette verso la campagna.

Poco prima della stazione di Sacrofano, al Km 19.400, uno di questi valichi immette su una stradina parallela – via Barlassina – che conduce a Malborghetto, un posto dove archeologia, storia e natura si armonizzano in modo unico e dove rivive la tradizione secondo la quale Costantino, accampatosi proprio lì, abbia visto al tramonto nel cielo il segno della croce. Il giorno dopo, il 28 ottobre del 312, Costantino sbaragliava vicino a Ponte Milvio l’esercito del rivale Massenzio.

Diventato imperatore, Costantino, per celebrare la battaglia e il sogno premonitore, fece erigere a Malborghetto un arco quadrangolare la cui struttura è ancora oggi visibile.

Si tratta di un arco “tetrapilo”, il nome con cui si indica un arco a quattro arcate, una costruzione cioè a quattro lati, ognuno dei quali intagliato da un arco. Solo nel Medioevo fu trasformato in casale. Anzi prima in fortezza, poi in osteria, poi ancora in stazione di posta e infine in abitazione rurale circondata da un borgo.

Oggi i segni degli archi sono riscontrabili solo ad uno sguardo più approfondito. Sulle facciate dell’edificio, infatti, si nota come i “buchi” siano stati riempiti per ricavarne facciate.

Tornato a essere un casale, solo nel 1982 entrò a far parte dei Beni del Demanio. Ora, dopo un’attenta opera di restauro, ospita un Antiquarium con importanti ritrovamenti legati alla Via Flaminia.

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