Home ATTUALITÀ Dehors, in arrivo dal governo una proroga fino a metà 2027

Dehors, in arrivo dal governo una proroga fino a metà 2027

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Galvanica Bruni

La pandemia da Covid per fortuna è in gran parte alle nostre spalle, quel che resta viene con grande solerzia nascosto dal governo sotto al letto, dalla diffusione ai morti. L’unica emergenza Covid che sopravvive integralmente alla fine della pandemia è l’eterna sofferenza degli esercenti dei locali di intrattenimento.

Dal 2020 lamentano danni milionari ai loro affari, piangono crisi, minacciano di licenziare decine  di migliaia di lavoratori e così, dal 2020, di anno in anno si son visti prorogare l’occupazione di suolo pubblico. Senza limiti di spazi.

In prossimità della scadenza in vista – la proroga era stata concessa dal ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso con il disegno di legge sulla concorrenza-Costanzo Della Porta, parlamentare di Fratelli d’Italia- ha provveduto a presentare un emendamento al decreto-legge sulle semplificazioni che rinvia di ulteriori 18 mesi, fino a giugno 2027, l’emergenza sanitaria che lo stesso governo Meloni dichiarò conclusa nel maggio del 2023. Un emendamento accolto dall’esecutivo.

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Emergenza sanitaria prolungata solo per gli esercenti. Così che tavolini, sedie, tende, addobbi, fioriere potranno tranquillamente continuare ad invadere strade, piazze e marciapiedi per un altro anno e mezzo, in barba al decoro, alla civiltà e ai diritti degli altri utenti delle strade della città.

E non è un caso che la proroga si spinga fino a giugno del 2027: nella primavera di quell’anno ci sono le elezioni politiche e il centro destra- o meglio Fratelli d’Italia- conta di fare il pieno dei voti dei favorevoli alla deregulation totale.

In Campidoglio, dove già la proroga firmata da Urso era stata mal accolta, l’ennesima invasione di campo da parte del governo ha rinnovato i malumori. L’assessore al Commercio Monica Lucarelli ha immediatamente convocato le associazioni di categoria ed è intenzionata a soffiare sul fuoco delle disparità che l’emendamento determinerà tra gli esercenti.

Chi ha l’Osp Covid potrà avvalersi della “cura” di FdI e del governo; chi ne è privo da dicembre dovrà attenersi al nuovo regolamento del Campidoglio voluto da Lucarelli e che prevede un ridimensionamento degli spazi esterni occupati e in connessione con quelli interni l’introduzione di una serie di parametri da rispettare per gli arredi da esporre.

Lucarelli denuncia senza mezzi termini il blitz della maggioranza di governo e punta il dito sulle distorsioni di mercato che introdurrebbe l’emendamento se approvato, “uno strumento per l’alterazione permanente del tessuto urbano“. L’assessore invita tutti gli esercenti a fare domanda entro e non oltre il 31 dicembre perché è decisa ad andare al confronto diretto, su una materia per la quale rivendica la competenza dei comuni.

E proprio su questo fronte sembra che le novità in arrivo con la legge delega – il governo si è preso altri dodici mesi per l’attuazione – e contenute nella relazione tecnica, non siano di buon auspicio. Le norme di accompagno riservano al ministero dei beni culturali il compito di individuare i beni cui garantire una tutela speciale – ossia beni culturali, archeologici, artistico di eccezionale valore –  tutti gli altri potranno tranquillamente essere assediati da tende, tavolini e sedie. I Comuni saranno solo esecutori e il ruolo delle soprintendenze è ancora indefinito.

Rossana Livolsi

Il nuovo regolamento del Campidoglio varato a marzo 2025

Dehors: habemus OSP, con tutte le regole

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3 COMMENTI

  1. Non è proprio come la raccontano…perché alla fine (hanno fatto bene o male a me è sembrata una furbata) hanno concesso ulteriore proroga, aumentando del 100% il prezzo dell’extra covid. E del 200% il prossimo anno a gennaio. Io che lavoro in un’attività della prima circoscrizione con dehors storico, la striscia extra covid (e stiamo in una piazza mica in una via) l’abbiamo riconsegnata subito. Peccato che invece di fare i conti per tempo li hanno fatti al terzo mese dell’anno, avendo così dovuto pagare gen-feb-marzo-aprile circa 10.000 euro (1 quadrimestre eh). Per poi pagare un ingegnere che ripresentasse la domanda di riconsegna e di nuovo il progetto del dehors ridimensionato. Quindi l’atteggiamento è stato come quello del marchese del Grillo che gli tirò la frutta ai poveri, le pigne coi pinoli, abbozzandoli tutti. Beh, i pinoli sò frutti… Da notare come nelle varie vie, Farnesina e Orti, le varie strisce extra le stanno smantellando una ad una. Per tanti è un bene, anche perché si era passato dall’emergenziale alla sanatoria definitiva. Per i commercianti era una boccata di ossigeno per far fronte anche al cuneo fiscale aumentatissimo, E le saracinesche abbassate aumentano…però di notte si dorme eh.

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