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La città dei 15 minuti a Ponte Milvio non vale

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Una visione di città policentrica, accessibile e sostenibile, nella quale la cittadinanza deve trovare a una distanza massima di 15 minuti, a piedi e in bicicletta, la disponibilità di servizi di prossimità: aree verdi, fermate del trasporto pubblico, asili nido, centri culturali e presidi pubblici fondamentali.

Si chiama “città dei 15 minuti” ed è uno degli obiettivi principali delle linee programmatiche del Sindaco Gualtieri e della sua Giunta.

Lo scopo, creare un’autentica vicinanza tra le persone, in grado di favorire lo spirito di comunità e accrescere la coesione sociale. Nobile proposito, senza dubbio, che sta trovando concretezza in una prima serie di 15 ambiti urbani, uno per ciascun Municipio.

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Ma non a Ponte Milvio (e dintorni)

Peccato che in questa visione di “città policentrica nella quale trovare in massimo 15 minuti a piedi o in bici i presidi fondamentali” non ricada l’area di Ponte Milvio e quartieri limitrofi (Farnesina, Vigna Clara, Fleming e Tor di Quinto) alla quale invece sono stati sottratti due importanti presidi.

Operazione che ora costringe gli utenti di ogni età a usare l’auto per ben più di 15 minuti (altro che a piedi o in bici) per continuare a usufruire degli stessi servizi.

Già alcuni anni fa l’ufficio anagrafico del Municipio XV situato in via Riano, nel mercato rionale di Ponte Milvio, è stato chiuso e mai più riaperto lasciando agli utenti una sola alternativa: recarsi all’ufficio di piazza Saxa Rubra, a Prima Porta. Distante nove chilometri. Per raggiungerlo, stando alle medie di Goole-Maps, occorrono 15-18 minuti in auto se la Flaminia è scorrevole, 45 con i mezzi pubblici, 40 con la bici (usando la ciclabile Ponte Milvio-Castel Giubileo).

Ovvio, la chiusura risale al 2018, non è imputabile al sindaco Gualtieri. Così come non gli è imputabile – perché non di sua competenza – la chiusura definitiva (dal 1° settembre) della sede ASL di viale Tor di Quinto.
Chiusura per la quale ci saremmo aspettati almeno un segno di lagnanza, se non altro nel rispetto della visione di “città policentrica nella quale trovare in massimo 15 minuti a piedi o in bici i presidi fondamentali”.

E invece il silenzio del Campidoglio, quello del Municipio XV e quello della stampa in genere (con esclusione della nostra testata) ha accolto questa notizia, diffusa tramite una laconica nota pubblicata sul sito web della ASL Roma 1.

Già, perché se c’è qualcuno che ancora non lo sa, sappia che la sede ASL di Ponte Milvio alla quale facevano riferimento migliaia di cittadini è stata chiusa per essere trasferita altrove.

E dove? In via della Stazione di Prima Porta 8, nell’omonimo quartiere, a due passi dall’ufficio anagrafico del Municipio XV.

Anche per questa sede ASL valgono gli stessi numeri: è distante più o meno nove chilometri da Ponte Milvio, per raggiungerla occorrono 15-18 minuti in auto, 45 con i mezzi pubblici, 40 con la bici.  Ma c’è un’aggravante per chi ci va in auto: mentre a Tor di Quinto c’era un comodissimo parcheggio pubblico, via della Stazione di Prima Porta è una via angusta già gravata dalla presenza di una scuola. Parcheggiarvi è quasi impossibile.

Dunque, via l’ufficio anagrafico, via l’ASL, chi prima vi si recava agevolmente a piedi o facendo un piccolo tragitto in auto, oggi deve spostarsi di una decina di chilometri consumando benzina, inquinando l’aria, perdendo tempo e pazienza. Con buona pace della città dei ’15 minuti a piedi o in bici’.

Claudio Cafasso

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7 COMMENTI

  1. Aggiungerei anche 1 ora di viaggio per raggiungere la stazione Termini da via della Farnesina (150 mt da Ponte Milvio) con in mezzi pubblici.

  2. Quelli del Municipio sarebbero comunque uffici inutili: quando cerchi di prendere appuntamento, ad es. per il rinnovo della carta d’identità, sono sempre indisponibili.
    Un tempo gli uffici della XX Circoscrizione erano a Via Poma, ci si arrivava comodamente con il 32. Poi fu spostato tutto a Saxa Rubra. Per un breve periodo funzionarono gli uffici a Via Riano, ma con il “nuovo” sistema di prenotazione online sono diventati inutilizzabili anche quelli (l’apoteosi 7-8 anni fa, quando sono rimasto quasi 15 minuti nell’ufficio deserto a discutere con il personale per un certificato urgente richiesto dalla banca per il mutuo: avrei dovuto prendere appuntamento, ma gli appuntamenti erano indisponibili e l’ufficio vuoto con gli impiegati a girarsi i pollici. Il certificato non me lo fecero. Dovetti sudare sette camicie con la spada di Damocle della banca sul collo). Quasi che questo sistema in realtà sia studiato per lavorare meno, tanto la prenotazione è gratis! Poi ti ritrovavi i siti dove si rivendevano le prenotazioni:
    https://www.romatoday.it/attualita/carta-identita-elettronica-inchiesta-controlli.html
    A capire come facessero.
    Nel post pandemia poi ancora peggio. Ci si deve rivolgere necessariamente ad altri Municipi. Le ultime carte d’identità le abbiamo fatte tutte al S. Maria della Pietà (non parliamo dei passaporti… Lì si deve andare fuori Roma o quasi).

    Ora anche la sanità. Da bambino i vaccini si facevano dietro al Commissariato (dove oggi c’è il centro di igiene mentale, accanto alla Merelli). Poi a Tor di Quinto. Ora devi perdere mezza giornata per arrivare a Labaro. Ora hanno chiuso anche i rimanenti servizi.

    Sarebbe da mettere su una petizione per essere accorpati al II o al XIV Municipio, se gli uffici fossero più vicini (Flaminio o Prati).

  3. Bravo Sindaco che dopo averci allietato con la “bossanova” ora con la questione dei “15 minuti” vuole farci sorridere….
    2 ore per andare con i mezzi pubblici dalla Stazione Ostiense alla Via Cassia (totale 6 km…3 km l’ora…) in una giornata di luglio…40 minuti ad aspettare il bus a Ponte Milvio…
    Io una soluzione ce l’avrei: mandare Sindaco, Assessori, Funzionari in giro per i loro compiti istituzionali con i mezzi pubblici e senza scorta, così si confrontano con i cittadini e si rendono conto di cosa è il servizio di trasporto pubblico, quale la condizione delle strade, quale la situazione dei rifiuti, quali i servizi offerti (si fa per dire) ai cittadini….

  4. Un tempo c’era anche lo sportello anagrafico al Villaggio Olimpico. comodissimo e quasi a file zero. Per molti anni le carte d’identità della mia famiglia sono state fatte e rinnovate la.

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